[Nonviolenza] Telegrammi. 1742



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1742 del 29 agosto 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Maurizio

2. Si svolge oggi la riunione del "Tavolo per la pace" di Viterbo

3. "Le ragioni della pace, del disarmo, della nonviolenza". Un incontro di riflessione

4. "Tra sociologia e storiografia". Un incontro di studio

5. Mao Valpiana: Facciamo insieme un passo di pace nella giusta direzione

6. Flavio Lotti: Contro la terza guerra mondiale, il 19 ottobre la marcia Perugia-Assisi

7. L'appello "Ogni vittima ha il volto di Abele"

8. Una scheda di presentazione dell'associazione Erinna - centro antiviolenza di Viterbo

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. LUTTI. MAURIZIO

 

E' deceduto Maurizio Cario, un compagno di lotte, una persona buona, militante libertario, musicista, sociologo, ambientalista, scrittore.

A tutti i familiari affranti dal dolore diciamo il nostro affetto, la nostra vicinanza.

A lui nel ricordarlo diciamo ancora e ancora la nostra gratitudine: per quanto di giusto, di vero, di bello ha saputo e voluto al mondo donare, per il bene fatto che non si estingue.

 

2. INCONTRI. SI SVOLGE OGGI LA RIUNIONE DEL "TAVOLO PER LA PACE" DI VITERBO

 

Si svolge oggi, venerdi' 29 agosto, con inizio alle ore 16,30, a Viterbo presso il Palazzetto della Creativita' in via Carlo Cattaneo 9 (sito nell'area del complesso scolastico degli istituti comprensivi Canevari e Vanni), la riunione del "Tavolo per la pace" cittadino.

L'incontro e' in prosecuzione di quello del 20 agosto, ed ha pertanto anch'esso carattere organizzativo in relazione a decisioni già prese nelle precedenti riunioni.

Gli argomenti proposti sono i seguenti:

I. approfondire e sviluppare quanto condiviso nell'incontro del 20 agosto;

II. arrivare a una piu' adeguata proposta organizzativa in relazione all'iniziativa viterbese connessa alla marcia Perugia-Assisi;

III. il sostegno al percorso amministrativo per la tempestiva istituzione della Consulta per l'immigrazione;

IV. il sostegno al percorso amministrativo per la realizzazione dello sportello comunale di informazione ed assistenza per le persone immigrate;

V. il sostegno alla proposta di promuovere incontri di conoscenza e condivisione, di riconoscimento della comune appartenenza alla citta' e quindi alla comunita' viterbese di tutte le persone e le comunita' culturali variamente aggregate che nel territorio vivono;

VI. il sostegno al percorso tecnico ed amministrativo per la revoca degli atti amministrativi pregressi che configurino palesi violazioni dei diritti umani ovvero siano in contrasto con le guarentigie stabilite erga omnes nella Costituzione della Repubblica Italiana.

VII. Naturalmente l'incontro del 29 agosto sara' anche occasione, come di consueto, per scambiarsi informazioni sulle iniziative realizzate, in corso e in programma da parte dei vari soggetti che partecipano al Tavolo.

*

Per ogni comunicazione il punto di riferimento e' come sempre Pigi Moncelsi: tel. 0761348590, cell. 3384613540, e-mail: pmoncelsi at comune.viterbo.it

 

3. INCONTRI. "LE RAGIONI DELLA PACE, DEL DISARMO, DELLA NONVIOLENZA". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE

 

Si e' svolto la mattina di giovedi' 28 agosto 2014 a Viterbo un incontro di riflessione su: "Le ragioni della pace, del disarmo, della nonviolenza".

All'incontro ha partecipato il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", Peppe Sini.

 

4. INCONTRI. "TRA SOCIOLOGIA E STORIOGRAFIA". UN INCONTRO DI STUDIO

 

Si e' svolto la sera di giovedi' 28 agosto 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema "Tra sociologia e storiografia: una riflessione critica sugli strumenti interpretativi dei processi del mutamento sociale, della persistenza e delle crisi delle strutture epistemiche, delle trasformazioni delle ideologie".

All'incontro ha preso parte Paolo Arena.

*

Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali, comunicazioni di massa e nuovi media, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Ambrosini e Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche. Negli scorsi anni ha animato cicli di incontri di studio su Dante e su Seneca. Negli ultimi due anni ha animato tre cicli di incontri di studio di storia della sociologia, di teoria del diritto, di elementi di economia politica. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta.

 

5. RIFLESSIONE. MAO VALPIANA: FACCIAMO INSIEME UN PASSO DI PACE NELLA GIUSTA DIREZIONE

[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: mao at sis.it) per averci messo a disposizione l'editoriale del fascicolo di "Azione nonviolenta" di luglio-agosto 2014.

Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive e ha lavorato come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"); attualmente e' presidente del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa per la nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del comitato scientifico e di garanzia della Fondazione Alexander Langer Stiftung; fa parte del Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta istituito presso L'Ufficio nazionale del servizio civile; e' socio onorario del Premio nazionale "Cultura della pace e della nonviolenza" della Citta' di Sansepolcro; ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". E' stato fondamentale ideatore, animatore e portavoce dell'"Arena di pace e disarmo" del 25 aprile 2014. Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Notizie minime della nonviolenza in cammino" n. 255 del 27 ottobre 2007; un'altra ampia intervista e' in "Coi piedi per terra" n. 295 del 17 luglio 2010]

 

E' stata un'estate di guerra: a Gaza, in Palestina e Israele, in Siria, in Iraq, in Libia, in Afghanistan, in Ucraina... bombe, missili, massacri, stragi, rappresaglie, decapitazioni, plotoni di esecuzione, rapimenti, fosse comuni... nessuna delle efferatezze, degli scempi, delle brutture della guerra ci e' stata risparmiata.

Qualcuno ha parlato  di "crimini di guerra", per condannare le stragi di civili, le bombe sulle scuole e gli ospedali. Ma qual e' il limite tra una guerra "civile" e una guerra "criminale"? Non c'e'.

La guerra non ha limiti, non ha regole, non ha confini. L'obiettivo della guerra e' colpire il nemico, ucciderlo, distruggerlo, renderlo impotente. Se di mezzo ci sono case, scuole, ospedali, bambini, non importa, vengono fatti fuori perche' cio' contribuisce alla vittoria. Il terrorismo e' una forma di guerra, e la guerra e' terrorismo. E' sempre stato cosi'. Le legioni dell'impero romano davano fuoco ai villaggi dei nemici, stupravano le donne, razziavano le campagne. Durante le crociate i "liberatori" sbudellavano gli infedeli, camminavano nel loro sangue, li mettevano al rogo.

Le carneficine della prima guerra mondiale, i bombardamenti sulle citta' della seconda, non rispiarmiavano nessuno. Le stragi naziste, le torture, i campi di sterminio, le montagne di cadaveri in Cambogia, la guerra etnica nei Balcani, il genocidio di Srebrenica. Oggi a Gaza e in Iraq. Questa e' la guerra, come l'abbiamo studiata sui libri di storia o vista ai telegiornali.

Dalla guerra di Troia ad oggi poco e' cambiato.

L'unica novita' puo' venire dalla nonviolenza. Interrompere la spirale perversa. Rinunciare alle armi. Praticare politiche di disarmo unilaterale. Abolire gli eserciti, ognuno a partire dal proprio. Sostituire la difesa armata con la sicurezza nella pace.

Questa e' la sola via possibile per salvare l'umanita'. Il resto e' utopia. Un'utopia negativa, perversa, come quella del governo italiano che per contrastare il terrorismo invia armi ad una delle parti: armare la mano altrui e' meschino, una scelta vile, ancor peggiore di chi si assume le proprie responsabilita' e manda le truppe a combattere sul campo.

Noi possiamo fare poco o niente sul piano immediatamente efficace per impedire il massacro. Non basta condannare, non serve chiedere ai belligeranti di smetterla, non fermeremo la guerra con una marcia per la pace. Ma contro la guerra e per la pace il nonviolento ha comunque sempre qualcosa da fare. C'e' bisogno di agire: affermare il principio della nonviolenza e dare corpo a campagne, con proposte concrete ed obiettivi politici, perche' la nonviolenza la si costruisce ogni giorno.

Il 21 settembre parteciperemo alla manifestazione straordinaria ed urgente "Costruiamo insieme un passo di pace" che si svolgera' a Firenze, convocata dalle principali reti del movimento pacifista italiano (Rete della Pace, Rete Italiana Disarmo, Tavolo interventi civili di pace), alla quale anche il Movimento Nonviolento ha aderito.

Condividiamo la piattaforma di lavoro di questa manifestazione, che fa seguito agli impegni assunti all'Arena di pace e disarmo: "Questo e' il bivio che abbiamo di fronte: continuare a denunciare in modo generico questa realta' o lavorare con determinazione e strategia per mutare le politiche responsabili della proliferazione delle guerre, per costruire un'alternativa a questo corso della storia? Puntare l'indice solo sugli effetti o denunciare e sradicare le cause della violenza diretta, culturale e strutturale che permea il nostro sistema, di cui siamo in parte tutti complici? Alla vilta', al cinismo ed alla violenza, dobbiamo costruire l'alternativa del coraggio, della nonviolenza, della disobbedienza civile".

Il passo successivo sara' l'avvio della Campagna Disarmo e Difesa civile, per l'istituzione del Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, che prendera' corpo a partire dal prossimo 2 ottobre, giornata internazionale della nonviolenza.

 

6. DOCUMENTAZIONE. FLAVIO LOTTI: CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE, IL 19 OTTOBRE LA MARCIA PERUGIA-ASSISI

[Riproponiamo il seguente appello di Flavio Lotti, coordinatore della Marcia Perugia-Assisi (per contatti: www.perlapace.it)]

 

Contro la Terza guerra mondiale organizziamo insieme una grande marcia Perugia-Assisi.

Dopo la lezione di Papa Francesco e' il tempo della responsabilita' e dell'impegno di ognuno di noi.

Da oggi 60 giorni per dare voce alla pace. Domenica 19 ottobre 2014 marcia Perugia-Assisi contro la Terza guerra mondiale.

*

Una grande, grandissima, marcia per la pace. Da Perugia ad Assisi. Nei luoghi che piu' di ogni altro hanno dato forza e voce alla domanda popolare di pace e di giustizia, di disarmo e nonviolenza. E' questa la prima cosa concreta che forse possiamo fare coralmente contro la Terza guerra mondiale in corso. Papa Francesco non poteva scegliere un'espressione piu' efficace per descrivere lo stato del mondo in cui viviamo. E ora che nessuno puo' piu' sminuire la tragica realta' delle cose, dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilita'.

Di fronte alle ipocrisie e alla debolezza della politica, all'inazione e alle complicita' di coloro che avrebbero la responsabilita' di agire, davanti alla profonda crisi delle istituzioni e della democrazia a cui ci siamo sempre appellati, dobbiamo sentirci tutti piu' coinvolti e corresponsabili. Il pericolo che avanza sul piano mondiale e' grande e nessuno sara' in grado di proteggerci se, noi per primi, non sapremo costruire una politica davvero nuova: una politica di pace.

Papa Francesco ha evocato un mondo in guerra dove si commettono le piu' spaventose crudelta' contro bambini, donne, uomini e intere popolazioni. Ha sollecitato l'intervento immediato della tanto bistrattata Organizzazione delle Nazioni Unite, ha ricordato il dovere della comunita' internazionale di proteggere i piu' vulnerabili, ha messo all'indice l'interventismo armato di questo o quel governo che pretende di fare da solo per i propri interessi, ha condannato ancora una volta il disastroso metodo della guerra e dei bombardamenti ma ha anche messo in gioco se' stesso: ha detto "sono disponibile ad andare in Iraq". Ed e' stata un'altra, l'ennesima, grande lezione, religiosa e laica, umana e politica di responsabilita'.

Di questa lezione dobbiamo far tesoro tutti ma perche' non sia solo un auspicio dobbiamo cominciare noi. Questo e' il tempo in cui ciascuno deve mettersi in gioco. Ci sono mille modi per farlo. Ma poi c'e' un giorno, il prossimo 19 ottobre, in cui possiamo fare una cosa tutti insieme. Unire le nostre voci, le nostre facce, le nostre gambe, le nostre preoccupazioni, denunce, domande, proposte e speranze e dare corpo ad una grande manifestazione di pace.

A questo possiamo dedicare i 60 giorni che ci separano dal prossimo 19 ottobre. A diffondere l'invito, via internet, di citta' in citta', scuola per scuola, casa per casa. Perche' ciascuno possa scegliere di esserci in prima persona. Molti hanno gia' aderito e si stanno impegnando ad organizzare la partecipazione, i pullman, il viaggio. Ma molto di piu' si potra' ottenere se ciascuno decidera' di fare la propria parte mettendo a frutto le proprie capacita' e competenze. Contro tutte le guerre visibili e invisibili, quelle combattute con le armi e quelle che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite umane.

Flavio Lotti, Coordinatore della Marcia Perugia-Assisi

Perugia, 20 agosto 2014

 

7. REPETITA IUVANT. L'APPELLO "OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE"

[Riproponiamo l'appello promosso gia' negli scorsi anni da Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo per il 4 novembre: "Ogni vittima ha il volto di Abele"]

 

Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Movimento Nonviolento, per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink, per contatti: e-mail: info at peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, per contatti: e-mail: nbawac at tin.it e centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

8. REPETITA IUVANT. UNA SCHEDA DI PRESENTAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE "ERINNA" - CENTRO ANTIVIOLENZA DI VITERBO

[Dal sito dell'associazione Erinna (per contatti: "Associazione onlus Erinna - donne contro la violenza alle donne", tel. 0761342056, e-mail: onebillionrisingviterbo at gmail.com, e.rinna at yahoo.it, sito: http://erinna.it) riprendiamo e diffondiamo la seguente breve scheda di autopresentazione]

 

L'associazione "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto).

Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza.

E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole.

Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia.

Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne.

Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne.

Il centro mette a disposizione:

- segreteria attiva 24 ore su 24;

- colloqui;

- consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio;

- attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione.

La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate.

L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza.

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Theodor W. Adorno, Note per la letteratura, Einaudi, Torino 2012, pp. XXVI + 278.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1742 del 29 agosto 2014

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