Archivi. 102



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIV)

Numero 102 del 7 febbraio 2013

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di settembre 2005

2. Il resto

3. La scelta

4. Le litoti di Strambotto

5. Una cosa

6. "Una persona, un voto"

7. Un referendum per la salvezza dell'umanita'

8. Per padre Pintacuda

9. Tra Perugia e Assisi

10. Il 23 ottobre in Brasile si' alla vita delle persone, si' al divieto di uccidere, si' all'abolizione del mercato delle armi

11. Per Sergio Endrigo

12. L'apartheid. In Italia

13. Assisi, in cammino

14. Il giorno 11 del mese di settembre

15. Dal dire al fare

16. Per Franca Ongaro Basaglia

17. "Vittoria al mondo. Si' all'umanita'"

18. Dalle parole ai fatti. Si' al referendum brasiliano per vietare il commercio delle armi

19. La nonviolenza difficile

20. In memoria di Simon Wiesenthal

21. Forum comunitario di lotta alla violenza: Morii in una rissa, e non c'entravo. Un appello per il si' al referendum

22. Forum comunitario di lotta alla violenza: Mi hanno ammazzato e non potro' votare. Un appello per il si' al referendum

23. Sette lapidi per dire un si'

24. Proposta di ordine del giorno da approvare nelle istituzioni italiane a sostegno della Campagna per il disarmo in Brasile

25. Le tre carte

26. Dallo statuto dell'associazione "Mani sporche"

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI SETTEMBRE 2005

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di settembre 2005.

 

2. IL RESTO

 

Tu ripudia la menzogna e la lesione. Tu rifiuta la complicita' con l'uccidere. Il resto verra' da se'.

 

3. LA SCELTA

 

C'e' una ragione delle ragioni della scelta della nonviolenza: ed e' il riconoscimento dell'infinito valore di ogni esistenza umana, compresa quindi la tua. Ritenere di poter umiliare, violentare, uccidere una persona, significa negare la dignita' umana di tutte, significa spezzare il patto su cui si fonda la convivenza, e distruggere l'intera umanita'. Porsi l'interdetto ad uccidere, porre il tabu' sul levare la mano contro il volto dell'altro, e' la scelta necessaria per poter sperare che l'umanita' abbia un futuro. Nell'epoca inaugurata da Auschwitz e da Hiroshima, solo la scelta della nonviolenza puo' salvare l'umanita: ogni singola persona, l'intera comunita' umana.

E quindi non c'e' piu' motivo di stare a discutere con chi ancora propugna l'uso della violenza, cioe' la liceita' del ferire e dell'uccidere: poiche' chi questo sostiene si e' gia' fatto complice e schiavo di tuti gli eserciti e di tutte le organizzazioni criminali, di tutte le guerre e di tutti i terrorismi.

E' l'ora - da un pezzo - di essere nitidi ed intransigenti: solo chi sceglie la nonviolenza si batte per la pace, la giustizia, la convivenza. Chi non fa questo passo non e' un nostro compagno di lotta, ma un nostro avversario, e un favoreggiatore di tutti gli assassini.

 

4. LE LITOTI DI STRAMBOTTO

 

Parlano ancora, sempre, gli assassini. Gli assassinati non possono piu'. Ed alla logorrea che ancor sgocciola sangue almeno io non voglio dare ascolto.

 

5. UNA COSA

 

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si svolgeranno in Italia molte iniziative per la pace e la giustizia: la marcia Perugia-Assisi, convegni, seminari, conferenze, altre manifestazioni ancora. Ed e' certo cosa buona e giusta. Ma tutte queste iniziative rischiano di fermarsi al livello della proclamazione, della predicazione, quando non addirittura dello spettacolo, o del narcisismo.

In Brasile invece tra un mese e mezzo si produrra' un fatto. Storico. La popolazione infatti e' chiamata a pronunciarsi in un referendum di importanza diremmo addirittura epocale: un referendum che chiede se si voglia proibire il commercio delle armi.

Una sconfitta sarebbe un dramma per tutti, ma una vittoria sarebbe un fatto politico e culturale di portata immensa, e una speranza per l'umanita' intera.

Le persone che in Brasile sono impegnate a diffondere informazione e sensibilizzazione affinche' vinca il "si'" al divieto del commercio di strumenti di morte hanno ragioni formidabili ma mezzi scarsi; viceversa l'industria armiera e la lobby degli uccisori dispongono di ingenti risorse economiche e di una conseguente forte capacita' di manipolazione dell'opinione pubblica, anche se il loro scopo e' il piu' ripugnante che possa esservi: che gli omicidi continuino.

Questo referendum riguarda tutta l'umanita', ed e' una prima grande occasione per cominciare davvero il disarmo dal basso. Per questo e' necessario che tutte le persone di volonta' buona che in qualunque parte del mondo abbiano la possibilita' di dare una mano, ebbene, lo facciano. Adesso. Diffondendo l'informazione e la sensibilizzazione, mettendo a disposizione risorse.

Vincere il referendum per proibire il commercio delle armi in Brasile avrebbe come effetto immediato la salvezza di tante vite umane, e indicherebbe una via a tutto il mondo, paese per paese, fino a liberare l'umanita' dalle armi assassine...

 

6. "UNA PERSONA, UN VOTO"

 

Tra agosto e ottobre del 2000 il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo pubblico' un notiziario "per l'immediato riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutti gli stranieri regolarmente residenti in Italia" dal titolo "Un uomo, un voto" (che riprendeva un celebre motto dei movimenti per la democrazia e contro la segregazione: "One man, one vote"). Era una questione sulla quale la struttura pacifista viterbese lavorava da anni, riuscendo anche alla meta' degli anni '90 a spostare su questa posizione il Consiglio Provinciale di Viterbo (che intraprese anche un duro confronto legale con il Comitato regionale di controllo del Lazio).

Ogni fascicolo del notiziario riproponeva una proposta di lettera da inviare a parlamento e governo, mass-media e enti locali, forze politiche e sociali, e proponeva altresi' notizie, documenti, bibliografie, ed altri materiali ancora.

Oggi che vari altri soggetti finalmente sembrano essersi accorti della necessita' e dell'urgenza di questo atto di civilta', ci e' parso che potesse essere forse non disutile riproporre alcuni degli editoriali li' pubblicati.

Quel notiziario si intitolava "Un uomo, un voto", oggi con piu' adeguata scelta linguistica lo intitoleremmo "Una persona, un voto": il termine generico "uomo" era ancora interno a un linguaggio sessista.

 

7. UN REFERENDUM PER LA SALVEZZA DELL'UMANITA'

 

Il referendum che si svolgera' in Brasile il 23 ottobre 2005, attraverso il quale la popolazione brasiliana potra' decidere di abolire il commercio delle armi, riguarda l'umanita' intera.

I dati statistici sono inequivocabili, e nella loro drammaticita' confermano una verita' persino ovvia: la circolazione di armi favorisce l'uso delle armi, e le armi servono a uccidere. Piu' armi circolano, piu' persone vengono uccise; meno armi sono a  disposizione, piu' vite umane si salvano.

In Brasile tra poche settimane l'intera popolazione verra' chiamata a decidere se conta di piu' il profitto dei mercanti di morte o la vita degli esseri umani.

E' un referendum che occorre vincere. Poiche' perderlo equivarrebbe a lasciar proseguire le stragi, ed e' un pensiero cosi' orribile che il solo formularlo ci colma di dolore, spavento e vergogna. Ma vincerlo: vincerlo costituirebbe una vittoria dell'umanita' intera, e indicherebbe una via a tutti i popoli, in tutti i paesi: fino a spezzare l'ultimo fucile, fino ad affermare finalmente nei fatti, ed ovunque, e per tutti gli esseri umani, quel principio che e' scritto in tutte le grandi tradizioni di pensiero della civilta' umana, quel principio su cui la civilta' umana si fonda, su cui la convivenza si regge, su cui una sobria, possibile, autentica felicita' comune puo' finalmente darsi: non uccidere.

*

I mercanti di morte e i loro alleati dispiegheranno in queste settimane le loro risorse economiche, ideologiche, mediatiche, per ingannare le persone e convincerle a votare contro il proprio stesso diritto a vivere. Faranno propaganda per la morte, come tante volte e' avvenuto, come accade ogni giorno.

Contro la propaganda della morte le nostre sorelle ed i nostri fratelli costruttrici e costruttori di pace in Brasile stanno cercando di promuovere informazione e coscientizzazione, di chiamare ogni persona a un gesto di liberta', di verita', di solidarieta', a recarsi alle urne e votare si' al diritto alla vita, si' al ripudio delle armi assassine (e quindi anche: si' alla pace tra i popoli come tra le persone, si' alla gestione umana, ragionevole, civile - nonviolenta - dei conflitti); le nostre sorelle e i nostri fratelli in Brasile con le loro limitate risorse e con le loro immense ragioni, con i pochi mezzi di cui dispongono e con il coraggio sconfinato che gia' li ha sostenuti nella lotta contro la dittatura, contro il regime della violenza, sono ora impegnate e impegnati perche' in questo referendum vinca l'umanita' vivente: queste sorelle e questi fratelli dobbiamo ringraziarli e aiutarli, poiche' si stanno battendo anche per il nostro diritto alla vita. Non solo ringraziarli: aiutarli dobbiamo. Contribuendo a diffondere informazione e sensibilizzazione, mettendo a disposizione risorse, esprimendo solidarieta' concreta e operante...

 

8. PER PADRE PINTACUDA

 

Come e' strana l'Italia: un paese di cialtroni sentimentali che pero' talvolta nei momenti peggiori trovano il cuore e la tigna di mettersi la camicia rossa e seguir Garibaldi, di mettersi il fazzoletto al collo e salire in montagna per ricacciare il nazismo all'inferno.

Cosi' fu l'esperienza del movimento antimafia negli anni tra l'omicidio del generale Dalla Chiesa e quello del giudice Borsellino, e delle donne e degli uomini che con loro caddero.

Si', c'e' stato un tempo in questo paese in cui ancora una volta donne e uomini di volonta' buona, provenienti da storie e culture diverse e che potevano sembrare fin incompatibili, insorsero insieme in difesa del diritto di tutti a vivere, in difesa della convivenza civile, di un paese libero e di un ordinamento fondato sul diritto e sul rispetto dell'umana dignita': si', in difesa dello stato di diritto ed insieme dell'internazionale futura umanita', e insieme del regno dei cieli che deve cominciare sulla terra, e insieme ripetendo l'appello e il grido di battaglia che fu di Cervantes e di Sofocle, e di Leopardi e di Hannah Arendt, e di Virginia Woolf e di Primo Levi. Sembrano passati mille anni e invece e' appena ier l'altro.

In quegli anni preti e mangiapreti, carabinieri e rivoluzionari, ufficiali e  pacifisti, magistrati e saltafossi, professionisti e sottoproletari, imprenditori e sindacalisti, si trovarono a lottare spalla a spalla sulla stessa barricata.

*

Quel movimento di liberazione, che pure alcune ottenne vittorie grandi, fu poi sconfitto. Sappiamo.

Molti dei migliori tra noi furono uccisi. Come potremmo dimenticare i crateri delle bombe, il sangue per le strade?

Ma di quelli che ancora vivono molti non hanno ceduto, non hanno voluto tradire i compagni assassinati, non hanno voluto arrendersi al male. Non sono, non siamo sconfitti.

E coloro tra noi che godono della protezione e dei privilegi della loro appartenenza alla classe dominante proseguono talora nel corso degli onori, nelle carriere e nelle professioni: e ne siamo felici per loro - sappiamo che sarebbero una buona classe dirigente di un paese che fosse una repubblica.

Altri che di privilegi e protezioni non ne avevano, o le navi preferirono bruciare, conducono sovente una vita stentata, e orgogliosa, come quella degli eroi anarchici della repubblica spagnola di cui Hans Magnus Enzensberger che li incontro' esuli trentatre anni dopo pote' scrivere: "la loro dignita' e' quella di gente che non ha mai capitolato. Non devono ringraziare nessuno... Non hanno ricevuto nulla, non hanno consumato alcuna sovvenzione. Sono incorruttibili. La loro coscienza e' intatta": e anche per loro siamo felici. E il loro orgoglio e' il nostro.

*

In quel tempo padre Ennio Pintacuda fu una delle persone che seppero chiamare alla lotta. "Con la roccia di questo patto / giurato fra uomini liberi / che volontari si adunarono / per dignita' non per odio / decisi a riscattare / la vergogna e il terrore del mondo", come recita quella lapide dettata da Piero Calamandrei.

Qui gli rendiamo omaggio, e ne piangiamo il decesso, e lo ringraziamo ancora.

 

9. TRA PERUGIA E ASSISI

 

Tra Perugia e Assisi lunga e' la strada, la parola

un dono fragrante, tesa una mano

unisce persone, trattiene pensieri, ricorda

il futuro. Da schiudere ancora.

E tu non uccidere piu'.

 

Tra Perugia e Assisi traendo lor passi

Aldo e Chiara e Francesco

e Virginia la maestra britanna

van ragionando

come sconfiggere il fascismo ancora.

E tu non uccidere piu'.

 

10. IL 23 OTTOBRE IN BRASILE SI' ALLA VITA DELLE PERSONE, SI' AL DIVIETO DI UCCIDERE, SI' ALL'ABOLIZIONE DEL MERCATO DELLE ARMI

 

Il 23 ottobre in Brasile si svolgera' il primo referendum nella storia di quell'immenso paese: la popolazione tutta sara' chiamata a decidere se vuole proibire il commercio delle armi da fuoco.

E' la prima volta nella storia, per quanto ne sappiamo, che si chiede a un popolo intero di pronunciarsi per farla finita col mercato degli strumenti di morte, per farla finita con le armi, per farla finita con le uccisioni, per salvare le vite di tutti.

E' un referendum che riguarda l'umanita' intera. E' finalmente un passo concreto nella direzione giusta.

Dobbiamo sostenere le sorelle e i fratelli brasiliani impegnati nella campagna affinche' il 23 ottobre vinca il si' alla vita e alla dignita' umana, il si' alla fine del commercio delle armi.

A chi ci legge chiediamo di promuovere anche qui in Italia informazione e sensibilizzazione, e di sostenere moralmente e materialmente le sorelle e i fratelli brasiliani impegnati affinche' il 23 ottobre vinca l'umanita'.

Per promuovere iniziative in Italia per sostenere la campagna per il "si'" al referendum brasiliano per vietare il commercio delle armi, si puo' contattare Francesco Comina in Italia (e-mail: f.comina at ladige.it) e padre Ermanno Allegri in Brasile (e-mail: ermanno at adital.com.br, sito: www.adital.com.br).

Molte utili informazioni sono reperibili nel sito www.referendosim.com.br

Il nostro foglio sara' anche, in queste settimane, una tribuna aperta alle dichiarazioni di sostegno al si' al referendum brasiliano. Tutte le persone di volonta' buona, di retto sentire, di viva speranza, tutte le persone che non si sono arrese al male e alla morte, sono invitate ad intervenire.

 

11. PER SERGIO ENDRIGO

[Amava i bambini, la vita, il mondo, l'umanita'. Ripudiava l'oppressione e la menzogna. "Con le armi della poesia" lotto' per un'umanita' migliore, per un mondo vivibile. Con Sergio Endrigo scompare un amico della nonviolenza. Che molto abbiamo ascoltato, e che ameremo ancora]

 

E sempre mi ha commosso Sergio Endrigo

per il sussiego e la malinconia

per il garbo soave - mai un rigo

di troppo o un sovrattono o un'aritmia

 

nel canto senza botole ne' intrigo

nel verso che si scioglie in melodia

come nell'andaluso Federigo

tristezza dolce e amara bonomia

 

nel dire esatto che primo e' l'amore

e quella lotta contro la violenza

che sempre si rinnova e dentro il cuore

 

e nel mondo che e' specchio di coscienza

e grave pondo, e gioia nel dolore

e ombra delle idee, e incontro e assenza.

 

12. L'APARTHEID. IN ITALIA

 

Sperando di far cosa utile, riproponiamo altri materiali estratti dal foglio "Un uomo, un voto" che il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo pubblico' nel 2000 "per l'immediato riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutti gli stranieri regolarmente residenti in Italia". Alcuni materiali - tutti specifici sulla richiesta dell'elettorato attivo e passivo nelle amministrative per tutti i residenti - abbiamo gia' riproposto ne "La domenica della nonviolenza" n. 37.

Qui proponiamo altri materiali relativi anche ad altri aspetti della sciagurata politica di apartheid su scala planetaria che tanto i vertici dell'Unione Europea quanto il governo Italiano insensatamente e criminalmente ancora perseguono in danno dell'umanita' intera e quindi anche dei cittadini europei e italiani.

La vicenda sudafricana dovrebbe aver insegnato a tutti che la politica della segregazione, che nega alla maggioranza dell'umanita' i diritti che una esigua minoranza pretende come suo esclusivo appannaggio, e' non solo immorale e criminale, ma finalmente dereistica e catastrofica anche per coloro che la perseguono e la impongono. Nell'attuale distretta dell'umanita' l'unica politica ragionevole e' quella che riconosca tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani, che condivida le risorse anziche' rapinarle, che difenda la biosfera anziche' saccheggiarla, che favorisca l'incontro, il dialogo, la cooperazione, il riconoscimento reciproco tra i popoli e le persone. Una politica nonviolenta.

 

13. ASSISI, IN CAMMINO

 

Ogni volta la marcia e' un appello. Ogni volta del volto di Aldo, della voce di Aldo risuona.

Ogni marcia e' lo stesso cammino, ogni passo avvicina apre i cuori.

E' un appello e un cammino la marcia: nonviolenza che chiama alla lotta.

 

14. IL GIORNO 11 DEL MESE DI SETTEMBRE

 

Ricordo: quell'undici settembre del 1973. Ero giovane allora, ma anche al mio paese giunse presto la notizia. Non ho dimenticato.

Ricordo: quell'undici settembre del 2001. Ero invecchiato ormai, neanche questo orrore mi fu risparmiato.

Ma quest'undici settembre 2005, lungo la strada tra Perugia e Assisi, ho visto e ho sentito tanti volti e tante voci in colloquio corale esprimere chiara e forte questa semplice verita': che alle armi, alla guerra, al terrorismo, all'uccidere tu, proprio tu, devi opporti; tu, proprio tu, devi resistere. E solo cosi' l'umanita' si salva. E questa e' la nonviolenza. In cammino.

 

15. DAL DIRE AL FARE

 

E' dall'inizio della storia, della storia delle uccisioni e delle guerre, che si parla di disarmo.

Piu' cresce la potenza distruttiva delle armi e piu' si chiacchiera - ma si chiacchiera solo - di disarmo: interminabilmente, fumosamente, inanemente.

Piu' orribili divengono le guerre, e piu' si convocano conferenze per il disarmo, il cui esito nove volte su dieci e' finire in recriminazioni e reciproche accuse, mentre il riarmo cresce e cresce ancor piu', e sempre piu' l'apocalisse incombe sull'intera civilta' umana.

La guerra uccide, il disarmo resta chiacchiera da salotto, o partita a scacchi: cominciare a disarmare io? No, comincia tu. E non comincia nessuno.

Strage dopo strage, orrore dopo orrore. Il piu' delle volte sono gli stessi assassini che dismesso per un poco il grembiale del macellaio e insaccatisi in compite gramaglie dal palco alti levano lai ai funerali dei figli della patria, o recitano le geremiadi piu' appassionate e le piu' umide perorazioni nei congressi per la pace; poi via di corsa che la  macelleria non puo' attendere, tanto e' lucroso affare lo spaccio di carne umana.

*

In Brasile accade invece un miracolo. Il governo (dico: il governo, il presidente della repubblica in persona) lancia una campagna per il disarmo invitando i cittadini a consegnare le armi da fuoco alle autorita' affinche' siano distrutte. In un anno si salvano piu' di tremila vite umane, si rovescia la tendenza per tredici anni costantemente in crescita delle persone uccise da armi da fuoco (ogni anno un'ecatombe, in quel paese).

Ma non basta: chiede al popolo di votare: volete che sia proibito il commercio delle armi?

Che tradotto in buon toscano significa anche: Volete salvare migliaia e migliaia di vite umane? Volete poter vivere anziche' morire? Volete disarmare gli assassini? Volete dare una mano per migliorare l'umanita' e il mondo, che e' la nostra casa comune, l'unica che abbiamo?

E il 23 ottobre si vota, ed e' la prima volta nella storia dell'umanita' che un popolo prende nelle sue mani una decisione cosi' cruciale e puo' decidere di farla finita con gli omicidi, puo' decidere di indicare una via di salvezza per l'intero genere umano: il disarmo, la gestione nonviolenta dei conflitti, la convivenza - la civile convivenza, l'umana convivenza - come metodo e come sistema.

*

Dobbiamo sostenere le nostre sorelle e i nostri fratelli che in Brasile in queste settimane stanno cercando di far sapere a tutte e tutti la verita' di Abele e di Caino, stanno impegnandosi affinche' vinca il si' all'umanita', il si' al dirittto a vivere, il si' al disarmo; dobbiamo metterci anche noi al servizio del popolo brasiliano che in questo momento, con questa decisione, puo' fare un dono grande all'umanita' intera.

E dunque chiunque puo' fare qualcosa di buono e quindi di utile, agisca: per far crescere anche qui e ovunque l'informazione e la coscientizzazione; per raccogliere e inviare aiuti materiali alla campagna brasiliana per il si'. Adesso...

 

16. PER FRANCA ONGARO BASAGLIA

 

Sempre sentii che era Franca Ongaro

la mente filosofica piu' viva

degli anni e le rotture che in quel tempo

compiere fu mestieri. E sempre seppi

che con sguardo e con voce di donna

si sarebbe visto e detto l'essenziale.

 

Sempre seppi che la lotta contro il male

deve salvare tutti, deve infrangere

le intime catene e le esteriori

e che la lotta contro le totali

istituzioni questo ci insegnava:

a contrastare a un tempo la miseria

e dittatura, guerra e patriarcato

e l'apartheid che ancora impera e opprime

e la paura e la violenza sempre.

 

Lo seppi sempre, Franca Ongaro Basaglia

di tutti i miei maestri la maestra

fu piu' segreta, e l'ultima e la prima.

 

17. "VITTORIA AL MONDO. SI' ALL'UMANITA'"

 

Abbiamo avviato ieri le pubblicazioni di un nuovo supplemento settimanale di questo foglio, "Vittoria al mondo. Si' all'umanita'", che uscira' tutti i martedi' fino allo svolgimento del referendum brasiliano del 23 ottobre, essendo esso supplemento realizzato proprio al fine di sostenere il si' al refrendum che propone di proibire il commercio delle armi.

Nel primo numero abbiamo pubblicato un solo testo, di Giuliano Pontara, uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale. Nei prossimi numeri contiamo di offrire ulteriori autorevoli pronunciamenti e ulteriori materiali utili per l'informazione e la coscientizzazione. Il motto "Vittoria al mondo", come e' noto, fu coniato da Vinoba Bavhe, il grande discepolo di Gandhi e continuatore della sua opera.

Continueremo naturalmente a pubblicare su ogni numero de "La nonviolenza e' in cammino" le dichiarazioni di sostegno al referendum che via via ci perverranno, e rinnoviamo ancora l'invito a tutte le noste lettrici e a tutti i nostri lettori ad inviarci le loro dichiarazioni di sostegno al si' al referendum per cominciare a disarmare il mondo, per salvare innumerevoli vite.

E un altro invito ancora vogliamo rivolgere a chi ci legge: a diffondere l'informazione e la sensibilizzazione, scrivendo ad altri mass-media, chiedendo a istituzioni, a movimenti ed organizzazioni democratiche di prestare attenzione a questo miracolo che sta accadendo in Brasile e di prendere posizione per sostenere le donne e gli uomini di volonta' buona che in Brasile stanno schiudendo una via di pace e di convivenza all'umanita' intera.

E ancora: ovunque possibile si organizzino occasioni di riflessione, ciascuno col proprio modo di essere e di sentire, per far conoscere il referendum brasiliano che tutti ci convoca a inverare finalmente quell'antica parola: tu non uccidere. Perche' e' solo dal ripudio dell'uccidere, dal ripudio degli strumenti dell'uccidere, dal ripudio della logica dell'uccidere, dal ripudio della cultura della morte, che nella presente distretta l'umanita' potra' trovar salvezza, tutti o nessuno...

 

18. DALLE PAROLE AI FATTI. SI' AL REFERENDUM BRASILIANO PER VIETARE IL COMMERCIO DELLE ARMI

 

C'e' gente che di disarmo chiacchiera

chiassosamente nei bar e nei salotti

e nelle conferenze per la pace

elegantissimi, interminabilmente.

 

E questi sono i complici

degli assassini.

 

E poi c'e' gente che il disarmo lo fa.

 

E questi salvano il mondo.

 

19. LA NONVIOLENZA DIFFICILE

 

Amo la nonviolenza difficile.

Quella facile, non e' la nonviolenza.

 

La nonviolenza e' lotta come amore.

Solo nel cuore del dolore esiste

riscatta solo chi ha da esser riscattato.

 

Sa che domani tutto e' da rifare

ma intanto oggi tu contrasta il male

ma intanto oggi riconosci i volti

e reca aiuto e resistenza ancora.

 

La nonviolenza sa che tutto e' assenza

ma in questo lampo che chiamiamo vita

tutta per tutti una felicita' e' possibile.

E dunque portala e donala dunque.

 

Mio buon Giacobbe, mia buona Sulamita.

 

20. IN MEMORIA DI SIMON WIESENTHAL

 

Giustizia e non vendetta, l'intero

senso della nostra lotta e' qui.

 

Di questa pieta', di questo dovere

nessuno seppe essere operatore

come Simon Wiesenthal.

 

Tutti gli esseri umani assassinati

ovunque si trovino, oggi

lo stanno abbracciando.

 

L'umanita' intera si leva in piedi

per rendergli omaggio, per ringraziarlo ancora.

 

21. FORUM COMUNITARIO DI LOTTA ALLA VIOLENZA: MORII IN UNA RISSA, E NON C'ENTRAVO. UN APPELLO PER IL SI' AL REFERENDUM

[Ringraziamo Maria Eunice Kalil per averci inviato questo appello per il si' al referendum del 23 ottobre per la proibizione del commercio delle armi diffuso dal "Forum comunitario di lotta alla violenza" di Bahia. Maria Eunice Kalil e' responsabile del "Forum comunitario di lotta alla violenza" di Bahia, Brasile (per contatti: fccv at ufba.br). La traduzione - in endecasillabi e un settenario - e' di Benito D'Ippolito]

 

Sognavo il mio futuro: diventare

dottore, esser di quelli che tenaci

riescon nella vita vittoriosi.

 

D'un tratto il primo pugno,

la sberla poi, e subito il ceffone,

e vidi l'arma, l'attimo del colpo:

ed era il mio il corpo che cadeva.

Gente che corre, gente che gridava.

Morii in una rissa, e non c'entravo.

 

Io non ho vinto dunque nella vita.

Vinca la vita allora anche per me:

vota per il disarmo: scegli il si'

salvate gli altri, voi che mi leggete...

 

22. FORUM COMUNITARIO DI LOTTA ALLA VIOLENZA: MI HANNO AMMAZZATO E NON POTRO' VOTARE. UN APPELLO PER IL SI' AL REFERENDUM

[... La traduzione italiana, non del tutto letterale, e' di Benito D'Ippolito]

 

Mi hanno ammazzato. E non potro' votare

per il disarmo che salva la gente.

Rubato mi hanno i miei anni e la vita.

 

Mi hanno ammazzato a quindici, a vent'anni

ho perso il conto di quante pallottole

hanno ficcato a forza dentro me.

 

Pallottole vaganti, casuali,

sparate tra le risa, a passatempo,

le carni mi trafissero ugualmente

quelle per caso e quelle d'improvviso

nell'attimo rabbioso, o con la mente

gelida. Un lampo, e tu non sei piu' niente.

 

Per futili motivi mi ammazzarono

per un sorpasso e per una frenata

per uno sguardo, un capogiro, un bacio.

 

Mi hanno ammazzato perche' c'era un'arma.

 

E non potro' votare piu'. Sarete

voi a votare anche per me, votando

quel si' che altre salvera' persone.

 

Quel si' che e' il modo di fare felice

ed onorare me, e molti, e tutta

l'umanita'. Il disarmo dona vita...

 

23. SETTE LAPIDI PER DIRE UN SI'

 

Aveva barato e io me n'ero accorto

non era per i soldi, solo non volevo

passare per fesso. Per questo l'ho detto.

 

Potevo immaginare

che avrebbe estratto il pezzo?

 

Potevo immaginare che un ferro cosi' piccolo

pungendomi nel cuore in una vampa

mi avrebbe tolto tutto in un momento?

 

E in quel bar c'ero entrato per bere solo un goccio.

 

*

 

D'accordo, si', l'avevo tamponato.

Aveva fretta, e avevo fretta anch'io.

Ma poi strillava la sua bella macchina

che invece era un catorcio e glielo dissi.

Fu allora che mi fulmino'. Ricordo

sopra la fiamma la faccia da gufo.

 

*

 

Nel sottoscala c'erano gli indiani

la principessa c'era da salvare

ero nell'ultima trincea, i crucchi

venivano. E soltanto io potevo

salvare tutti, si', come in quel film.

Nei miei dieci anni ero grande ormai

da prender la pistola nel cassetto

quando mi cadde e mi trapasso' il petto

non c'erano piu' indiani o principesse

solo ero in casa e non avevo forza

per dire aiuto, o forse non volevo.

 

Mi dissanguai in silenzio, per fortuna

ero gia' morto quando torno' a casa

la mamma con la spesa dal mercato.

 

*

 

La prima pietra, certo, lo ricordo

ma sono storie di un tempo lontano

o di un mondo ancora da venire.

In questo invece io ero innamorato

e lei mi amava e certo a suo marito

non lo potevo andare a raccontare.

Ci penso' qualcun altro e quando venne

avrei voluto dirgli che poteva

rompermi il naso e che poi mi ascoltasse

ma lui aveva in tasca la 38.

 

*

 

Delle due l'una, se si e' una famiglia

uno porta i calzoni e gli altri sotto.

 

Invece sempre lagne, arrivi a casa

che sei una bestia, che sei stanco morto

e mai una volta che il pranzo sia pronto

e mai una volta che ti si obbedisca.

 

Insomma, un uomo e' un uomo, le ho sparato.

Poi tutto era cosi' sporco e vuoto

che mi son messo la pistola in bocca

e ho chiuso gli occhi e non li ho piu' riaperti.

 

*

 

Ci pare a tutti di essere i piu' furbi

cosi' ogni tanto mi ero immaginato

che se venivano a rubarmi a casa

gli davo il fatto loro e buonanotte.

Sai quante volte mi ero esercitato

con la mia torva immagine allo specchio.

Ci pare a tutti di essere il piu' volpe.

 

Poi son venuti e tutto era confuso

e la pistola era cosi' pesante

che non riuscivo a tener dritto il braccio

ridendo la strappo' dalle mie mani

quasi volevo ringraziarlo, e invece

sentii un botto che sfondava i timpani

e la puzza di fumo e poi piu' niente.

 

*

 

E una e due e tre volte ripetei

fermosparo fermosparo fermosparo

poi chiusi gli occhi e strinsi il pugno e dentro

nel pugno strinsi il ferro e parti' il colpo.

Poi vidi Ignazio che gia' rantolava

e non mi resse il cuore e anch'io mi spensi.

 

24. PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO DA APPROVARE NELLE ISTITUZIONI ITALIANE A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA PER IL DISARMO IN BRASILE

[La seguente proposta di ordine del giorno e' stata elaborata dal "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo (per contatti: nbawac at tin.it) sulla base delle indicazioni pervenute da vari promotori brasiliani della Campagna per il disarmo e del Referendum del 23 ottobre 2005 per la proibizione del commercio delle armi. Essa e' stata redatta altresi' sulla base sia di una prolungata esperienza amministrativa in piu' istituzioni italiane, sia di una trentennale esperienza di organizzazione di campagne di solidarieta']

 

Premesso che

- il Brasile e' un paese in cui sono in circolazione piu' di 17 milioni di armi da fuoco, di cui soltanto il 10% appartengono alle forze armate e alle forze di polizia, mentre il resto e' nelle mani di civili;

- ogni giorno in Brasile circa cento persone muoiono uccise da armi da fuoco;

- nel 2003 39.325 persone in Brasile sono morte uccise da armi da fuoco;

- le istituzioni brasiliane hanno promosso una Campagna di disarmo volontario attraverso cui e' stato chiesto ai cittadini in possesso di armi di consegnarle alle autorita' affinche' venissero distrutte;

- nel 2004 grazie a questa Campagna di disarmo piu' di 450.000 armi da fuoco sono state tolte dalla circolazione, e per la prima volta in 13 anni il numero dei morti uccisi da armi da fuoco in Brasile e' diminuito: rispetto ai dati del 2003 nel 2004 sono state salvate 3.234 vite umane;

- il 23 ottobre 2005 si svolgera' in Brasile il primo referendum della storia di quel Paese, referendum in cui ai cittadini verra' posto il quesito: "Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito in Brasile?";

- intorno alla Campagna per il disarmo vi e' stato un grande coinvolgimento popolare: l'associazionismo democratico, imprenditori, sindacati, chiese, movimenti, personalita' della cultura, dello sport e dello spettacolo, operatori sociali e sanitari, docenti universitari, si sono uniti alle istituzioni nell'impegno di salvare quante piu' vite umane possibile;

il Consiglio [Circoscrizionale, Comunale, Provinciale, Regionale] di ...

1. esprime solidarieta' all'impegno delle istituzioni e della societa' civile del Brasile per ridurre il numero delle vittime di uccisioni da armi da fuoco;

2. esprime apprezzamento per la scelta di civilta' di chiedere ai cittadini di disarmarsi volontariamente e di decidere democraticamente ed umanitariamente di salvare quante piu' vite umane sia possibile;

3. sollecita che l'esempio brasiliano si estenda quanto piu' possibile, e che anche altri paesi ed altre popolazioni scelgano la via del disarmo e del rispetto per la vita umana;

4. auspica che l'intera umanita' abbia un futuro di pace e convivenza, ed a tal fine si impegna a promuovere la cultura della pace, del dialogo, della solidarieta', della legalita', del disarmo, della nonviolenza;

5. esprime un convinto e coerente si' alla difesa della vita di ogni essere umano, si' alla pace tra le persone e tra i popoli, si' alla sicurezza di tutti nel rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, si' alla legalita', si' al disarmo della societa', si' alla civile convivenza.

*

Il Consiglio [Circoscrizionale, Comunale, Provinciale, Regionale] di ...

dispone inoltre che il presente ordine del giorno, approvato nella seduta svoltasi in data ...,

a) sia reso noto alla cittadinanza mediante affissione di manifesti, invio ai mezzi d'informazione locali e nazionali, e in tutte le altre forme consuete ed opportune;

b) sia inviato per opportuna conoscenza ai seguenti soggetti istituzionali:

- Ambasciata del Brasile in Italia,

- Ambasciata italiana in Brasile,

- Presidenza della Repubblica del Brasile;

- Presidenza della Repubblica Italiana;

c) sia inviato inoltre ai seguenti ulteriori referenti istituzionali brasiliani:

- Ministero della Giustizia;

- Ministero della Salute;

d) sia inviato inoltre per opportuna conoscenza ai seguenti indirizzi di referenti istituzionali e della societa' civile brasiliani particolarmente impegnati nella Campagna per il disarmo...

 

25. LE TRE CARTE

 

Ah, quanto ho amato nella mia infanzia e adolescenza quando c'era la fiera e veniva al paese quello del gioco delle tre carte, che vinceva sempre lui, che sapeva tutti i trucchi.

Quegli imbroglioni di una volta, col compare appostato, che spennavano i polli, e i polli eravamo noi, noi paesani stupefatti e avidi di di quella menzogna e truffa e magia, che Cervantes racconta nel Retablo. E la sera smontato il banco trovavano ancora di che far rissa all'osteria della sora Nocenza, e magari visitare a notte fonda qualche casa, o qualche gallinaio.

Ah eta' provetta, che passi e non piu' torni, e come le foglie eccetera eccetera.

Oggi, che tanti anni son passati e la mia lunga lunga barba e' bianca, li ho ritrovati che siedono in parlamento, fanno le leggi per non farsi processare per i delitti che hanno pur commesso, di loro impudicizia menan vanto, e non son piu' quegli agili simpatici gaglioffi di una volta, ma grevi grassatori, e corruttori ignobili.

 

26. DALLO STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE "MANI SPORCHE"

[Dal n. 652 di questo stesso foglio riprendiamo e riproponiamo il seguente documento]

 

1. E' costituito, col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri di questa imperial-regia repubblica, il sodalizio denominato Associazione '"Mani sporche".

2. Ad essa associazione possono aderire tutte le persone di dimostrata larghezza di vedute in campo morale, civile e penale, di provata attitudine ai giochi di destrezza, di spiccata propensione ad emergere costi quel che costi, di serena disponibilita' alla commissione e all'avallo di ogni sorta di azione giovevole al progresso e alle fortune del sodalizio, dei suoi associati, e massime del leader suo.

3. Ragione sociale dell'Associazione "Mani sporche" e':

a) redigere ed emanare leggi che depenalizzino i crimini commessi da aderenti al sodalizio;

b) ottenere in appalto funzioni legislative, agenzie di diporto, traffici di spezie psicoattive e di strumenti (anche NBC) per la security, milizie private, commerci con le Indie, encomiendas nelle Americhe, colonie in Africa ed Asia, concessioni di schiavi, grandi opere (costruzione di nuove piramidi ed altre meraviglie del mondo), servizi pubblici privatizzati, reti televisive e tranci di pubblicita';

c) abolire i codici residuo della sovversione illuministica e napoleonica e sostituirli con la legge dei signori Colt, Lynch, Clint & Bush;

d) confezionare e propalare barzellette aventi ad oggetto la magistratura cosi' da rendere questa - che e', la sciagurata, una abominevole congrega sovversiva di scellerati persecutori della piu' nobile figura oltre che piu' generoso figlio ed illuminato statista e sublime procacciatore d'affari e provvidenziale riformatore dei costumi e inarrivabile bricoleur della nostra terra - piu' simpatica al pubblico, come gia' avviene con altri corpi dello stato;

e) ripristinare il culto dovuto all'imperatore in carica;

f) e per quanto non previsto dal presente articolo valga la volonta' e l'ingegno del grazioso sovrano del sodalizio.

4. E' compito di ogni aderente al sodalizio partecipare alla cerimonia quotidiana dei Due Minuti d'Odio (il kit specifico con tutte le facili istruzioni e l'onomastica gia' calendarizzata con relativi epiteti puo' essere richiesto alla sede centrale).

5. Inno ufficiale dell'Associazione "Mani sporche" e' La societa' dei magnaccioni; in particolari ricorrenze sono tuttavia ammessi altri inni, quali Giovinezza, Padania ueber alles, la sigla di Beautiful, Nessuno mi puo' giudicare; e' invece in ogni caso tassativamente vietata la Canzone di Mackie Messer, essendosi appurato che gli autori di essa erano mostri comunisti e che e' stata sovente interpretata da tal Armstrong di origine non ariana (sebbene americano e in quanto tale grande amico del nostro paese).

6. Motto ufficiale (cosa tocca fare per darsi un tono culturale) sono i versi 11-12 della scena prima dell'atto primo del Macbeth di tal William Shakespeare (N. B.: trovandosi in un libro e' probabile che essi siano inaccessibili a gran parte degli aderenti al sodalizio; si potra' provvedere a un'adeguata diffusione tramite messaggino su cellulare, musicato con apposito jingle - ricordarsi di cercare uno sponsor); motto ufficioso, di piu' facile memorizzazione e di non minor spessore storico e di recupero delle tradizioni popolari: "Me ne frego".

7. Per adesioni inviare apposita richiesta con allegata fedina penale sporca e mazzetta di banconote (N. B.: non contraffatte) all'apposito ufficio di reclutamento presso l'imperial-regia Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono previsti sconti speciali per chi e' gia' iscritto alla loggia Propaganda 2, al Ku klux klan, ai fasci di combattimento (iscrizione gratuita per gli antemarcia), o possa esibire un attestato di benemerenza della Cupola, un autografo di uno o piu' membri del Caf, o possa vantare una passata appartenenza alla sinistra storica o rivoluzionaria allegando dichiarazione di abiura debitamente autenticata con atto notarile (o videocassetta amatoriale del richiedente l'iscrizione mentre e' scosso da conati di vomito dinanzi a riproduzione dell'opera d'arte degenerata denominata Il quarto stato del noto sovversivo Pellizza da Volpedo).

Che domineddio salvi l'imperatore.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 102 del 7 febbraio 2013

 

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