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Legalita' e' umanita'. 5



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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 5 del 12 agosto 2009

In questo numero:
1. Un appello urgente
2. Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di
reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
3. Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello
squadrismo
4. Istruzioni per l'uso e indirizzi utili
5. Giorgio Iorio: Il magistrato Gennaro Francione denuncia
l'incostituzionalita' del "reato" di clandestinita'
6. "Jesus": Vescovi contro il Governo. Il "pacchetto sicurezza" nega i
diritti umani
7. Anna Maffei: Cecita'
8. Vittoria Prisciandaro intervista Agostino Marchetto
9. Appello degli intellettuali contro il ritorno delle leggi razziali in
Italia
10. Appello dei giuristi contro l'introduzione dei reati di ingresso e
soggiorno illegale dei migranti

1. UNA SOLA UMANITA'. UN APPELLO URGENTE

A tutte le persone che ci leggono chiediamo di presentare esposti alle
magistrature e ad altre istituzioni affinche' siano abrogate le misure
razziste e squadriste contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" e siano
processati i colpevoli del tentativo di colpo di stato da esse misure
configurato.
*
Vorremmo che nel lasso di tempo piu' breve possibile migliaia di esposti
raggiungano tutte le Procure d'Italia e numerosi altri pubblici ufficiali ed
attivino cosi' le procedure che portino con la massima tempestivita'
possibile all'intervento della Corte Costituzionale che abroghi le illegali
e criminali misure razziste, squadriste e golpiste contenute nella legge 15
luglio 2009, n. 94.
*
Vorremmo che si sviluppasse un movimento di dimensioni massive, corale, di
popolo, in difesa della Costituzione e dell'umanita', in difesa della
legalita' e della civilta', un movimento che si opponga al razzismo e allo
squadrismo, che si opponga al tentativo di colpo di stato del governo
dell'eversione dall'alto.
*
Proponiamo di utilizzare come modello gli esposti che abbiamo presentato noi
stessi e di seguito riportiamo, oppure di formularne, presentarne,
diffonderne di piu' elaborati e dettagliati ancora; in ogni caso di agire
tempestivamente nel richiedere che le competenti magistrature intervengano
per ripristinare la legalita' violata dai golpisti razzisti.
Agire tempestivamente, poiche' ogni giorno che passa il razzismo miete
vittime.
Agire tempestivamente, per la legalita' e i diritti umani di tutti gli
esseri umani.
Con la forza della verita'.
Con la forza del diritto.
Con la forza dell'ordinamento giuridico.
Con la forza della nonviolenza.

2. UNA SOLA UMANITA'. ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE
FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO
2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di Viterbo
Al Presidente del Tribunale di Viterbo
Al Presidente della Corte d'Appello di Roma
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di Viterbo
Al Presidente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Regione Lazio
Al Questore di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie
di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacc
hetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e
passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento
a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione
esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui
all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Giuseppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 8 agosto 2009

3. UNA SOLA UMANITA'. ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE IL
FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di Viterbo
Al Presidente del Tribunale di Viterbo
Al Presidente della Corte d'Appello di Roma
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di Viterbo
Al Presidente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Regione Lazio
Al Questore di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento
dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di
attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa
obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis
concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come
"pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3,
commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura
il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie
di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed
iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene
il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed
anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza
privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita'
e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali
dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare
che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei
confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che
riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da
parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Giuseppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 8 agosto 2009

4. AGENDA. ISTRUZIONI PER L'USO E INDIRIZZI UTILI

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso
gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione
dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve
recare un indirizzo per ogni comunicazione.
Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di
presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura
competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli
espsoti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad
altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo
di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre
istituzioni statali centrali).
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si
risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente
della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel
capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere ampliati, o
resi piu' dettagliati, se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente
gli esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.
*
Diamo di seguito gli indirizzi delle istituzioni centrali cui inviare gli
esposti; gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano ovviamente da
Comune a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.
Al Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza
Cavour, 00193 Roma; e-mail: cassazione at giustizia.it; sito:
www.cortedicassazione.it
Al Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187
Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost at cortecostituzionale.it;
sito: www.cortecostituzionale.it
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370,
00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
Al Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza
Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g at camera.it; sito:
www.camera.it
Al Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel.
0667061; e-mail: schifani_r at posta.senato.it; sito: www.senato.it
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza
dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres at cosmag.it;
sito: www.csm.it
Al Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma;
fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica at quirinale.it; sito:
www.quirinale.it
Al Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60,
B-1047 Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 -
+32(0)22307555; sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito:
http://ec.europa.eu/index_it.htm
Al Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg
(France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm at coe.int; sito:
www.coe.int/DefaultIT.asp
Al Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters,
Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York
(Usa); sito: www.un.org
Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei
siti non sostituiscono l'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi di
inviare sempre comunque anche copia cartacea degli esposti per posta (con
raccomandata).
Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo
per e-mail all'indirizzo: nbawac at tin.it

5. UNA SOLA UMANITA'. GIORGIO IORIO: IL MAGISTRATO GENNARO FRANCIONE
DENUNCIA L'INCOSTITUZIONALITA' DEL "REATO" DI CLANDESTINITA'
[Riceviamo e volentieri diffondiamo il seguente intervento apparso sul blog
di Giorgio Iorio. Cogliamo l'occasione per salutare Gennaro Francione,
magistrato, scrittore ed umanista di straordinario impegno civile]

"Il reato di clandestinita' e' incostituzionale".
"La norma non ha fondamento, poiche' la sua sfera applicativa e' destinata a
sovrapporsi integralmente a quella dell'espulsione quale misura
amministrativa, il che mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova
figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la
sanzione penale impone che essa sia utilizzata solo in mancanza di altri
strumenti idonei al raggiungimento dello scopo".
E non si puo' neppure considerare fondamento giustificativo del nuovo reato
la presunta pericolosita' sociale della condizione del migrante irregolare:
"la Corte costituzionale (sent. 78/2007) - ricordano i giuristi - ha infatti
gia' escluso che la condizione di mera irregolarita' dello straniero sia
sintomatica di una pericolosita' sociale dello stesso, sicche' la
criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si
rivela anche su questo terreno priva di fondamento giuridico". Sarebbe come
dire che un povero italiano per cio' stesso sia pericoloso perche' e'
probabile ricorra a delitti economici per ovviare alla sua indigenza.
Piu' aumentano le leggi piu' aumentano i criminali (Confucio). I detenuti in
Italia oggi sono 67.000 contro i 43.000 previsti, e sono in continua
crescita. Con le carceri che scoppiano, invece di ridurre i crimini se ne
"inventano" di nuovi (reato di clandestinita', etc.).
In questi giorni la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato
l'Italia a risarcire un bosniaco per i danni morali causati dal
sovraffollamento della cella in cui e' stato recluso per mesi: troppo pochi
2,7 mq a persona.

6. UNA SOLA UMANITA'. "JESUS": VESCOVI CONTRO IL GOVERNO. IL "PACCHETTO
SICUREZZA" NEGA I DIRITTI UMANI
[Dalla home page del sito della rivista mensile "Jesus"
(www.sanpaolo.org/jesus/) col titolo "Vescovi contro il Governo: il ddl
sulla sicurezza nega i diritti umani"]

Il titolo non lascia dubbi: Non inseguite la paura. I vescovi lombardi
parlano chiaro: "Le reazioni emotive non aiutano a leggere il fenomeno
migratorio e sono di ostacolo al riconoscimento della dignita' umana di ogni
persona", affermano in un comunicato sul "decreto sicurezza" del Governo,
diramato al termine della loro sessione estiva tenutasi a Caravaggio,
provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, il 6 e il 7 luglio.
"Il consenso ad alcune parti della legge contenente 'Disposizioni in materia
di sicurezza', emerso anche nelle comunita' cristiane, fa nascere
interrogativi e suscita preoccupazione", scrivono i vescovi delle dieci
diocesi lombarde, guidati dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi
Tettamanzi. E aggiungono: "Sembra che la paura - in qualche circostanza
purtroppo non priva di ragioni - troppo spesso amplificata artificialmente,
spinga a una reazione emotiva che non aiuta a leggere in verita' il fenomeno
della migrazione e ostacola la considerazione della dignita' umana di cui
ogni persona - anche quando migrante - e' portatrice. Straniero non e'
sinonimo di pericolo o di delinquente: la maggior parte degli immigrati che
vivono e lavorano tra noi lo fanno in modo onesto e responsabile a tal punto
da costituire una presenza fondamentale e insostituibile per molte attivita'
produttive e per la vita di molte famiglie".
*
I vescovi della Conferenza episcopale lombarda danno dunque voce in forma
ufficiale a diverse critiche emerse nel mondo cattolico. Tra le tante, anche
quella del nuovo vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, primo
firmatario di un appello in cui si dice chiaramente che "dentro questo
'pacchetto' vengono negati alla persona diritti fondamentali; uno fra tutti,
la proibizione per una donna 'clandestina' di riconoscere il proprio figlio
quando nasce o di iscriverlo all'anagrafe". Nel ricordare che "questa legge
viene votata dentro un contesto che si sta facendo sempre piu' xenofobo e
razzista, in mezzo al silenzio e all'indifferenza di gran parte della
societa' civile, atteggiamenti per noi inaccettabili", i firmatari
casertani - fra i quali anche il vescovo emerito di Caserta, monsignor
Raffaele Nogaro, le suore Orsoline, i padri Sacramentini, l'Azione
cattolica, l'Agesci e la Caritas diocesana - ribadiscono che bisogna
"ubbidire unicamente alla legge del Vangelo, che e' la legge dell'amore e
dell'ospitalita', e che dice 'ero forestiero e mi avete ospitato' (Mt 25,
35)".
*
Associazioni e gruppi di base, dall'Azione cattolica agli scout, dalla Fuci
al mondo missionario, non hanno fatto mancare la propria voce. E neppure i
vertici della Conferenza episcopale hanno mantenuto il silenzio.
"L'immigrazione non e' solo un problema di ordine pubblico", ha precisato
don Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali e
sottosegretario della Cei. Facendo riferimento a quanto emerso in proposito
nell'ultima assemblea dei vescovi di maggio, don Pompili ha sottolineato che
"di fronte al fenomeno complesso dell'immigrazione, e' evidente che una
risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico risulta
insufficiente. Sull'immigrazione servono politiche volte a favorire
l'integrazione".
*
Anche in Vaticano non sono mancate voci di critica. Monsignor Agostino
Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti
e degli itineranti, si e' detto "triste e dispiaciuto per l'approvazione in
via definitiva del ddl sicurezza. Una nuova legge che portera' molti dolori
e difficolta'".
*
Intanto, per il terzo anno di fila, il 26 giugno, due settimane prima
dell'approvazione del decreto sicurezza, le Ong hanno ricordato quanti sono
morti in viaggio verso le nostre coste. Con una messa celebrata a Roma
dall'arcivescovo Antonio Maria Veglio', presidente del Pontificio consiglio
per la pastorale dei migranti e degli itineranti, i gesuiti, la Comunita' di
Sant'Egidio, la Fcei, Migrantes, la Caritas e le Acli hanno reso omaggio
alle vittime. Nei primi quattro mesi di quest'anno hanno perso la vita nel
Canale di Sicilia 339 persone, in tutto il 2008 erano state 642. Dal 1988 a
oggi sono morte 14.661 persone e 6.327 risultano ancora disperse.

7. UNA SOLA UMANITA'. ANNA MAFFEI: CECITA'
[Ringraziamo Anna Maffei per averci messo a disposizione il seguente
intervento del 10 agosto 2009 apparso nel sito dell'Unione cristiana
evangelica battista d'Italia (www.ucebi.it) col titolo "Chiudete pure gli
occhi... diventerete ciechi! (Is., 29, 9)"]

Nel libro del profeta Isaia c'e' uno dei testi piu' inquietanti che
descrivono il degrado politico, spirituale ed etico di un popolo e della sua
classe dirigente.
Le situazioni storiche sono lontane dalla nostra, le istituzioni che
reggevano le sorti dei popoli erano diversamente regolate e naturalmente i
richiami profetici rispondevano ad altre coordinate culturali, eppure
stupisce l'attualita' di tali richiami e delle descrizioni dell'ottundimento
della mente e dello spirito diffuso nella societa' a tutti i livelli.
I capitoli del libro di Isaia cui mi riferisco sono il 28 e il 29 e il testo
specifico e' nel capitolo 29, vv. 9-24.
"Chiudete pure gli occhi... diventerete ciechi!".
Nella societa' italiana e' quello che sta accadendo, giorno dopo giorno,
settimana dopo settimana; a furia di guardare altrove, di distogliere lo
sguardo dal degrado che ci circonda la vista si annebbia, i riflessi si
rallentano, la direzione di marcia diviene incerta, il passo inciampa. Siamo
vicini alla paralisi morale.
Gli italiani diventano ciechi, non vedono piu' niente perche' per mesi ed
anni si sono assuefatti alla realta' tenendo gli occhi chiusi o rivolti
altrove perche' dicevano: "Non mi riguarda".
Ciechi e sordi.
Arrivano attenuati i severissimi richiami dell'Europa che chiede spiegazioni
su leggi e ordinanze di chiaro stampo razzista. Sporadici ed isolati i moti
di indignazione verso chi ci governa mentre dall'estero ci ricordano che non
ha legittimita' morale chi mente spudoratamente al suo popolo e smentisce
ogni giorno quanto detto solo il giorno prima.
Secondo le parole di Isaia il giudizio di Dio sta nell'aver abbandonato il
popolo al torpore e alla cecita' in cui e' scivolato. Lo spirito di
confusione, la reazione rallentata e la connivenza si sposano spesso con una
religione di facciata, fatta di vuoti rituali e di un ateismo pratico
ammantato di parole di circostanza. "Questo popolo si avvicina a me con la
bocca e mi onora con le labbra mentre il suo cuore e' lontano da me" (v.
13). Mentre ogni gruppo, ogni potentato, ogni individuo continua a tutelare
i propri interessi e a difendere come puo' i propri privilegi.
Il nostro paese e' precipitato nella cecita', e come nel libro di Saramago
l'epidemia appare fuori controllo.
A causa di questo tipo di cecita' che parte sempre dal non voler vedere si
perpetrano mille soprusi a spese dei piu' deboli come ancora qualche
giornale osa riportare.
Chi agisce nelle tenebre, chi approfitta della cecita', della fine della
saggezza e del senso di umanita' pensa che neppure Dio veda la sua opera.
"Essi dicono: Chi ci vede? Chi ci conosce?" (v. 15). Ma non e' cosi'.
Anche se il popolo barcolla, il capo e' cieca guida di sudditi ciechi, Dio
e' Dio e non uomo. Egli non perde la vista e la sua Parola continua ad
indicarci la via ed esprime la sua visione delle cose e del futuro.
E c'e' speranza.
Perche' ci sara' un giorno in cui "I sordi udranno,liberati dall'oscurita' e
dalle tenebre gli occhi dei ciechi vedranno, gli umili avranno abbondanza di
gioia, e i piu' poveri fra gli uomini esulteranno" (vv. 18-19).
Verso quella visione vogliamo incamminarci alla luce di Dio e della sua
Parola.
Per questo diciamo:
Dio vede anche al buio e dichiara in anticipo la fine del violento (v. 20) e
lo svelamento di tutto cio' che e' nascosto.
Afferma la dignita' dell'orfano e della vedova, dello straniero e di chi e'
senza rifugio.
La sua parola grida che clandestino e' soltanto chi cerca di nascondere i
suoi loschi affari e che nessun uomo e nessuna donna che abita la terra con
onesta' e decoro puo' considerarsi clandestino ed essere braccato come un
animale.
Dio vede chi tende tranelli, chi compra i giudici e distorce la giustizia,
chi usa bilance false e porta una maschera di rispettabilita'.
Dio e' il difensore di chi e' piccolo e di chi piccolo si fa.
Perche' il Dio di Gesu' Cristo si fece servo ma mai servile e difese gli
umili dall'arroganza dei potenti.
Vogliamo gridare al mondo che il razzismo non ha nulla di cristiano e chi ne
sostiene l'ideologia e' fuori dall'Evangelo anche se difende il crocifisso
nelle aule scolastiche.
Vogliamo difendere la liberta' di chi dice la verita' sui mezzi di
informazione.
E vogliamo difendere la vita di chi oggi vive e soffre la fame e la sete, e
rispettare le donne e le bambine violate e comprate nelle case e nelle
strade da uomini violenti di mezzo mondo, anche quelle che con sofferenza
scelgono di interrompere una gravidanza imposta con la forza.
Aspettiamo il tempo della piena luce, del compimento della visione
profetica, aspettiamo e lavoriamo perche' gli occhi si aprano e noi, come
popolo, non abbiamo piu' a vergognarci di essere cittadini di questo paese
perche' "i traviati di spirito impareranno la saggezza, e i mormoratori
accetteranno l'istruzione". (vv. 23-24).

8. UNA SOLA UMANITA'. VITTORIA PRISCIANDARO INTERVISTA AGOSTINO MARCHETTO
[Da "Jesus" n. 6 del giugno 2009, col titolo "Marchetto: lo zelo del Governo
sulla sicurezza? Degno di miglior causa"]

I barconi di migranti respinti in acque internazionali, il pacchetto
sicurezza del Governo, la reprimenda dell'Onu e le reazioni del mondo
cattolico. Sul braccio di ferro che si sta giocando in Italia sul fronte
dell'accoglienza abbiamo chiesto l'opinione di monsignor Agostino Marchetto,
segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, che a
novembre terra' il congresso mondiale proprio sul rapporto tra migrazioni e
globalizzazione. "Oggi siamo di fronte a una riduzione dell'accoglienza
anche a livello legislativo e cio' vale sia per i migranti detti 'economici'
sia per rifugiati o richiedenti asilo, quelli che fuggono dal loro Paese per
persecuzione o guerra. La criminalizzazione degli immigrati irregolari e' un
'peccato originale' che genera altri gravi peccati".
*
- Vittoria Prisciandaro: La regolamentazione internazionale prevede il
principio di non respingimento per rifugiati e richiedenti asilo. Cosa
significa applicare questo principio ai barconi che si avvicinano al nostro
Paese anche se sono ancora in acque internazionali?
- Agostino Marchetto: Il principio di non respingimento dei rifugiati o
richiedenti asilo e' una delle colonne di sostegno della legislazione
internazionale, espressione di umanesimo, oltre che di cristianesimo, per
noi. E' frutto delle sofferenze immani prodotte dall'ultima grande guerra e
dal successivo dopoguerra, che ha visto quasi 20 milioni di rifugiati
muoversi in Europa. La Santa Sede e' membro fondatore dell'Alto
commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), e bene si
adopero' nel 1951 proprio per l'adozione del principio di non respingimento.
Nel caso dei "barconi" vi e' poi la legislazione internazionale che riguarda
il soccorso in mare ad accrescere la responsabilita' delle pubbliche
autorita', oltre che di quanti concretamente stanno a bordo di una nave,
considerata "territorio nazionale". Concretamente, quindi, non si puo'
respingere senza aver prima analizzato la situazione di ciascuno per quanto
riguarda la possibilita' di accettazione della richiesta di asilo. Se poi,
come e' accaduto, le persone soccorse sono salite a bordo delle navi
italiane, l'esigenza dell'esame prescritto e' ancora piu' doverosa e
stringente.
*
- Vittoria Prisciandaro: Come commenta la preoccupazione dell'Onu sulla
politica italiana?
- Agostino Marchetto: La preoccupazione dell'Onu mi pare doverosa e
comprensibile. Se non si rispettano certe distinzioni, si minano principi
fondamentali legati ai diritti umani e traballa la legislazione
internazionale. L'Italia sembra essersi presa il ruolo di tirare la volata
ad altri Paesi con uno zelo degno di miglior causa. Il riferimento continuo,
poi, a una tendenza o a comuni intendimenti in seno all'Unione Europea, non
toglie la responsabilita' di ciascuno Stato e non esclude gli adattamenti
previsti alle varie situazioni. Tra l'altro, in un passo relativo al
traffico di esseri umani, l'Unhcr auspica un trattamento equipollente a
quello riservato ai rifugiati per chi e' oggetto/soggetto del traffico di
esseri umani, per cui alcune sue vittime, si dice nelle Linee guida,
"potrebbero rientrare nella definizione di rifugiato di cui all'1A della
Convenzione del 1951 e quindi avere il diritto alla protezione
internazionale per i rifugiati" (n. 12). Infatti l'Agenda Unhcr per la
protezione, del 26 giugno 2002, fa appello agli Stati affinche' assicurino
che i processi per l'asilo siano aperti a ricevere richieste dalle singole
vittime del traffico, soprattutto donne e bambini, che possano motivare la
loro richiesta d'asilo con ragioni non manifestamente senza fondamento.
*
- Vittoria Prisciandaro: L'Associazione studi giuridici lancia l'allarme: le
norme del pacchetto sicurezza rischiano di creare una societa' di
invisibili, parallela, di immigrati irregolari. Condivide questa
preoccupazione?
- Agostino Marchetto: Devo dire che le mie preoccupazioni sono tante... Il
rischio di creare una societa' di invisibili, nel momento in cui parlo,
ancora esiste. Non dobbiamo creare una societa' parallela di immigrati,
prima di tutto per non avere ghetti e poi per rispetto alla dignita' della
persona umana di ognuno, in situazione regolare o meno. Vi e' a questo
proposito una Convenzione internazionale a difesa dei diritti di tutti i
lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, ratificata da piu' di
40 Stati. Tra essi non c'e' l'Italia e nemmeno altri Paesi cosiddetti
"sviluppati". Il rischio e' di far crescere in Italia il numero degli
apolidi, che nel mondo sono circa cinque milioni.
*
- Vittoria Prisciandaro: Gli sbarchi suggeriscono anche una riflessione
sulla nostra societa'. Quale spazio c'e' per l'accoglienza del diverso,
dell'altro, con il suo carico di dolore e miserie?
- Agostino Marchetto: E' una questione fondamentale della societa' italiana:
dobbiamo stare attenti che nell'immagine collettiva e individuale non si
crei il collegamento tra chi e' legittimamente diverso e chi e' mio nemico.
Bisogna, cioe', combattere la discriminazione, la xenofobia, il razzismo che
sono cose diverse ma che spesso conducono agli stessi atteggiamenti di
chiusura, animosita', offesa, violenza. Da qui anche il recente richiamo del
Presidente della Repubblica. Forse pensare al carico di dolore e miserie che
il mio prossimo, proveniente da lontano, porta con se', potrebbe aiutare a
vincere la xenofobia e ad aprire il cuore. Cosi' come aiuta ricordare
l'opera di centinaia di migliaia di irregolari che operano e servono nelle
nostre case e danno forse il contributo piu' valido alla costruzione di una
societa' interculturale. Si pensi infine al legame sviluppo-migrazione,
binomio che sta andando sempre piu' nell'agenda degli incontri
internazionali.
*
- Vittoria Prisciandaro: Un linguaggio aggressivo, violento e talvolta
volgare sembra caratterizzare sempre piu' la discussione politica...
- Agostino Marchetto: Sa che io ho un grande rispetto per la politica e
anche per gli uomini che vi sono impegnati? Molte volte mi fanno pena, nel
senso buono di questa espressione, quando li vedo assumere - e penso
ritengano cosi' di difendere le proprie posizioni di partito - atteggiamenti
aggressivi nel linguaggio, anche violenti, non rispettosi dell'altro, che
poi e' un uomo politico come loro. E faccio memoria della politica, quella
alta e nobile, rispettosa e al tempo stesso convinta delle proprie ragionate
posizioni, senza preconcetti, con capacita' di tutti unire nella superiore
ricerca di un bene comune che faccia attenzione specialmente ai piu' poveri,
ai bisognosi, a chi non ha il necessario per vivere. Penso alla politica
superiore che Paolo VI, un grande italiano, defini' "eminente espressione di
carita'".

9. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEGLI INTELLETTUALI CONTRO IL RITORNO DELLE
LEGGI RAZZIALI IN ITALIA

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una
straordinaria influenza sulla intera societa' europea, dal Rinascimento
italiano al fascismo.
Non sempre sono state pero' conosciute in tempo.
In questo momento c'e' una grande attenzione sui giornali europei per alcuni
aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, pero', un
dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l'attenzione dell'opinione
pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni
passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si
riuscira' ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell'Europa e di far
arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al
Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l'adozione di norme
discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si
vedevano dai tempi delle leggi razziali.
E' stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non piu' gli
ebrei bensi' la popolazione degli immigrati "irregolari", che conta
centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti
previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalita', l'esercizio di
un diritto fondamentale quale e' quello di contrarre matrimonio senza
vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene
sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora piu' lesiva della dignita' e della stessa qualita'
umana, e' stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in
condizioni di irregolarita' amministrativa, di riconoscere i figli da loro
stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una
maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere "irregolari"
diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri
e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi
razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei
loro figli, ne' le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro
bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all'opinione pubblica europea se la gravita' di queste
misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse
una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune
umanita'. L'Europa non puo' ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori
regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi
internazionali e i principi garantisti e di civilta' giuridica su cui si
basa la stessa costruzione politica europea.
E' interesse e onore di tutti noi europei che cio' non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che
viene dall'Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la
propria opposizione.
Roma, 29 giugno 2009
Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame,
Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

10. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEI GIURISTI CONTRO L'INTRODUZIONE DEI REATI
DI INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE DEI MIGRANTI

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato prevede varie
innovazioni che suscitano rilievi critici.
In particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione della
discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l'ingresso e
il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma
che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso
simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e
presenta molteplici profili di illegittimita' costituzionale.
La norma e', anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiche' la sua
sfera applicativa e' destinata a sovrapporsi integralmente a quella
dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l'assoluta
irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema
ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata,
nel rispetto del principio di proporzionalita', solo in mancanza di altri
strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Ne' un fondamento giustificativo del nuovo reato puo' essere individuato
sulla base di una presunta pericolosita' sociale della condizione del
migrante irregolare: la Corte Costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti
gia' escluso che la condizione di mera irregolarita' dello straniero sia
sintomatica di una pericolosita' sociale dello stesso, sicche' la
criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si
rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non
rappresentano, di per se', fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale,
ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di
migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato
discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di
eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia
penale, in base alla quale si puo' essere puniti solo per fatti materiali.
L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme
di ineffettivita' del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di
ulteriori processi privi di reale utilita' sociale e condannato per cio'
alla paralisi. Ne' questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione
della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali
criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e
magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest'ultima): da
un lato perche' la paralisi non e' meno grave se investe il settore di
giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le ricadute sul sistema
complessivo delle impugnazioni, gia' in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche "regolare la materia
dell'immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa
coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati"
(Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell'adempimento di tali compiti il
legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei principi
fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di
discrezionalita' che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di
razionalita' finalistica.
"Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le societa' piu'
avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, si' che (...) non si
puo' non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di tendenze, o
anche soltanto tentazioni, volte a 'nascondere' la miseria e a considerare
le persone in condizioni di poverta' come pericolose e colpevoli". Le parole
con le quali la Corte Costituzionale dichiaro' l'illegittimita' del reato di
"mendicita'" di cui all'art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995)
offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella
dell'immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria
complessita' e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla
Costituzione a tutte le persone.
25 giugno 2009
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano
Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia,
Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio
Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi,
Stefano Rodota', Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo
Zagrebelsky

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LEGALITA' E' UMANITA'
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 5 del 12 agosto 2009
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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