Minime. 580



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 580 del 16 settembre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. La guerra, il razzismo, la schiavitu'
2. Floriana Lipparini: Milano, i fantasmi che uccidono
3. Breve un invito alla resistenza nonviolenta
4. Mao Valpiana: Vincere il referendum a Vicenza
5. In occasione della settimana europea della mobilita' sostenibile
6. A Ferrara il 18 e il 25 settembre
7. A Torino dal 2 al 4 ottobre
8. Clara Sereni: Domande ai maschi
9. Michael Baxandall
10. Ilhan Berk
11. Cyprian Ekwensi
12. Ahmed Faraz
13. Robert Giroux
14. Idolina Landolfi
15. Leonard Meyer
16. Carlo Rivolta
17. John Russell
18. Salvo Fallica presenta "Dall'albero al labirinto" di Umberto Eco
19. La "Carta" del Movimento Nonviolento
20. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. LA GUERRA, IL RAZZISMO, LA SCHIAVITU'

La guerra, il razzismo, la schiavitu', le stragi altrove e qui, il fascismo
tra noi, in noi.
E le infinite chiacchiere per far finta di niente.
*
Se non resisti adesso, quando?
Se non e' questa l'ora della nonviolenza, quando?

2. RIFLESSIONE. FLORIANA LIPPARINI: MILANO, I FANTASMI CHE UCCIDONO
[Ringraziamo Floriana Lipparini (per contatti: effe.elle at fastwebnet.it) per
averci messo a disposizione questo suo intervento apparso su "Il paese delle
donne".
Floriana Lipparini, giornalista, ha lavorato per numerosi periodici, tra cui
il mensile "Guerre e Pace", che per qualche tempo ha anche diretto,
occupandosi soprattutto della guerra nella ex Jugoslavia. Impegnata nel
movimento delle donne (Collettivo della Libreria Utopia, Donne per la pace,
Genere e politica, Associazione Rosa Luxemburg), ha coordinato negli anni
del conflitto jugoslavo il Laboratorio pacifista delle donne di Rijeka,
un'esperienza di condivisione e relazione nel segno del femminile, del
pacifismo, dell'interculturalita', dell'opposizione nonviolenta attiva alla
guerra. E' autrice del libro Per altre vie. Donne fra guerre e nazionalismi,
edito nel 2005 in Croazia da Shura publications in edizione bilingue,
italiana e croata, e nel 2007 pubblicato in Italia da Terrelibere.org in
edizione riveduta e ampliata]

Milano, sabato mattina: vado a iscrivermi alla prima lezione di Universita'
Migrante, al Circolo Arci di via Oglio. Il corso - organizzato
dall'Associazione Todo Cambia che si propone di "favorire l'incontro e la
conoscenza tra cittadini immigrati e nativi" - s'inoltrera' negli oscuri
meandri delle identita' e del razzismo. E appunto "Andiamo a caccia di
fantasmi: laboratorio sulle manifestazioni del razzismo" s'intitola uno
degli incontri in programma a dicembre. Bello vedere che c'e' un bel numero
di persone a iscriversi. Contro l'indifferenza, contro l'intolleranza,
contro la paura costruita ad arte.
Milano, domenica, ore 6 del mattino: in via Zuretti i titolari di un bar
sprangano a morte il diciannovenne Abdul detto Abba, perche' ha "rubato".
Poi si sapra' che l'ipotetica refurtiva e' un pacco di biscotti. Abdul e'
italiano ma e' anche originario del Burkina Faso. Abdul e' nero. Lo hanno
ucciso gridandogli "sporco negro", come se fossimo nel sud razzista degli
Stati Uniti. Chi e' il fantasma che i due sciagurati assassini, padre e
figlio, hanno inseguito e ucciso? Chi l'ha messo nella loro mente?
Venezia, domenica: la Lega celebra i propri grotteschi fasti, i propri
deliranti riti che parlano di suolo e di sangue, di razze e di odio. Uomini
che incredibili vicende politiche hanno condotto fino alle massime
istituzioni di questo paese - sull'onda di un consenso servile, cieco e
populista che gia' in passato premio' vergognose dittature, come del resto
accadde in Germania - incitano pubblicamente e ufficialmente alla
"tolleranza zero", all'odio per lo straniero, per il nomade, per il diverso.
Ecco chi ha messo quei fantasmi nella mente dei titolari del bar milanese, e
nella mente di chi brucio' le tende dei nomadi a Opera, e di chi appicco' il
fuoco nel campo rom di Ponticelli, e di chi ha aggredito due gay a Roma, e
di chi ha picchiato e umiliato un gruppo di rom in quel di Verona...
Com'e' facile e furbo far divampare gli incendi identitari e razzisti, per
mimetizzare le crisi economiche. Com'e' facile far credere al cittadino
impoverito e spaventato che la colpa dei suoi guai e' l'immigrato che arriva
dal mare in cerca di lavoro. Spostare l'attenzione dai veri responsabili -
manager truffatori e incompetenti, politici corrotti - agli incolpevoli
"ultimi della terra", vittime del colonialismo prima e del razzismo poi.
La costruzione di questi lager ideologici, volti a salvare sempre e comunque
le caste al potere, funziona sempre. Anche in ex Jugoslavia la guerra
"etnica" divampo' nel momento in cui l'economia serba stava andando in
pezzi. Il meccanismo e' vecchio, ma quanti continuano a non capirlo, a farsi
intrappolare, forse anche perche' non si sente abbastanza forte, abbastanza
sincera una voce alternativa? C'e' chi ha tralasciato, chi ha minimizzato,
chi ha aspettato veramente troppo per lanciare un allarme.
Non so piu' cosa dire a mio figlio che vuole andarsene dall'Italia, perche'
il disagio di vivere in un paese come questo e' troppo soverchiante. Sogna i
paesi nordici dove il livello di civilta' e' incomparabile, nelle regole e
nei fatti. Di solito gli ribatto che sarebbe bene restare qui a combattere
per cambiare le cose, ma alla fine non ho molti argomenti quando
polemicamente lui chiede "Dove, con chi, con quale concreta speranza?".
Molti suoi amici la pensano come lui. Forse stiamo assistendo all'inizio di
un'emigrazione di nuovo tipo.
Ora, dopo questa nuova, terribile tragedia, certo si diranno cose, si
udranno voci, si faranno manifestazioni, almeno lo spero. Ma quello in cui
spero veramente e' che si moltiplichino iniziative di sensibilizzazione
profonda, iniziative di dialogo e di incontro che siano strutturali,
permanenti, diffuse sul territorio, e non ci si svegli sempre solo sull'onda
dell'emergenza.
E spero ancora di piu' che i gruppi di donne che ancora esistono rompano il
silenzio per riprendere a lavorare insieme almeno su questo terreno, senza
particolarismi assurdi, dato che il pericolo e' grande, e grande e urgente
e' la necessita' di riprendersi uno spazio pubblico autogestito dove abbia
voce e presenza un'altra idea di citta', di societa', di civilta'. Un'idea
di futuro meticcio, solidale, plurale, nonviolento. Un'idea disegnata anche
e soprattutto dalla presenza attiva e pensante del femminile, come non e'
mai avvenuto.

3. LE ULTIME COSE. BREVE UN INVITO ALLA RESISTENZA NONVIOLENTA

Normali cittadini con la spranga
le gesta emulan del freddo drone:
in questa apocalisse nessun pianga,
si esegue qui la legge del padrone.

La legge che prescrive che alla stanga
si stia lo schiavo, ed a disposizione
di tutti i maschi ogni donna, e s'infranga
pure ogni corpo ed anima; il bastone

reca il diritto e la filosofia,
e' del bastone l'ultima parola,
chi non lo adora se ne vada via

da questa terra, da quest'alma scuola
che di fascismo ha nome. A tal follia
sappi resister: hai una vita sola.

4. EDITORIALE. MAO VALPIANA: VINCERE IL REFERENDUM A VICENZA
[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: tel. 0458009803, fax: 0458009212,
e-mail: mao at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) per questo intervento.
Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della
nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come
assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel
Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come
metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' membro del comitato di
coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa
della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione
Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al
servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla
campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione
della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario
nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione
diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per
"blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio
direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio
della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione
di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato
di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per
la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il
digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana
rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo
ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e
uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita
l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di
donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo
profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su
nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in
cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre
2007]

Alcuni hanno detto che e' stato un successo, altri hanno parlato di un
"flop". Comunque sia, e' andata bene, nel senso che non ci sono stati
inconvenienti, e nessuno si e' fatto male.
Ma e' sufficiente questo per giustificare una manifestazione?
Sabato 13 settembre, a Vicenza, il corteo si e' mosso da piazza Matteotti
verso la periferia della citta'. Gli organizzatori hanno detto che erano
ottomila, la questura ne ha dichiarati duemila, secondo i miei conteggi
erano tremila. In ogni caso il confronto con le precedenti manifestazioni
"No Dal Molin", nel 2006, 2007 e 2008, e' sconfortante. Da duecentomila, a
centomila, poi trentamila, e ora qualche migliaio. Segno evidente che c'e'
una certa stanchezza. Ci sono momenti per le manifestazioni di massa, e ci
sono momenti per altre strategie.
Ora l'obiettivo da raggiungere e' quello della vittoria referendaria.
Una manifestazione, indetta da una sola parte del variegato movimento,
probabilmente non e' la risposta giusta. Tanto piu' che tra gli obiettivi
degli organizzatori figurava anche quello della rimozione del questore. Non
e' il momento delle polemiche interne, ma e' fuor di dubbio che i vicentini
hanno a cuore piu' la sorte della propria citta' che il giudizio sul
responsabile della polizia. E in effetti di famiglie vicentine alla
manifestazione non se ne sono viste tante.
Rete Lilliput, Mir e Movimento Nonviolento di Vicenza hanno preso una
posizione chiara di non adesione alla manifestazione. L'hanno espressa con
un documento che valorizza al massimo il lavoro unitario per il referendum
ed il dialogo con tutte le parti coinvolte, dentro e fuori dal movimento.
Eravamo comunque presenti, per dimostrare che non c'e' rottura e che il
dialogo e' sempre aperto, ma non abbiamo nascosto le nostre critiche ad una
"gestione della piazza" che ci sembra datata. Moltissime delle persone e dei
giovani che erano presenti hanno dimostrato un grande entusiasmo, e voglia
di esserci. Certo, l'importante e' fare qualcosa, ma bisogna anche farlo
bene. Essere presenti alla manifestazione e spiegare le nostre ragioni,
distribuire le bandiere con il fucile spezzato e far conoscere la rivista
"Azione nonviolenta" e' stato un modo per dare comunque il nostro contributo
positivo. La pioggia battente ha fatto il resto, e tutto e' andato bene.
Punto e a capo.
Ora si lavori per conquistare l'opinione della maggioranza dei vicentini, e
per aiutarli ad esprimerla al meglio, con il proprio "si'" al referendum del
5 ottobre.

5. INIZIATIVE. IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA'
SOSTENIBILE
[Riportiamo il seguente comunicato del "Comitato che si oppone all'aeroporto
di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo" del 15
settembre 2008 dal titolo completo "In occasione della settimana europea
della mobilita' sostenibile chiediamo un impegno degli enti locali dell'Alto
Lazio contro il devastante mega-aeroporto e per migliorare le ferrovie"]

Dal 16 al 22 settembre 2008 si svolge la settimana europea della mobilita'
sostenibile.
All'iniziativa, che ha il sostegno della Commissione Europea, hanno aderito
piu' di duemila citta'. Molte utili informazioni sono disponibili in un sito
internet ricco di documentazione in inglese e in francese:
www.mobilityweek-europe.org
*
In occasione di questa azione di sensibilizzazione europea ancora una volta
sollecitiamo gli enti locali dell'Alto Lazio ad un impegno esplicito:
a) per impedire la realizzazione a Viterbo di un devastante mega-aeroporto
che avrebbe conseguenze distruttive per fondamentali beni ambientali,
culturali, sociali ed economici e altamente nocive per la salute della
popolazione locale;
b) a sostegno della mobilita' sostenibile, in particolare con interventi
volti anche a limitare il traffico automobilistico privato, migliorare il
trasporto pubblico meno inquinante e piu' adeguato, sostenere la mobilita'
ciclistica, contrastare l'effetto serra, e soprattutto promuovere il
trasporto ferroviario;
c) per il rigoroso rispetto delle leggi vigenti in materia di difesa
dell'ambiente e della salute, della sicurezza e dei diritti delle persone
viventi e delle generazioni future.
*
Sollecitiamo anche un impegno degli enti locali dell'Alto Lazio a premere
sulla Regione e sul Governo per la riduzione del trasporto aereo, fortemente
corresponsabile del surriscaldamento globale del clima del pianeta; ed in
particolare a premere per la riduzione drastica e immediata dei voli su
Ciampino, riduzione necessaria e urgente da realizzare semplicemente
abolendo tout court i voli in esubero.

6. INCONTRI. A FERRARA IL 18 E IL 25 SETTEMBRE
[Da Elena Buccoliero (per contatti: e.buccoliero at comune.fe.it) riceviamo e
diffondiamo]

Care e cari tutte e tutti,
riprende l'attivita' della "Scuola della nonviolenza" con due presentazioni
librarie organizzate in collaborazione con l'Istituto Gramsci di Ferrara.
Segnatele in agenda e fate attenzione, perche' gli orari e i luoghi cambiano
da una volta all'altra.
Per il 25 settembre, dopo la presentazione, abbiamo pensato ad una cenetta
al Cafe' de la Paix per festeggiare la neonata associazione "Centro amiche e
amici della nonviolenza". Chi desidera partecipare e' pregato di dirlo via
e-mail a caterina_dtorto at alice.it. La quota per la cena e' di 20 euro.
Molte altre attivita' ci aspettano in questo nuovo anno scolastico... vi
diremo tutto!
Per ora questo invito, con un caro saluto
Elena, Daniele, Stefano, Caterina
*
Giovedi' 18 settembre, ore 21, Istituto Gramsci, vicolo Santo Spirito 11,
Ferrara, presentazione del libro In viaggio con Alex, con l'autore Fabio
Levi, storico, Universita' di Torino. Introducono Marzia Marchi
(Legambiente) e Elena Buccoliero (Movimento Nonviolento).
*
Giovedi' 25 settembre, ore 17, Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, via
Scienze, Ferrara, presentazione del libro A colpi di cuore. Storie del
Sessantotto, con l'autrice Anna Bravo, storica, Universita' di Torino.
Introducono Fiorenzo Baratelli (Istituto Gramsci) e Daniele Lugli (Movimento
Nonviolento).

7. INCONTRI. A TORINO DAL 2 AL 4 OTTOBRE
[Dal Centro studi "Sereno Regis" (per contatti: via Garibaldi 13, 10122
Torino, tel. 011532824, fax: 0115158000, e-mail: info at serenoregis.org, sito:
www.serenoregis.org) riceviamo e diffondiamo]

Convegno "Dal Sessantotto all'Ottantanove: una lezione per l'oggi"
Giovedi' 2, venerdi' 3 e sabato 4 ottobre 2008
"... Per assicurare uno sviluppo durevole della poderosa umanita' che vivra'
nella nuova era, e' necessario mettere completamente al bando dai criteri
della sua evoluzione e cultura la guerra e con essa ogni forma militare e
non militare di violenza. Il primo mutamento necessario nella nostra visione
tradizionale e nei nostri valori consiste nel liberare noi stessi e le
nostre societa' dal 'complesso della violenza' ereditato dai nostri
antenati. Per loro il ricorso a mezzi violenti era naturale perche', piu'
deboli di altre creature e ancora insufficientemente dotati di esperienza e
di strumenti, dovevano stare sempre in guardia e sulla difensiva. Ecco
perche', seppur sbagliando, la violenza e' ancora considerata parte della
natura umana, mentre e' il concetto di nonviolenza che dovrebbe piuttosto
diventare uno dei nostri valori fondativi. Ammetto che questa realta' e' a
poco a poco riconosciuta e che la violenza, vecchio modo per sopravvivere o
di ascesa, e' ora vista come la principale causa di distruzione. La violenza
e la sua giustificazione ideologica di qualunque sorta sono di fatto dei
residui di un passato che non c'e' piu', delle malattie culturali e delle
patologie incompatibili con la nuova era cosi' come potrebbero esserlo la
schiavitu' o i sacrifici umani per la societa' contemporanea. La pace e' il
fattore primario in qualunque caso in cui gli obiettivi da perseguire siano
lo sviluppo, la qualita' della vita e l'autorealizzazione. E la pace deve
essere intesa nel suo significato piu' profondo e piu' ampio di nonviolenza,
non solo a tutti i livelli e settori della societa' umana, ma anche nelle
relazioni tra societa' umana e natura" (Aurelio Peccei).
Questo testo, che Aurelio Peccei, il fondatore del Club di Roma, scriveva
nel 1984, esprime efficacemente l'intento con il quale abbiamo pensato
questo convegno.
*
Il Sessantotto fu una stagione complessa e densa, ricca di contraddizioni ma
anche di feconde intuizioni e di slanci generosi. Non possiamo in questa
sede affrontare tutti gli aspetti che in qualche misura ad essa si
richiamano: dallo sviluppo del movimento delle donne al fiorire del dissenso
cattolico, dalle lotte operaie ai movimenti di base che animarono diversi
settori della societa'...
Di quella stagione vorremmo riprendere in particolare alcuni fili, quelli
che negli anni successivi sfociarono nelle lotte nonviolente in diverse aree
del mondo, dagli Usa ai paesi dell'Est sotto controllo sovietico, fino a
trasformare le relazioni internazionali e a porre all'ordine del giorno
alcune questioni che oggi sono diventate cruciali: la questione dell'equita'
e della democrazia, del superamento della violenza nelle relazioni
interpersonali e internazionali, della ricerca di modelli sostenibili di
societa' e di vita, per una convivenza possibile tra esseri umani di diverso
genere, eta',  formazione, cultura e tra essi e la natura che tutti accoglie
e  sostiene.
Per questo abbiamo inteso rivolgere questa iniziativa in particolare ai
giovani degli ultimi anni della scuola superiore e dell'universita', per i
quali ci sembra quanto mai importante saper interrogare il passato per
cercarvi radici, ragioni e motivi di speranza per l'oggi e per il domani.
Il convegno e' organizzato da: Centro Studi Sereno Regis, Mir - Movimento
Nonviolento, Acmos, Libera Piemonte, Istituto per l'Ambiente e l'Educazione
Schole' Futuro onlus, Associazione Assefa Torino, Centro Interdipartimentale
di Studi per la Pace dell'Universita' di Torino, con il patrocinio della
Provincia di Torino e della Regione Piemonte, e con il contributo della
Compagnia di San Paolo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.
*
Programma
Giovedi' 2 ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza, Salone del
Gruppo Abele, corso Trapani 95/a, Torino
Ore 8,30-11: "Dalla Lettera di don Milani ai cappellani militari, al
servizio civile, oggi".
- Introduzione al convegno: Nanni Salio, Presidente del Centro Studi Sereno
Regis, Torino.
- L'obbedienza non e' piu' una virtu'? Obiettare per scegliere (Davide
Mattiello, Acmos, Libera Piemonte).
- Quando l'obiettore alle armi andava in prigione: il movimento italiano per
l'obiezione di coscienza (Sergio Albesano - Movimento Nonviolento -
intervista gli avvocati Bruno Segre e Bianca Guidetti Serra.
- L'esperienza del servizio civile oggi: un'occasione di nonviolenza (Gaia
Serafini, volontaria in servizio civile per il Movimento Internazionale
della Riconciliazione).
Intervallo
Ore 11,15-12,15: Gruppi di confronto e discussione
Ore 12,15-13: Restituzione in plenaria
*
Venerdi' 3 ottobre, ore 17,30, Libreria La Torre di Abele, via Pietro Micca
21, Torino
Presentazione del libro di Anna Bravo, A colpi di cuore. Storie del
sessantotto, Laterza, 2008.
L'autrice ne parla con Elisabetta Donini (Donne in nero, Torino) ed Enrico
Peyretti (Movimento Internazionale della Riconciliazione). Coordina Angela
Dogliotti Marasso (Centro Studi Sereno Regis).
*
Sabato 4 ottobre, Salone del Gruppo Abele, corso Trapani 95/a, Torino
Ore 9-13: Significati del Sessantotto
- Introduzione: movimenti e politica (Giuliano Martignetti, Ecoistituto del
Piemonte "Pasquale Cavaliere").
- Democrazia e potere (Marco Revelli, Universita' del Piemonte Orientale).
- Violenza e nonviolenza (Anna Bravo, storica, Universita' di Torino).
- Una testimonianza a due voci di protagonisti del sessantotto torinese
(Maria Teresa Gavazza e Mauro Barrera, insegnanti).
Proiezione del documentario di Steve York: Nashville: "We Were Warriors",
voce narrante di Ben Kingsley, Usa 2000, durata 32 minuti, sull'origine del
movimento per i diritti civili dei neri negli Usa.
Ore 15-18,30: Dagli anni Sessanta all'Ottantanove: nuovi movimenti e nuovi
paradigmi
- Introduzione: Enrico Peyretti, Movimento Internazionale della
Riconciliazione.
- Che cosa rimane del '68? Un bilancio orgoglioso (Ekkehart Krippendorff,
Libera Universita' di Berlino).
- Dai diritti civili all'opposizione alla guerra: Martin Luther King (Lidia
Maggi, pastora della Chiesa Battista).
- A quarant'anni dalla fondazione del Club di Roma: Nonviolenza tra gli
uomini e con la natura (Mario Salomone, presidente dell'Istituto per
l'Ambiente e l'Educazione Schole' Futuro onlus).
- Un'esperienza gandhiana di economia sostenibile: l'Assefa (Elena Camino,
Assefa, Universita' di Torino).
- Conclusioni: Quarant'anni dopo quali alternative? (Giuliano Martignetti,
Ecoistituto del Piemonte "Pasquale Cavaliere").
*
Per le scuole: sono disponibili materiali e filmati sulle lotte nonviolente
del Novecento da richiedere al Centro Studi Sereno Regis per attivita' da
svolgersi anche durante il corso dell'anno scolastico.
Per informazioni: e-mail: info at serenoregis.org; sito: www.serenoregis.org

8. RIFLESSIONE. CLARA SERENI: DOMANDE AI MASCHI
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 13 settembre 2008 col titolo "Domande ai
maschi".
Clara Sereni, nata a Roma nel 1946, scrittrice tra le maggiori degli ultimi
decenni ed intellettuale di forte impegno civile. Tra le opere di Clara
Sereni: Sigma Epsilon, Marsilio 1974; Casalinghitudine, Einaudi 1987;
Manicomio primavera, Giunti 1989; Il gioco dei regni, Giunti 1993; Eppure,
Feltrinelli 1995; Taccuino di un'ultimista, Feltrinelli 1998]

In prima battuta mi sono chiesta: ma la voce delle donne, che fine ha fatto?
Possibile che le donne non abbiano niente di nuovo da dire sulla
prostituzione, sull'uso sempre piu' spregiudicato, proprietario e violento
dei corpi, sull'idea di rinchiuderli dentro case che saranno prigioni e
lager? Siccome non sono i nostri, e visto che a parlare sembra restino
soltanto le brave mogli e brave madri e buone figlie, quelle che hanno
vergogna di vedere e preferiscono non sapere, sui corpi venduti e comprati
non abbiamo piu' parole? Siamo talmente affaticate dal vivere che ogni
repressione ed emarginazione ci passa sopra senza commenti che non siano di
bandiera? Siamo cosi' impaurite dal nostro retrocedere?
Cosi' intimorite che - a parte le donne presenti nelle unita' di strada
finche' non le sopprimono - non ci poniamo piu' il problema di come
relazionarci con chi vive condizioni di massima emarginazione, quando non di
vera e propria schiavitu'?
Non ho trovato la risposta, ma un'altra domanda mi si e' affacciata subito
dopo: ma gli uomini, hanno qualcosa da dire? Si pongono il problema di dire
qualcosa?
Negli ambienti che frequento vige ancora - fortunatamente - qualche tabu':
dire che le donne sono tutte puttane non sta bene, e anche l'inevitabilita'
del mestiere piu' antico del mondo non trova buona stampa. Qualcuno
certamente pensa ambedue le cose, ma si perita di dirlo e questo lo
considero, alla fin fine, un bene. E pero'...
Fra le persone che conosco, mai ne fosse capitato uno che ammetta di dirsi
cliente. Al piu' ho sentito dire, da qualcuno abbastanza attempato e in
imbarazzo, che bisogna pur provvedere alle pulsioni sessuali degli immigrati
senza relazioni e senza amori: e senza soldi, aggiungo io, in mancanza dei
quali incrementare l'afflusso dei clienti e' piuttosto improbabile. Da quel
punto di vista, la prostituzione sarebbe tutto un fatto di emarginazione, da
una parte e dall'altra, e chiusa li'. Da un giovane, invece, ho sentito
raccontare della rinnovata frequenza e passione per i "puttan tour", quei
giocosi assembramenti maschili, generalmente automuniti, in cui si va a
sparare con le pistole ad acqua o se ne tira a secchiate, preferibilmente
d'inverno, alle prostitute che cosi' si congelano meglio. A me, attonita,
che chiedevo un perche', una ragione, e' stato risposto: "E' divertente...",
e il discorso si e' incagliato, senza possibilita' di riprenderlo in modo
minimamente problematico.
Giovani e meno giovani, mai un discorso che valga la pena ascoltare su come
gli uomini vivono la propria sessualita'. Su come si relazionano, oggi, con
le donne, che siano le loro compagne o altre. E invece vorrei sentir
confessare e discutere, per esempio, questo bisogno maschile inesausto, anzi
evidentemente in crescita, di comperare corpi - giovani piu' che si puo',
femminili in prevalenza ma poi anche maschili e transgender. Ci hanno detto
che dipende dal ruolo maschile ormai pencolante, che li porta anche a
picchiarle e ucciderle, le donne. E questa spiegazione sembra aver chiuso
ogni altro discorso, ogni ulteriore problematizzazione. E cosi', se la
prostituzione innegabilmente aumenta, la reazione e' come per la grandine:
succede, la manda il cielo, ci sono le mutazioni climatiche, che c'entro io?
L'ho gia' scritto, sono stufa di partecipare a manifestazioni a sostegno
delle donne brutalizzate, vendute e comprate, ammazzate. I maschi devono
trovare il coraggio di mettersi in gioco, di parlare. Non solo per dire: non
nel mio giardino, non davanti a me, non davanti ai miei figli povere
creature innocenti. I maschi devono interrogarsi a fondo sulla dicotomia
donna (puttana) - madonna che sembra essersi di nuovo impadronita del
sentire comune, e che dilaga nei nostri figli. I maschi devono dire "io", e
da li' partire per ragionare, per capire, e solo dopo, molto dopo, per
decidere ed eventualmente legiferare. I maschi devono almeno cominciare a
rendere conto alle donne di quel che pensano, di quel che fanno. Di come
crescono e di come regrediscono.
Una domanda, ancora. L'educazione sessuale nelle scuole e' cosa che neanche
si nomina piu'. Il presidente Napolitano ha apprezzato i nuovi programmi di
educazione alla Costituzione. Chiedo: ma quale educazione alla Costituzione
si potra' mai impartire, se mancano i minimi presupposti di vita civile,
quelli che segnano i rapporti fra i generi? Il nuovo fascismo non e' solo
nelle affermazioni storicamente assai disinvolte di sindaci e ministri della
Repubblica, o nelle singole aggressioni a migranti e diversi. Il fascismo e'
anche qui, nei nostri "maschi alfa" che da sempre e di nuovo si sentono
liberi da ogni vincolo di coscienza e rispetto, anche nei confronti di se
stessi. Abbiamo un gran bisogno di antifascismo in piazza, e bene ha fatto
ad esempio la Cgil ad impegnarsi in tal senso, ma bisognerebbe cominciare a
chiarire cosa significhi anti-fascismo fra le lenzuola, domestiche e non.
Non certo dalla ministra all'Istruzione, che mi appare in tutt'altre
faccende repressive affaccendata, ma da qualcuno (maschio) vorrei proprio
cominciare ad avere qualche risposta.

9. LUTTI. MICHAEL BAXANDALL
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 27 agosto 2008 col titolo "La scomparsa
dello storico dell'arte Michael Baxandall"

Critico e storico dell'arte, Michael Baxandall si e' spento ieri a Londra,
all'eta' di settantacinque anni. Studioso della pittura del Quattrocento - e
non solo - Baxandall si era perfezionato all'Universita' di Pavia,
diventando in seguito ricercatore del Warburg Institute e assistente di
Ernst Gombrich. Molti fra i suoi lavori - pubblicati in Italia da Einaudi -
sono considerati dei piccoli classici del genere. Da Ombre e lumi (2003),
studio sul sistema delle ombre e sulla percezione della luce, a Forme
dell'intenzione (2000), un'indagine sui fondamenti e i limiti della critica.
Di particolare rilievo anche il volume, edito da Jaca Book, intitolato
Giotto e gli umanisti, dove Baxandall studia l'influenza esercitata dal
latino neoclassico e neociceroniano su un modo di parlare, scrivere e
pensare riguardo alle opere d'arte proprio dell'Alberti, di Petrarca e
Boccaccio.

10. LUTTI. ILHAN BERK
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 30 agosto 2008 col titolo "L'ultima nota
di Ilhan Berk, poeta e traduttore di Rimbaud"]

Figura di riferimento per la poesia turca contemporanea, Ilhan Berk e'
scomparso nella notte tra giovedi' e venerdi' nella citta' di Boudrum, sulla
costa mediterranea della Turchia. Berk aveva novantadue anni e, dopo gli
esordi sulla rivista "Uyanis", si era affermato con le raccolte poetiche
Kul, che nel 1979 vinse il Turkish Language Association Award, e Istanbul
Kitabi, che gli valse il premio Behcet Necatigil.

Nato a Manisa il 18 novembre 1916, Berk si era specializzato in lingua e
letteratura francese all'Universita' Gazi di Ankara. Apprezzato traduttore
di Rimbaud e Ezra Pound, Berk aveva a poco a poco mutato le fonti di
ispirazione della propria poesia, passando dall'adesione ai canoni del
realismo socialista, a una visione quasi epica della vita. Forti, tra le
altre cose, il richiamo nei suoi versi alla mitologia classica e alla storia
delle citta' di Istambul e Ankara.

11. LUTTI. CYPRIAN EKWENSI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 25 gennaio 2008, col titolo "La morte del
nigeriano Cyprian Ekwensi"]

Lo scrittore Cyprian Ekwensi, uno dei maggiori autori nigeriani in lingua
inglese, e' morto nei giorni scorsi. La notizia della scomparsa e' stata
resa nota dal quotidiano londinese "The Guardian". Con i connazionali Achebe
e il premio Nobel Wole Soyinka, Ekwensi faceva parte dei giganti della
cosiddetta nuova letteratura africana. Il capolavoro di Ekwensi e' Jagua
Nana (1961), tradotto in Italia dalle Edizioni Lavoro, un romanzo sulla
corruzione dell'elite nigeriana dopo la conquista dell'indipendenza.

12. LUTTI. AHMED FARAZ
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 28 agosto 2008 col titolo "La scomparsa
dello scrittore pachistano Ahmed Faraz"]

Scrittore e poeta pachistano tra i piu' considerati, noto anche all'estero
per le posizioni critiche che gli costarono l'esilio durante il regime il
regime del generale Zia-ul-Haq, Ahmed Faraz si e' spento lunedi' scorso,
all'eta' di settantasette anni. Nato a Nowshera nel febbraio del 1931, Faraz
ha scritto tutta la sua opera in urdu, affermandosi gia' negli anni
Cinquanta come una delle figure guida del panorama intellettuale del paese.
Paragonato a un grande innovatore come Mohammad Iqbal, Faraz studio' a lungo
il persiano all'universita' di Peshawar. Il suo primo lavoro fu come autore
di testi per la radio. Se a inizio carriera si presentava ricca di versi
romantici tradizionali, l'opera lirica di Faraz si e' pero' costantemente
evoluta arrivando a dedicare spazio sempre maggiore alla questione del
rinnovamento dei costumi sociali e civili del paese.

13. LUTTI. ROBERT GIROUX
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 7 settembre 2008 col titolo "Se ne va
Robert Giroux, pubblico' tutta l'opera di T. S. Eliot"]

Amico di T. S. Eliot e di Susan Sontag, scopritore di alcuni fra i piu' noti
scrittori americani (come Bernard Malamud, di cui curo' personalmente
l'opera), Robert Giroux - morto venerdi' novantaquattrenne in una residenza
assistita di Tinton Falls, nel New Jersey - e' stato un protagonista
dell'editoria mondiale del XX secolo, legando il suo nome a una delle piu'
prestigiose case editrici statunitensi, la Farrar, Straus and Giroux.
Conosciuto nell'industria editoriale per la sua discrezione e il suo
raffinato gusto estetico, Giroux inizio' la carriera nel 1940 come editor di
Harcourt, Brace and Company. Nel 1955 si trasferi' da Farrar and Straus,
portandosi dietro diversi scrittori (tra cui Flannery O'Connor, Malamud e
Eliot), e divento' socio della casa editrice nel 1964. In sessant'anni di
pubblicazioni, Giroux curo' le edizioni di grandi nomi della letteratura
come Isaac Singer, Derek Walcott, Seamus Heaney.

14. LUTTI. IDOLINA LANDOLFI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 27 giugno 2008 col titolo "Addii. La
morte di Idolina Landolfi, critica e traduttrice"]

Scrittrice e traduttrice dal francese e dall'inglese di testi narrativi e
saggistici, Idolina Landolfi viveva tra l'Italia e Parigi, collaborando come
critica letteraria agli inserti culturali di vari quotidiani e settimanali,
tra cui "Alias" e "Le Monde Diplomatique". Alcuni dei suoi racconti e dei
suoi articoli sono stati pubblicati su ´"Paragone", "Panta", "Nuovi
Argomenti", "Il Ponte", "Poesia". Tra i suoi libri, le raccolte di racconti
Sotto altra stella (Campanotto 1996), Scemo d'amore (Empiria 1999), Matracci
e storte (Graus, 2004). Aveva scritto anche un romanzo per ragazzi, I
litosauri (Laterza 1999). Da piu' di vent'anni si occupava delle opere del
padre, Tommaso, ripubblicandone le opere, che dotava di apparati critici e
note. A Tommaso Landolfi aveva inoltre dedicato una serie di saggi.

15. LUTTI. LEONARD MEYER
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 3 gennaio 2008, col titolo "Le ultime
note di Leonard Meyer"]

Nel 1956, quando diede alle stampe la sua tesi di dottorato, Leonard B.
Meyer tutto si sarebbe aspettato fuorche' diventasse un piccolo classico
negli studi musicologici. Tradotto in svariate lingue, fra cui l'italiano,
Emozione e significato nella musica rimane tuttora uno dei testi accademici
piu' significativi nel campo della percezione musicale, oltre che un punto
di riferimento nell'ambito della psicologia della musica. Nel corso degli
anni, Meyer si era progressivamente dedicato allo studio della struttura del
ritmo e alle intersezioni fra teoria musicale ed estetica. Meyer, che aveva
iniziato i suoi studi con Curt Sachs, Stephan Wolpe e Aaron Copland, dal
1975 dirigeva il Center for Advanced Studies alla Wesleyan University.
Professore all'universita' di Chicago, studioso di psicologia della Gestalt,
Meyer e' scomparso ieri, nella sua casa di New York, all'eta' di ottantanove
anni. Fra i suoi libri piu' noti figurano Emozione e significato nella
musica (Il Mulino, 1992), Sul riascoltare musica (Milella, 1995) oltre ai
saggi raccolti nella storica antologia, curata da Umberto Eco, Estetica e
teoria dell'informazione. edita da Bompiani nel 1972.

16. LUTTI. CARLO RIVOLTA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 27 giugno 2008 col titolo "Ricordi. Se ne
va con Carlo Rivolta la voce dei presocratici"]

Per decenni la voce della filosofia, l'attore Carlo Rivolta e' morto sabato
21 giugno nella Lodi in cui era nato nel 1944. Proponeva soprattutto i
dialoghi di Platone e il suo volto era finito tre anni fa sulle prime pagine
dei quotidiani perche' si era rifiutato di recitare l'Apologia di Socrate -
gia' tante volte declamata nelle commemorazioni per il giudice Falcone - di
fronte ad un pubblico che festeggiava l'assoluzione di un odierno sofista.
Contro la malattia che lo aveva colpito aveva combattuto restando fino
all'ultimo sulla scena: due settimane fa interpreto' l'ultima orazione di
Savonarola e qualche giorno prima, in un Duomo di Milano gremito, aveva
letto Qohelet, alternandosi al commento di Ravasi.
La ricerca drammaturgica di Rivolta, a cui dava un prezioso contributo la
sua compagna Nuvola De Capua, si confrontava con i testi fondativi della
nostra cultura: passava dalla Bibbia a allestire spettacoli tratti da testi
come il processo a Galileo, o il Manifesto di Marx ed Engels, oppure
sceglieva il tema della guerra e della pace usando le parole di Gandhi e di
Einstein. Attraverso la voce dei poeti, da Leopardi a Montale, a Caproni,
Rivolta coinvolgeva il pubblico nell'interrogazione filosofico-religiosa
sulla condizione umana. Negli ultimi anni si era dedicato, con la passione
di sempre, alla letteratura italiana del Novecento, attratto dalle
ibridazioni linguistiche di Carlo Emilio Gadda o dalle narrazioni di Primo
Levi, di cui aveva letto dei brani al Festival della letteratura di Mantova
dello scorso anno.

17. LUTTI. JOHN RUSSELL
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 26 agosto 2008 col titolo "La scomparsa
dell'inglese John Russell. Una lezione di critica e stile"]

E' scomparso ieri, all'eta' di ottantanove anni, il critico inglese John
Russell. Figura chiave per l'arte britannica del secondo Novecento, Russell
era noto soprattutto per le sue recensioni pubblicate dal "Sunday Times" di
Londra e dal "New York Times". Autore di monografie importanti su Georges
Seurat, Francis Bacon, Henry Moore e Max Ernst, fin dal 1950 Russell si era
dimostrato attento nel promuovere e mettere in luce nuovi talenti. Suoi
alcuni fra i primi e piu' importanti articoli dedicati a Francis Bacon,
Lucian Freud, Howard Hodgkin, R. B. Kitaj e Bridget Riley, artisti di cui
divenne il principale "protettore" organizzando mostre e firmando
presentazioni e cataloghi.
Rispettato e temuto nel mondo dell'arte per la sua verve e, al tempo stesso,
per il suo stile raffinato, Russell viveva a New York dalla meta' degli anni
Settanta. Si era infatti trasferito a Manhattan dopo essere stato nominato
redattore del "New York Times".
Gli interessi di Russell non si limitavano alle arti plastiche. Viaggiatore
instancabile, ha firmato alcuni intensi libri di viaggio e, soprattutto,
alcuni testi dedicati a un'altra fra le sue passioni, la musica lirica.
Grande successo hanno ottenuto le antologie dei suoi scritti giornalistici,
pubblicate col titolo Reading Russell e un sottotitolo quanto mai
esplicativo: Ideas, Literature, Art, Theater, Music, Places and Persons.

18. LIBRI. SALVO FALLICA PRESENTA "DALL'ALBERO AL LABIRINTO" DI UMBERTO ECO
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 15 settembre 2008 col titolo "Un viaggio
nelle filosofie del linguaggio. Umberto Eco tra Aristotele e pensiero
debole"]

Umberto Eco, Dall'albero al labirinto, pp. 636, euro 25, Bompiani, Milano
2008.
*
Un affascinante viaggio, profondo, raffinato e colto, nella storia del
pensiero. Una storia delle filosofie del segno e dell'interpretazione,
strutturata con originalita' metodologica ed epistemologica. Una analisi
teoretica e linguistica che scava nei meandri piu' complessi delle strutture
teoriche interpretative, sulle connessioni fra segni e significati. Sono
questi alcuni dei tratti piu' importanti del libro di Umberto Eco,
Dall'albero al labirinto, edito da Bompiani. Degli studi storici sul segno e
l'interpretazione, che diventano riflessioni critiche ed analitiche su
questioni fondamentali della storia del pensiero. Eco ha messo assieme
questi suoi testi, e ne e' venuto fuori un contributo autorevole ad una
storia delle "varie filosofie del linguaggio, o dei linguaggi". Dal Cratilo
al pensiero debole, Eco elabora e struttura delle analisi che riescono a
cogliere l'essenza concettuale degli argomenti ed a proporre ricostruzioni
critiche originali ed innovative. In alcuni casi parte da argomenti che
appaiono come dimensioni periferiche della storia della filosofia e che
invece sono punti nodali per la comprensione di problematiche complesse di
filosofia teoretica.
E cosi' le metafore dell'albero e del labirinto diventano strumenti
logico-metodologici di comprensione e di interpretazione di diversi modelli
di conoscenza e di organizzazione del sapere. "In questo labirinto, che si
presenta non piu' come ripartizione logica ma come congerie retorica di
nozioni e argomenti raccolti in loci, invenire non significa piu' trovare
qualcosa che gia' si conosceva, riposto nel suo luogo deputato, per usarlo a
fini argomentativi, ma veramente scoprire qualcosa, o la relazione tra due o
piu' cose, di cui non si sapeva ancora". "Non c'e' piu' Grande Catena
dell'Essere ma ogni suddivisione sara' sempre contestuale e diretta a un
fine circostanziato". Ed ancora, dagli studi sulle tecniche medievali di
falsificazione, a un excursus sulla storia dell'ars combinatoria da Lullo a
Pico della Mirandola, Eco riesce a fare luce su aspetti noti e meno noti
delle problematiche filosofiche, legando il tutto con il filo rosso della
filosofia dei linguaggi.
Suggestivo ed interessante e' anche lo studio sulla semiotica implicita nei
Promessi sposi: la dimostrazione di come la letteratura con i suoi
molteplici livelli interpretativi sia dimensione di meditazione filosofica,
di ermeneutica.

19. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

20. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 580 del 16 settembre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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