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La sostenibilità economica e finanziaria degli investimenti dell’ILVA



Fonte: Centro Studi Siderweb 11-12-2012

http://www.siderweb.com/notizie/27253/centro-studi-siderweb.html

La sostenibilità economica e finanziaria degli investimenti dell’ILVA

11-12-2012 -
Per  valutare la sostenibilità economica e finanziaria degli investimenti che l’ILVA 
dovrà sostenere per ottemperare alla prescrizioni dell’Autorizzazione integrata 
ambientale rilasciata il 26 ottobre scorso con Decreto  del Ministro dell’Ambiente, è 
necessario partire dalla situazione attuale della società. Da quando la famiglia Riva ha 
rilevato l’ILVA dallo Stato italiano, sono stati effettuati investimenti in 
immobilizzazioni materiali per 6,1 miliardi di euro finanziati per 5,5 miliardi con mezzi 
propri (1,4 miliardi con utili accantonati e 4,1 miliardi con ammortamenti) e per 0,6 
miliardi con mezzi di terzi. Gli investimenti effettuati hanno riguardato per 4,6 
miliardi lo stabilimento di Taranto, di cui 1,1 miliardi destinati all’ambiente.
I debiti finanziari totali della società ILVA Spa sono passati da 335 milioni di euro nel 
1996 a 2,9 miliardi di euro nel 2011, di cui soltanto 705 milioni con le banche, 
corrispondenti a circa un quarto del totale. Il rimanente 75% sono debiti finanziari nei 
confronti delle altre società del Gruppo ILVA e della controllante Riva FIRE Spa. Nello 
stesso periodo il patrimonio è passato da 620,8 milioni a 2,4 miliardi di euro; i debiti 
finanziari risultano quindi pari a 1,2 volte il patrimonio. I debiti finanziari sono 
aumentati soprattutto nell’ultimo quadriennio (da 1,8 a 2,9 miliardi) a causa della 
riduzione dei flussi di cassa provocata dai risultati negativi della gestione industriale 
(-805 milioni di euro).
Le dinamiche economiche e finanziarie più recenti pongono quindi un grave problema di 
sostenibilità degli investimenti chiesti per ottemperare alle sopra menzionate 
prescrizioni, che pongono sulle spalle dell’ILVA uno sforzo economico calcolato in circa 
3,5 miliardi di euro. Tali investimenti, che dovranno concludersi entro il 2016, 
rappresentano il 76% di tutti gli investimenti che l’ILVA ha effettuato nello 
stabilimento di Taranto dal 1995 al 2011. Si tratta di un impegno onerosissimo, 
difficilmente sostenibile con le sole risorse finanziare della Società e del Gruppo. La 
quota più rilevante  degli investimenti si concentrerà nei primi tre anni (2013-15), 
caratterizzati  da un rallentamento dell’attività, per consentire gli interventi sugli 
impianti finalizzati a ridurre l’impatto ambientale, e da condizioni di mercato non certo 
esaltanti a causa della modesta crescita  della domanda di acciaio in Europa e della 
compressione dei margini indotta dalla maggiore concorrenza tra i produttori mondiali di 
acciaio. Tutto ciò avrà un impatto negativo sulla redditività della gestione industriale, 
 che verrà anche gravata degli ammortamenti connessi ai nuovi investimenti (+750 milioni 
di euro tra il 2013 e il 2016) e degli oneri finanziari per la quota di investimenti 
finanziata con mezzi di terzi (350 milioni nel quadriennio, nell’ipotesi che il 50% degli 
investimenti  sia finanziato con debiti onerosi; 700 milioni di euro nell’ipotesi di 
finanziare il 100% degli investimenti con debiti onerosi). Alla fine del periodo 
considerato i debiti finanziari della società salirebbero a 4.500 (50% degli investimenti 
finanziati con prestiti), 6.200 miliardi di euro (100% degli investimenti finanziati con 
prestiti), mentre il patrimonio diminuirebbe per far fronte alle perdite d’esercizio 
provocate dal peggioramento dei risultati della gestione industriale e dai maggiori oneri 
finanziari. In assenza di un consistente aumento di capitale la società  registrerebbe 
una significativa conIn conclusione, senza un intervento dello Stato per alleggerire gli 
oneri connessi agli investimenti che l’ILVA dovrà sostenere nei prossimi anni e/o un 
apporto di capitali freschi da parte dei soci attuali o altri che potrebbero entrare 
nella compagine azionaria, la prosecuzione dell’attività  dell’ILVA nel medio periodo 
appare molto difficile.
s.f.


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Sui debiti del gruppo Riva si legga anche 
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1801265&codiciTestate=14&titolo=Un%20debito%20inossidabile
www.peacelink.it