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PeaceLink, le proposte per l'AIA Ilva



Cosa chiederemo tecnicamente nell'AIA

A cura di Alessandro Marescotti

Presidente di PeaceLink


Vogliono fare tutto entro il 30 settembre 2012 e abbiamo paura che si
verifichi un colpo di mano dei “tecnici” che già in passato hanno dato
prova di grande malleabilità, tanto che la Magistratura ha smontato pezzo
per pezzo un'Aia assolutamente insufficiente a garantire una produzione
che non pregiudichi la salute.

La riscrittura in gran fretta dell'AIA dell'Ilva rischia di diventare il
nuovo passaporto per continuare ad inquinare.

Vi è un equivoco di fondo quando si dice "mettere a norma" gli impianti
dell'Ilva. Che cosa significa infatti "mettere a norma"?

L'AIA prevede che una fabbrica sia autorizzata se adotta le BAT, ossia le
migliori tecnologie disponibili. Ma "disponibili" vuol dire che sono nella
disponibilità economica dell'imprenditore.

Il dlgs 59/2005 definisce così il significato di "disponibili":

disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta
l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide
nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in
considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano
o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purche' il gestore possa
avervi accesso a condizioni ragionevoli;

Una tale definizione di "disponibile" porta a subordinare l'efficacia
tecnica alle ragioni della "ragionevolezza economica".

Ilva fa riferimento a questo aggettivo ("disponibile") per dire che ha
scelto fra le varie tecnologie quella che più le sembra idonea alla
propria “disponibilità economica” e ha già detto in passato che è già
dotata delle BAT, ossia delle migliori tecnologie disponibili.

La nostra risposta è pertanto che occorre andare OLTRE le migliori
tecnologie disponibili per parlare di adozione delle migliori tecnologie
in assoluto, ossia quelle a cui fa riferimento la perizia
chimico-tecnologica commissionata dalla GIP Todisco..

La perizia valuta un "range" di soluzioni tecnologiche, ossia un
intervallo di valori emissivi evidenziando di quanto - rispetto alle
migliori performance ambientali - si discosti l'attuale livello emissivo
degli impianti Ilva.

Come fare in modo che l'AIA adotti le migliori tecnologie in assoluto?

Come poter dire che la "messa a norma" degli impianti significhi
l'adozione delle migliori tecnologie in assoluto?

La risposta sta nell'articolo 8 della normativa sull'AIA (dlgs 59/2005)
che è stato trasfuso nel Codice dell'Ambiente (dlgs 152/2006).

Ecco il testo.

Dlgs 59/2005 sull'AIA

Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n. 59
Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e
riduzione integrate dell'inquinamento

Art. 8. Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale

1. Se, a seguito di una valutazione dell'autorità competente, che tenga
conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad
impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di
quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di
assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualità ambientale,
l'autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni integrate
ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le
altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di
qualità ambientale.



Questo articolo è stato COMPLETAMEMNTE DISATTESO DALLA AIA rilasciata
all'Ilva.

Dalla perizia dei chimici risulta infatti che le tecnologie dell'Ilva non
rientrano nelle migliori BREF (Bat Reference), ossia nelle migliori
tecnologie in assoluto. In alcuni casi le tecnologie adottate sono fuori
dal "range" delle Bref, e questo è gravissimo, perché vuol dire che i vari
tecnici della Commissione Aia, compresi quelli degli enti locali, non
hanno vigilato, o hanno vigilato al contrario, come sembra emergere dalle
intercettazioni, dove compaiono alcuni nomi.

Ed ecco le prestazioni ambientali degli impianti dell'Ilva, raffrontate
con le BREF:

Emissioni non convogliate delle polveri nel processo di cokefazione:
1 g/t è il valore minimo Bref (la prestazione con la migliote tecnologia)
69.6 g/t è il valore stimato dal gestore post-intervento AIA
17,2 g/t è l'inquinamento massimo consentito dalle Bref

Ossia: le emissioni della cokeria dell'Ilva con l'AIA sarebbero circa 70
volte superiori a quanto consentirebbe la migliore tecnologia!

E' assurdo che i tecnici della Commissione AIA e degli enti locali abbiano
consentito uno scempio di questo genere!

E noi chiederemo di essere presenti nella commissione AIA per far sentire
il fiato sul collo a questi tecnici che hanno preso queste “cantonate”
clamorose, che contrastano con quanto previsto dal dlgs 59/2005 (normativa
AIA). Infatti possono essere autorizzate solo le migliori tecnologie
disponibili!

Se si considerano le emissioni orarie (Kg/h valori di massa) la cokeria
avrebbe emissioni circa 20 volte superiori
minimo Bref 0,65 kg/h
valore misurato dal gestore Ilva 12,6 kg/h



Particolarmente grave è la situazione del camino E312 che - benché abbia
attirato l'attenzione per le emissioni di diossina - è tuttavia fuori
dalle BREF per le polveri/orarie:

Differenza in massa delle polveri emesse tra i  valori misurati e quelli
di riferimento del BRef-BAT Conclusions della Fase di processo
Sinterizzazione:

Minimo Bref 3,4 kg/h
Misurato dal gestore Ilva 85,5 kg/h
Massimo Bref 51 kg/h

Come si vede le emissioni di polveri di quel camino (noto per emettere
diossina) si attestano su quantitativi orari di polvere 25 volte superiori
rispetto ai minimi emissivi consentiti con la migliore tecnologia.

Il sistema di depolverazione secondaria dei camini E 314 ed E 315 si pone
anch'esso al di fuori delle BREF:

55,57 kg/h misurato dal gestore Ilva
Massimo Bref 17 kh/h

Per l'altoforno le  cose non vanno benissimo, in quanto le prestazioni si
collocano nella fascia peggiore delle Bref:

Altoforno, fase processo di caricamento
minimo Bref kg/h polveri 2,14
misurato dal gestore 29,88
massimo Bref 31,97

Come si vede si potrebbero ottenere emissioni orarie 14 volte inferiori
con la migliore tecnologia.

E anche nella fase di colaggio ghisa e loppa le prestazioni sono
inaccettabili, se si fa riferimento all'art.8 del dlgs 59/2005, visto
prima. Infatti:

minimo Bref 0,42 g/t di ghisa
misurato dal gestore Ilva 40,1 g/t
massimo Bref 41,95 g/t

In poche parole se venisse adottata la migliore tecnologia in questa fase,
avremmo una diminuzione delle emissioni orarie di 95 volte. E la
commissione AIA ha approvato!

L'acciaieria ha emissioni di polveri anch?essa inaccettabile. Fuoriesce
dal range delle Bref il rapporto grammi di polvere per tonnellata di
acciaio:

Acciaieria, emissioni polveri
minimo bref 14 g/t di acciaio
massimo bref 143 g/t
stimato dal gestore Ilva post interventi 218,68 g/t

I valore di emissioni dell'acciaieria è ben 15 volte superiore a quello
consentito dalla migliore tecnologia.

Non va dimenticato infine il parco minerali. L'acciaio a Dangjin, nella
Corea del Sud, si fa con i parchi minerali coperti. Nelle intercettazioni
telefoniche appare chiara la preoccupazione dell'Ilva per i parchi e non a
caso il Sindaco non ha prescritto la copertura. E neppure Vendola e
Florido.

Di tutte queste sviste ne dovranno rispondere i componenti della
Commissione AIA, e in particolare quelli che dovevano rappresentare il
Comune, la Provincia e la Regione, per non aver tutelato gli interessi
della popolazione. Ma ne dovranno rispondere anche i decisori politici, a
cui spetta il compito di prendere le decisioni ultime e - se hanno scelto
tecnici compiacenti o disattenti o negligenti - ne rispondono anche essi
per non aver vigilato o per aver condiviso scelte che la magistratura ha
“bollato” come contrarie alla salute.

Quindi la nostra richiesta deve essere: applicare l'art. 8 del dlgs
59/2005 e quindi applicare le migliori tecnologie (quella indicate con
graande precisione nell'ordinanza della Todisco).

La loro adozione può prevedere un cronoprogramma, ma a PRODUZIONE FERMA e
impianti accesi. TECNICAMENTE SI POSSONO TENERE GLI IMPIANTI IN STAND BY,
li si può fermare da un punto di vista produttivo senza che si
distruggano, esattamente come si fa quando li si ferma per le
manutenzioni. Solo che in questo caso si tratterebbe di rifacimento
secondo i migliori standard previsti dalle Bref.


Per PeaceLink
Ing. Carlo Gubitosa
Prof. Alessandro Marescotti
www.peacelink.it


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