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Linux sbarca a Taranto, il futuro "morbido" del software nella terra del "duro" acciaio



Domani 15 novembre a Taranto, dalle ore 9 alle 18.30, si tiene il
convegno dal titolo "Software libero e licenze Creative Commons: libero
accesso a sapere e creatività". L'appuntamento è alla II Facoltà di
Scienze MM. FF. NN. (Quartiere Paolo VI, via Alcide De Gasperi). 


Ad organizzare l'evento - pubblicizzato con l'immagine del pinguino che
è logo di Linux - è il sindacato studentesco "Unione degli
universitari". La sessione mattutina va dalle ore 9 alle 13 e vedrà gli
interventi dei professori Vincenzo Vinciguerra e Alessandro Rubini, più
relazioni di esponenti della "comunità Linux" come Andrea Velardi, Luca
Greco e Nicola Masella. La sessione pomeridiana, dalle 14.30 alle 18.30,
sarà riservata a dimostrazioni pratiche e al dibattito.


I temi trattati saranno le licenze open e creative commons con uno
sguardo particolare al sistema operativo Linux.  "Le licenze di tipo
Creative Commons - si legge su Wikipedia - permettono a quanti detengono
dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al
pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi
di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene
privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti
(open content). L'intenzione è quella di evitare i problemi che le
attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione
delle informazioni".

L'iniziativa, che rientra nelle attività autogestite dagli studenti, ha
il patrocinio dell'Università di Bari, del Comune e della Provincia di
Taranto e della FLC-CGIL. 


--- INTERVENTO a proposito del convegno su Linux a Taranto ---

*** Linux, una rivoluzione che potrebbe dare più lavoro dell'Ilva ***

Linux  sbarca a Taranto, il futuro "morbido" del software nella terra
del "duro" acciaio. Linux è un sistema informatico alternativo a
Windows, gratuito, senza virus e perfettamente funzionante. Chiunque lo
può installare senza doverlo acquistare. Può essere la materia prima per
creare nuovi lavori a Taranto basati su una "materi prima" gratuita

---

Mentre scrivo questo articolo ho due computer sulla scrivania. Accendo
il primo. Parte con le sue schermate azzurre, con il cielo e le nuvole.
Funziona con Windows. Accendo il secondo computer. Ha una schermata
color cioccolata e c'è qualcosa di diverso che si nota subito. Non
appare la scritta "Windows" ma "Ubuntu". Funziona con Linux. Uso
precisamente la versione africana di Linux, denominata appunto "Ubuntu",
una parola che tradotta in italiano significa "la mia umanità è
nell'incontro con gli altri". Sono passato a Linux da un anno. E in
questi dodici mesi Non ho mai preso un virus. Infatti con Linux è
impossibile che il computer si infetti con i virus. Non ho l'antivirus.
Molti non ci credono che Linux non si infetti ma è assolutamente vero! E
il computer va benissimo, è stabile, funziona meglio che con Windows.

Se avessimo una classe politica diversa, più competente e lungimirante,
Linux sarebbe il futuro occupazionale di tanti giovani. E' infatti un
software gratuito che è corredato da centinaia di altri software
gratuiti. Così si acquista solo l'hardware e il software è gratis:
immaginate quale risparmio per la Pubblica Amministrazione. Enti locali,
scuole, uffici pubblici: a Taranto avremmo risparmiato almeno
duecentomila euro se non avessimo acquistato le licenze Microsoft o per
programmi antivirus. 

Il convegno su Linux che si tiene a Taranto è l'occasione per guardare
il futuro. Immaginate migliaia di giovani che invece di produrre acciaio
per tutto il mondo producono soluzioni informatiche per tutto il
pianeta. Giovani on-line che vengano richiesti sul web per le loro
competenze e che offrano soluzioni informatiche con programmi
disponibili gratuitamente. Giovani che costruiscano la new economy del
futuro e che esportino idee, professionalità e merci con il web.
Immaginate l'energia delle idee, ossia la potenza del software, priva
dei vincoli restrittivi del copyright commerciale. Immaginate una
potenza – fino a ieri accessibile solo alla Nasa o al Pentagono - di cui
oggi ogni giovane di talento può far uso con soli 500 euro. Immaginate
migliaia di smanettoni bravi e competenti che ribaltano la città, la
provincia e la regione. Che implementano Linux su ogni computer facendo
risparmiare vagoni di soldi, quelli che ad esempio Pubblica
Amministrazione, aziende e servizi pagano a Bill Gates per il benedetto
copyright. Immaginate Linux su ogni computer. E migliaia di ragazzi che
ci guadagnando sopra con le proprie consulenze e installazioni,
creandosi un lavoro con corsi di addestramento, divenendo consulente via
web e Skype rimanendo a Taranto o facendo viaggi ad hoc per poi
riportare nella città le proprie competenze e la propria fisicità. 

E' un sogno? No, è possibile. Anzi è la realtà che Taranto, la brutta
addormentata, ancora non ha scoperto. Passare dall'uso di Windows
all'uso di Linux è facile. Dovrebbe essere un compito per il domani di
tutte le scuole. I ragazzi imparano presto, forse prima del loro
insegnanti in queste cose. Forse non abbiamo fiducia nelle loro e nelle
nostre capacità, lo dico anche come docente. Ma l'India, partendo da una
situazione ben più arretrata della nostra, è riuscita a diventare un
gigante dell'informatica e centinaia di migliaia di esperti in software
sono indiani oggi. E verranno da noi ad insegnarci e a svegliarci.

Chi vede chiusa la "promessa occupazionale" dell'informatica si sbaglia:
l'informatica è innovazione. Presto volerà sui telefonini e sui palmari
e porterà Google fin nelle nostre tasche. Quando tutto questo arriverà a
Taranto saremo utenti rassegnati all'acquisto, ormai esclusi da una
rivoluzione che si compie altrove, negli Usa o in India, non a Taranto.
Non abbiamo capito che è in corso una poderosa rivoluzione che intreccia
nuove tecnologie e vecchie professionalità: da questa alleanza nasce
un'efficienza a volte moltiplicata per quattro. E genera combinazioni
multiple che generano occupazione a cascata in quanto innovazione dei
altri lavori "tradizionali" ma globalizzabili in rete.
Mentre scrivo questo articolo vedo in alto a sinistra una pallina blu e
azzurra che simboleggia il mondo: ci clicco su. Si apre il programma
Mozilla e navigo su Internet. Scrivo una pagina web che è potenzialmente
leggibile in tutto il mondo. E se ho buone idee, e se so l'inglese, mi
scrivono da tutto il mondo.

La rivoluzione sta nella combinazione fra innovazione e superamento
delle gabbie del copyright.

Windows è a pagamento, Linux è gratuito. Mentre Windows ha i codici di
programmazione segreti, Linux è "open source", ossia lo si può studiare
dal di dentro, è pubblico, non ci sono segreti industriali e così la
comunità dei programmatori lo può migliorare continuamente attraverso un
processo assolutamente trasparente e gratuito. Questo è il futuro. Un
futuro che serba più occupazione dell'acciaio. Perché basato su una
materia prima che è gratuita e che crea efficienza. L'efficienza è uno
dei prodotti di maggior pregio. Ma la costruzione di profili
professionali che "creano efficienza" con applicazioni informatiche ha
bisogno di cultura, di impegno e di ricerca. Tutto il contrario di ciò
che oggi a Taranto viene richiesto ad uno studente: tanto c'è mamma Ilva
che lo assume. 


Alessandro Marescotti

Presidente di PeaceLink