APPELLO COMMISSIONE - INIZIATIVE LUGLIO 2006



APPELLO PER UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA


In Italia, nel luglio del 2001, abbiamo vissuto quella che Amnesty
International ha definito "la più grave sospensione dei diritti democratici
in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
Quella ferita, inferta così violentemente il 20 e 21 luglio, ha lasciato
un'ennesima macchia di sangue nelle pagine della storia del nostro paese,
il sangue di migliaia di giovani umiliati, malmenati e torturati da coloro
che sarebbero stati addetti a preservarne la sicurezza; la vita rubata al
giovane Carlo Giuliani, vittima sacrificale di una mattanza indistinta.
La ferita dei giorni di Genova è rimasta aperta e dolorante nelle coscienze
di tanti italiani e italiane che ancora s'interrogano sulle responsabilità
politiche e materiali di quei gravi fatti, di chi si chiede come mai a
cinque anni di distanza ancora non si sia fatta chiarezza sulla linea di
comando, sulle inadempienze, sugli abusi di potere, sugli occultamenti di
prove o sulla loro invenzione.
Subito dopo quegli avvenimenti fu istituita una Commissione di indagine
conoscitiva bicamerale dotata di poteri d'indagine limitati. La natura
stessa della Commisione, nonché il breve tempo in cui si svolsero i lavori
(conclusi il 20 settembre 2001) denotano la volontà del governo di
centrodestra di chiudere velocemente la faccenda, auto-assolvendosi agli
occhi del Paese. Tale Commissione ha conseguentemente prodotto solo una
sommaria e lacunosa ricostruzione dei fatti accaduti a Genova, senza
arrivare ad una ricostruzione puntuale degli avvenimenti.
Anche i successivi eventi processuali (a cominciare dalla archiviazione
dell'omicidio di Carlo Giuliani) sono risultati viziati dalla stessa
logica: chiudere la "pratica Genova" nel più breve tempo possibile. Si sono
dunque banalizzati i fatti, riconducendoli ad una logica di "manifestanti
violenti" contrapposti a "sporadici eccessi delle forze dell'ordine". Tutto
questo col risultato di non poter vedere la precisa linea di repressione
del dissenso di cui Genova ha costituito l'episodio più grave, seguito da
altri meno noti ma non per questo meno inquietanti. Seguendo il solco
ideale del disinteresse tracciato dalla Commissione parlamentare, possiamo
leggere non solo le vicende processuali, ma anche la grave distrazione dei
maggiori media italiani, che stanno lasciando scivolare i processi in corso
per i fatti di Genova nella più completa apatia.
Se il nuovo governo vuole imprimere una svolta democratica al nostro paese,
da qui deve cominciare, perché non può esserci futuro democratico laddove
una macchia così grave viene lasciata alle spalle, perché non può esservi
saldezza di diritti in un paese in cui rimangono troppi dubbi sull'omicidio
di un giovane ad una manifestazione.
Il giorno dell'insediamento del nuovo governo è stato ripresentato al
Senato un disegno di legge sostenuto da 60 senatori e senatrici che prevede
l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui giorni del G8 che abbia
gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, che possa cioè utilizzare
tutti gli strumenti utili ad acquisire informazioni necessarie al
raggiungimento della verità. Analoga iniziativa è in corso alla Camera dei
deputati, con la possibilità quindi di ottenere una Commissione bicamerale,
che avrebbe ancora più peso politico. E' urgente che questo disegno di
legge venga discusso al più presto dal Parlamento per essere approvato e
l'inchiesta possa rapidamente partire.
E' necessario che tutti e tutte coloro che in questi anni hanno condiviso
la lotta per ottenere verità e giustizia si impegnino a far si che ciò
avvenga. Bisogna insistere affinché ogni parlamentare si senta in dovere di
assolvere una richiesta forte proveniente dal paese: nessuna lungaggine
burocratica, nessun ostacolo dovrà frapporsi questa volta all'istituzione
di un organismo, realmente aperto all'ascolto di tutti i soggetti che hanno
faticosamente lavorato in questi anni alla ricostruzione dei fatti, e che
possa dunque far luce sul black out di civiltà che ha investito il nostro
paese nel luglio del 2001.

Chiediamo a tutti e tutte di impegnarsi attivamente affinché si possa
finalmente in questo Paese, almeno su questa vicenda, restituire alle
parole verità e giustizia il loro significato.

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RICOMINCIAMO DA GENOVA


Mercoledì 19/07 DEMOCRAZIA E MOVIMENTI
ore 15.30 Inaugurazione mostra Diritti Negati
ore 17.30 Ne parliamo con...
ore 21.00 Parlano le comunità genovesi di migranti
ore 22.30 L'AMERICA NON ESISTE IO LO SO PERCHE' CI SONO STATO

Giovedì 20/07 PER NON DIMENTICarlo
ore 15.00 Musica e poesia, con trampoli e sorprese in Piazza Alimonda con
la partecipazione di tanti amici:
Alessio Lega, All Jurassic, Les anarchistes, Cisco e Guido Foddis, Luca
Lanzi e Casa del vento, le sorelle Fennec con Roberto Giuliani, Renato
Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones, Pierugo Marika e Fabio...
... e con finale giullarata musicale:
(Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers
di e con Giulio Cavalli
alla fisarmonica Guido Baldoni
ore 22.30 CONCERTO DI CAPAREZZA E ASSALTI FRONTALI

Venerdì 21/07 DEMOCRAZIA E REPRESSIONE
ore 16.00 Presentazione libro
ore 17.30 Ne parliamo con...
ore 20.00 Cena organizzata dal Comitato Verità e Giustizia per Genova
ore 22.00 Fiaccolata alla Diaz

Sabato 22/07 DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE
ore 15.30 Ne parliamo con...

Segnaliamo che Sabato 22 alle ore 9.30 presso il Teatro Instabile (via
Cecchi 4) si terrà l'incontro Ripartire da Genova per il ritiro
dall'Afghanistan.

Primi firmatari: Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Marco Bersani,
Antonio Bruno, Donatella Della Porta, Tommaso Fattori, Alessandra Mecozzi,
Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Tonino Perna, Riccardo Petrella, padre
Giuseppe Pirola, Anna Pizzo, Raffaele Salinari, Gigi Sullo, Danilo Zolo.

Per adesioni <mailto:ritiroafghanistan at gmail.com>ritiroafghanistan at gmail.com



TI ASPETTIAMO!
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iniziative luglio 2006:
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