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La storia del movimento antimafia di Umberto Santino



Ai mezzi d'informazione

La storia del movimento antimafia di Umberto Santino:
un'opera di fondamentale importanza

Il recente libro di Umberto Santino, Storia del movimento antimafia
(Editori Riuniti, Roma 2000), costituisce un contributo di fondamentale
importanza per gli studiosi e per quanti sono impegnati contro i poteri
criminali.

L'autore
L'autore, fondatore e direttore del Centro siciliano di documentazione
"Giuseppe Impastato" di Palermo, è da decenni uno dei più autorevoli
studiosi del potere mafioso oltre che uno dei più rigorosi, nitidi e tenaci
militanti del movimento antimafia.
Alcuni suoi saggi e volumi hanno costituito materiali e strumenti decisivi
per quanti sono impegnati contro il potere mafioso: il suo saggio su La
mafia finanziaria resta un punto di riferimento fondamentale; ed
imprescindibili sono altresì il volume su La violenza programmata (scritto
con Giorgio Chinnici) e quello su L'impresa mafiosa (scritto con Giovanni
La Fiura); e vari altri suoi testi potrebbero citarsi ancora (ad esempio
l'agile e denso volumetto La mafia interpretata).

Il libro
Le quattrocento pagine della sua storia del movimento antimafia si
articolano in tre parti: la prima parte, "Il movimento contadino e la lotta
contro la mafia", abbraccia un arco di tempo che va dai Fasci siciliani, al
fascismo, al secondo dopoguerra; la seconda parte, "Un periodo di
transizione", è sul cruciale periodo di transizione negli anni '60-'70; la
terza parte, "L''impegno della società civile", analizza la lotta contro la
mafia dagli anni '80 a oggi. Il volume contiene anche un'appendice sulle
associazioni e le iniziative antimafia in Italia, essenziale repertorio di
punti di riferimento in tutto il territorio nazionale.

I compiti attuali
Nelle pagine conclusive del libro, analizzando i compiti del movimento
antimafia nel "villaggio globale" l'autore scrive: "I punti fondamentali di
un programma che vada oltre l'avvenimento e si proponga di costruire
un'alternativa complessiva alle mafie e alla società mafiogena, a partire
da esperienze già fatte o in corso, sono stati più volte indicati. Anche se
non mi pare il caso di dettare un "decalogo del perfetto antimafioso",
provo a riassumerli:
- sul piano conoscitivo, avere una conoscenza adeguata dei fenomeni
criminali e della realtà in cui essi si sono formati e sviluppati,
fornendosi degli strumenti necessari e contribuendo, sulla base delle
proprie conoscenze ed esperienze, ad arricchire il patrimonio di analisi;
- sul piano economico, boicottare le attività illegali e contribuire alla
crescita dell'economia legale, sapendo che il mercato non è un toccasana e
che occorre porre l'accento sulla socialità dell'economia, cioè sulla sua
finalizzazione al soddisfacimento dei bisogni;
- sul piano politico, vivere la democrazia non solo nelle scadenze rituali,
ma quotidianamente, cioè sviluppare le forme di partecipazione e di
controllo delle istituzioni, individuare e denunciare tutte le forme di
collusione con la criminalità e di criminalità interna, praticare il
pluralismo dei poteri (quello che ho chiamato lo "Stato diffuso");
- sul piano sociale, creare e rafforzare il tessuto della società civile,
partecipando al controllo del territorio con forme di vigilanza dal basso e
con la diffusione della rete di servizi;
- sul piano culturale ed educativo, agire sui comportamenti della vita
quotidiana, dare concretezza alla scelta della nonviolenza, democratizzare
la scuola ed aprirla al territorio;
- sul piano etico, elaborare e praticare un'etica comune, al di là delle
fedi religiose e dei codici ideologici, fondata sul pluralismo e il
rispetto delle diversità, sulla concretezza, sul fare e non solo sul non
fare, sull'impegno comunitario, sulla radicalità e il conflitto e non
sull'unanimismo che rischia di condannare e assolvere tutti, sul qui e ora
e non sull'attesa di un improbabile futuro.
Come si vede, più che un vademecum per il militante di un movimento a
tematica specifica, si tratta di indicazioni per il cittadino che vuole
vivere in piena consapevolezza la propria cittadinanza e sa che il problema
delle mafie è uno dei più gravi del nostro tempo, intrecciandosi con
l'economia, con il potere e con la vita quotidiana".

Umberto Santino con questo volume ha scritto la prima completa e rigorosa
storia del movimento antimafia mettendovi a frutto la sua straordinaria
competenza scientifica e la sua altrettanto staordinaria esperienza di
militante, riuscendo così a compiere una ricognizione del movimento
dall'interno, ad un tempo partecipe e rigorosamente fondata, dando una
lettura critica e contestuale delle vicende esaminate, proponendo non solo
una descrizione di grande precisione e completezza, ma altresì una analisi
penetrante di grande efficacia euristica. E' un libro che occorre leggere e
studiare,valorizzare come occasione di incontri di sensibilizzazione,
informazione, riflessione, discussione; incontri che di per sé già
costituiscono altrettante azioni concrete contro i poteri criminali.

Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
tel. e fax 0761/353532

Viterbo, 13 luglio 2000