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Marcos e Dalla Chiesa



Riccardo Orioles, nel numero 29 della sua e-zine "catena di S.Libero", ha
scritto:

Valeria wrote:
<Sinistra. Le dimissioni del capitano Ultimo. Non riguardano i
carabinieri, riguardano la sinistra>. Spiegami bene, per favore. 
<Dalla Chiesa e il comandante Marcos dietro la scrivania>. Cosa
significa questa frase? Chi e' il comandante Marcos? Perche' starebbe
come Dalla Chiesa dietro alla scrivania?  Secondo te cosa hanno in
comune questi personaggi?
<La guerra contro Riina e i suoi padroni, molto simili a quelli della
Bolivia ai tempi del Che>. Spiegami anche questo.
-- La mafia non e' affatto un gruppo di delinquenti isolati. E' il 
braccio armato, e lo e' da quasi cent'anni, dei grandi signori
siciliani (ormai non piu' solo siciliani): originariamente i grossi
proprietari terrieri, poi gruppi di politici e imprenditori. In
Sicilia, come in Sudamerica, c'e' sempre stata una contrapposizione
durissima fra grandi proprietari e contadini; in Sudamerica, per
reprimere i contadini, usavano gli squadroni della morte e le dittature
militari; in Sicilia, la mafia. Passando gli anni, questa
contrapposizione si e' "modernizzata", ma e' rimasta essenzialmente la
stessa.
Il generale dalla Chiesa era un generale dei carabinieri, piemontese,
che fu mandato in Sicilia per combattere la mafia. Fu tradito dal suo
stesso governo e alla fine fu isolato e ucciso, insieme a sua moglie,
dai mafiosi; ma si batte' molto bene, e io credo fermamente che sia
morto per difendere i siciliani contro la tirannia dei padroni mafiosi. 
Il comandante Marcos ("subcomandante", si definisce lui: ci tiene a
restare subordinato all'assemblea dei contadini) invece e' un
professore messicano che ha lasciato la carriera per andarsene sulla
montagna a farre la guerriglia insieme ai contadini, come Che Guevara.
Il ritratto di dalla Chiesa e quello di Marcos si trovano - si trovavano 
- insieme dietro la scrivania del capitano Ultimo. Io credo che stessero 
molto bene insieme. E che facciano capire una cosa civilissima, cioe'
che si puo' essere carabinieri e far rispettare la legge non piu', come
un tempo, per mantenere i privilegi dei signori, ma per difendere e
rivendicare i diritti delle persone comuni.
Per me, che da giovane ero in Lotta Continua (e non ne sono pentito
affatto) non e' stato facile capire tutto questo. Per noi i carabinieri
erano quelli che ci picchiavano nelle manifestazioni. Ma poi, facendo
antimafia, li ho trovati al mio fianco. Hanno combattuto come noi
compagni (un mio amico, pure lui di Lotta Continua, e' stato ammazzato
dai mafiosi nel 78), hanno rischiato la pelle, spesso sono morti.
Percio' io dico che carabinieri cosi' (e Ultimo e' un esempio) sono
sicuramente "di sinistra". Non della sinistra chiacchierona e venduta
d'oggigiorno, ma della sinistra profonda, la sinistra vera, quella che
lottava per i lavoratori. La sinistra futura non sara' fatta da grandi
politici chiacchieroni ma da persone normali, magari di idee diverse,
ma pronte a lavorare, per il bene di tutti, tutte insieme. Tu, io,
Ultimo... e tanti altri.