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accesso a internet: la rendita ottusa del gestore



dal manifesto di domenica 17 settembre 2000
 La rendita ottusa del gestore
 La tariffa urbana a tempo strozza la crescita di Internet in Italia 

 Cadono i prezzi dei computer, diventano facili da usare le macchine per
 andare in rete, e tuttavia un fattore costo continua a essere ben
 presente, almeno in Europa. Questo rallenta la crescita delle attività
 telematiche - anche di quelle profittevoli - e diventa un elemento di
 discriminazione sociale basata sul censo. Si tratta del micidiale scatto
 telefonico: per quanto ora rallentato, resta il fatto che chi telefona a
 voce, così come chi usi la sua connessione telefonica casalinga per
 navigare nell'Internet, paga una tariffa che dipende dalla durata. In
 Italia la curva non è lineare (non è strettamente proporzionale al
 tempo), perché più si allunga la telefonata, meno si paga per ogni
 frazione di tempo, ma il risultato è comunque pesante, in termini di
 bolletta.
 Diversamente vanno le cose negli Stati Uniti (ma anche a San Marino,
 per quanto riguarda l'Internet): gli abbonati pagano solo il canone
 mensile e per il resto possono telefonare o navigare 24 ore su 24, senza
 aggravio dei costi. Il motivo ufficiale dell'introduzione della tariffa a
 tempo era legato originariamente alla scarsità delle risorse: se troppi
 telefonano e lo fanno troppo a lungo, allora la rete telefonica si intasa e
 non è in grado di soddisfare i suoi clienti. Dunque far pagare il tempo è
 un modo per poter accontentare tutti, disincentivando le telefonate
 troppo lunghe.
 Ciò era vero una volta e non lo è più oggi. Non vale per la distanza né
 per la durata. Se la vostra azienda telefonica vi dice che telefonare a
 New York è "ovviamente" più costoso che telefonare a Sesto San
 Giovanni, sappiate che racconta una bugia: l'abbondanza di banda
 telefonica (la capacità trasmissiva di un canale) che attraversa gli
 oceani fa sì che non ci siano significative differenze di costo nel
 trasportare la nostra voce verso le due località. E lo stesso oramai
 comincia a essere vero per il tempo delle chiamate: tutte le reti
 telefoniche sono soggette a dei potenziamenti prima impensabili e
 oramai la banda passante è già, in moltissimi casi, una risorsa
 abbondante. E' esattamente questo il terreno su cui i governi
 interessati allo sviluppo della rete potrebbero intervenire. Qualcosa
 tentò anche il centro sinistra, ottenendo tre anni fa da Telecom Italia
 una speciale tariffa molto scontata per i collegamenti Internet da casa.
 Fu una buona iniziativa che la nuova Telecom privatizzata si è affrettata
 ad abolire.
 Dunque nell'impotenza dei governi rispetto alle telecom private, non
 resta che sperare nell'interesse egoistico delle stesse: se queste
 aziende puntano allo sviluppo del commercio elettronico, devono sapere
 che esso non crescerà mai se incombe la mannaia del contasecondi: nei
 supermercati non si va con il cronometro in mano, anzi essi vengono
 progettati con cura per farci passare più tempo possibile al loro interno,
 sicuri che, se non abbiamo fretta, qualcosa finiremo per comprare. Non
 per caso alcuni di loro offrono anche il posteggio gratuito alla gentile
 clientela. Sull'Internet europea invece, gli avidi carrier telefonici
 vorrebbero sia farti pagare il posteggio che farti comprare tanta merce e
 i due obbiettivi sono ovviamente incompatibili.