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documento sindacale
giro anche questo documento
mi scuso per la pertinenza 'politica' ma riassume alcuni punti del
problema
relativamente alla educazione degli adulti che sono spesso
pressocche' ignorati dalla scuola stessa
e dagli operatori ad essa collegati
che dire? dopo aver saccheggiato letteralmente
il patrimonio di pratiche, metodologie e progetualita'
in questi anni cresciuto nell'eda, ora si punta ad una cancellazione
delle risorse pubbliche a cui quasi certamente, io temo, corrisponderanno
forme,
maggiormente controllabili, precarie e sporadiche di
''privatizzazione''
degli interventi per gli stranieri
saluti
luisa
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15 maggio 2009 - Documento unitario FLCGIL, CISL Scuola, UIL Scuola
Le osservazioni e le proposte di seguito avanzate, e riferite al
Documento di base per la discussione avente per oggetto: Ridefinizione
dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione degli
adulti, ivi compresi i corsi serali, previsti dalla vigente normativa,
presentato in occasione dell’incontro del 21 aprile, sono frutto del
lavoro congiunto di FLCGIL, CISL Scuola e UIL Scuola.
Il documento proposto, che avvia il necessario confronto con le
organizzazioni sindacali, offre alla discussione esclusivamente
l’istruzione degli adulti governata dallo Stato rispettando pienamente le
prerogative assegnate dal nuovo titolo V della Costituzione agli altri
soggetti istituzionali coinvolti nella governance di questo strategico
segmento formativo. Proprio per questo si ritiene indispensabile
l’apertura di una fase di concertazione istituzionale, con tali soggetti
al fine di definire un quadro completo delle diverse tipologie di offerta
formativa nell’ambito di una definizione di un sistema complessivo di
apprendimento permanente.
Nel merito analiticamente:
Identità dei CPIA
Si prende atto della scelta operata dall’Amministrazione in merito ai
caratteri identificativi dei CPIA, quale luogo di erogazione di una
offerta di istruzione e formazione finalizzata al conseguimento di un
titolo di studio. Appare evidente l’esclusione dei corsi brevi e modulari
attualmente prevalenti nell’attività dei CTP, nonché la conferma nel 16°
anno di età quale requisito di accesso ai percorsi di istruzione degli
adulti.
La collocazione dei CPIA nel sistema di istruzione secondaria di secondo
grado non può essere motivo ostativo per l’avvio di queste strutture già
dall’anno scolastico 2009/10, soprattutto per quelli già istituiti
formalmente, per i quali il prossimo anno scolastico potrebbe
rappresentare una vero e proprio momento di sperimentazione; a tal fine
si chiede espressamente la revoca della nota MIUR prot. 1033 del 22
aprile u.s. che, tra l’altro, pone questioni di dubbia legittimità in
ordine alle prerogative assegnate alle Regioni in materia di
programmazione dell’offerta formativa nel territorio.
La tipologia individuata (secondaria superiore) per la funzionalità di
questa istituzione formativa non ne deve pregiudicare l’organizzazione,
infatti l’applicazione rigida dei parametri sul dimensionamento in questo
caso, diventerebbe fortemente penalizzante per gli obiettivi formativi
enunciati in premessa. Il concetto di rete, fino ad oggi utilizzato quale
mezzo per mettere in sinergia le risorse di più scuole, è inteso quale
coordinamento di erogazione dell’offerta formativa.
Si potrebbe ipotizzare che le stesse scuole autonome possano individuare
sul territorio sedi opportune, anche esterne agli istituti scolastici,
ovviamente nel rispetto dei requisiti di sicurezza, per assicurare la più
ampia diffusione dell’offerta formativa, elemento che ha rappresentato
uno dei capisaldi dello sviluppo dell’educazione degli adulti negli anni
passati.
Negli organi collegiali deve essere garantita la specificità dell’utenza;
vanno, inoltre, chiarite la composizione e le specifiche competenze dei
consigli di classe e/o di livello.
L’opportunità offerta ai Centri di poter realizzare percorsi di I e II
livello che riguardano tutti i titoli di studio del sistema ordinamentale
(primo ciclo d’istruzione, certificazione dei saperi e delle competenze
relative all’obbligo d’istruzione, diplomi), la possibilità data ai CPIA,
in autonomia, di poter ampliare la propria offerta formativa in piena
sintonia con le Regioni e gli EELL, non trova la giusta corrispondenza
nell’assetto organizzativo dei percorsi, infatti i periodi didattici sono
declinati solo rispetto alle competenze ed alle conoscenze dei percorsi
di istruzione tecnica e professionale; in questo contesto va valutata
l’opportunità di considerare un elenco completo dei titoli
acquisibili.
Non si fa espresso riferimento ai corsi per la conoscenza della lingua
italiana destinata agli immigrati, fenomeno alquanto diffuso nel nostro
Paese, e che richiederebbe una maggiore attenzione in questa fase di
definizione di un sistema di istruzione che si prefigge l’inclusione
della popolazione immigrata.
In questo senso appare superfluo ricordare che la funzionalità dei nuovi
Centri dovrà disporre di adeguate risorse finanziarie e professionali
secondo un modello di organico funzionale che non può essere calcolato
con un freddo rapporto numero di allievi/ numero di ore delle
discipline.
Resta debole l’intenzione di individuare un sistema che riesca ad
intercettare la richiesta silente di formazione; le sole attività di
accoglienza ed orientamento previste non possono essere sufficienti per
promuovere l’apprendimento degli adulti nel nostro Paese.
Assetto didattico dei percorsi
La mancanza di declinazione dei periodi didattici e livelli rendono
alquanto vaga e insufficiente la definizione dell’assetto
didattico.
Appare complessa e poco flessibile l’articolazione dei livelli e dei
periodi didattici; risulta, inoltre, confusa la determinazione del tempo
scuola (400 h incrementabili fino a 600) dedicato al primo periodo
didattico.
La riconduzione dell’orario del secondo periodo didattico al 70% di
quello ordinamentale vigente nei corsi serali, a parere delle scriventi
OO.SS, può rappresentare l’implicito riconoscimento delle competenze non
formali acquisite dall’adulto; inoltre si dovrebbero trovare soluzioni di
flessibilità nell’articolazione dei due bienni al fine di soddisfare le
esigenze anche con corsi semestrali.
Non si rileva alcun riferimento alla quota del 20% di flessibilità
curriculare derivante dall’autonomia (DPR 275/99 e successive
disposizioni).
Assetto organizzativo dei percorsi
L’assetto organizzativo descritto ed in particolare le unità di
apprendimento, i gruppi di livello e il“Patto Formativo Individuale”
dovrebbero favorire le sviluppo e l’efficacia dell’offerta
formativa.
Altrettanto importante appare la possibilità di accertare il livello di
conoscenze, abilità e competenze e la valorizzazione del patrimonio
culturale e professionale della persona.
La possibilità definita in premessa di istituire anche corsi liceali per
adulti non può essere dispersa, tutto l’assetto organizzativo è declinato
rispetto ai soli istituti tecnici e professionali. Gli elementi
innovativi previsti presuppongono una fase di sperimentazione, come
transizione da vecchia a nuova organizzazione.
Nello specifico dei corsi serali la FLCGIL, Cisl Scuola e UIL Scuola,
ravvisano la necessità di avviare gradualmente il passaggio dal modello
ordinamentale e curriculare vigente ai nuovi percorsi anche per
rispettare le scelte già esercitate dagli utenti.
Titoli, certificazione e valutazione
Se può sembrare scontato il conseguimento dei titoli attraverso gli
esami di Stato, non può sfuggire l’importanza della certificazione delle
competenze-chiave in esito a ciascun periodo didattico ed in particolar
modo la valorizzazione delle competenze comunque acquisite nei contesti
formali, non formali ed informali; a tal fine serve costruire un sistema
di standard di riferimento che evitino difformità nella valutazione degli
apprendimenti e favoriscano l’impostazione su base flessibile dei
percorsi.
Organici
I parametri proposti appaiono generici dal punto di vista
quantitativo, e secondo FLCGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, poco adeguati
allo specifico bisogno formativo.
Il parametro ipotizzato (10 docenti per 120 allievi) si riferisce al
personale insegnante della scuola secondaria escludendo i docenti di
scuola primaria; una dimenticanza?
Sono del tutto assenti i riferimenti alle classi di concorso e alle
classi di abilitazione all’insegnamento.
Per il personale ATA, ed in particolar modo per quello ausiliario,
necessitano parametri che tengano in debito conto l’articolazione diffusa
nel territorio.
Strumenti giuridici per un ordinamento flessibile
L’importanza e la complessità dell’ambito oggetto di intervento nel
quadro del necessario rilancio delineato in numerosi documenti
dell’Unione e del Consiglio Europeo richiede un costante confronto con le
organizzazioni sindacali sia per quanto attiene la messa a punto di
strumenti giuridici quali ad esempio: il riconoscimento dei crediti per i
quali devono essere individuati scrupolosi criteri, la personalizzazione
dei percorsi di studio, l’attività di accoglienza e orientamento, la
possibilità di fruire una parte del percorso in modalità FAD e le linee
guida per la valutazione, certificazione e rilascio dei titoli nonché gli
indicatori per la valutazione e l’autovalutazione dei CPIA, dovranno
essere oggetto di specifici provvedimenti ministeriali sui quali sin
d’ora FLCGIL, CISL Scuola e UIL Scuola chiedono un confronto di
merito.
Le risorse professionali costituiscono l’elemento centrale per la
qualificazione del servizio, le stesse organizzazioni ritengono pertanto
che tutte le questioni relative all’organizzazione del lavoro e
all’impiego delle professionalità, anche quelle attualmente presenti nei
CTP, devono essere ricondotte in sede negoziale.
E’, inoltre, indispensabile individuare misure di accompagnamento
(aggiornamento, ricerca e sperimentazione) idonee a sostenere
efficacemente tali innovazioni di sistema.
Monitoraggio e valutazione di sistema
Positiva la previsione di un’azione costante di monitoraggio e
valutazione, operata attraverso l’ANSAS e l’INVALSI, oggetto di apposito
rapporto triennale da rendere al Parlamento.