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la green economy batte la old economy



da terra.it
 
Dossier La green economy batte la old economy.
 
Uno studio rivela: in Europa sono 3,4 milioni i posti di lavoro ecologici contro i 2,8 che pesano sulle spalle del pianeta

L'economia verde batte la crisi. Parola di Wwf
Daniele Di Stefano
La green economy, quella dell'efficienza energetica, del trasporto pulito, del solare e dell'eolico, batte la old economy inquinante, quella dell'elettricità prodotta col carbone, del gas, delle attività estrattive, del cemento e delle industrie del ferro e dell'acciaio. In Europa sono almeno 3,4 milioni i posti di lavoro verdi, contro i 2,8 milioni che, invece, gravano pesantemente sulle spalle del pianeta.
Lo spiega un nuovo studio del Wwf, Low carbon jobs far Europe (Lavori a basso contenuto di carbonio per l'Europa), presentato ieri alla vigilia della riunione a Bruxelles del Consiglio europeo che, domani e dopodomani, sarà chiamato a definire misure per ridurre le emissioni inquinanti.
Gli ambientalisti confermano che l'economia low carbon è solo all'inizio della sua espansione, mentre le industrie che inquinano e consumano il territorio sono sul viale del tramonto. 1 dati dicono «chiaramente chi sono i vincitori della sfida e dimostrano che le politiche e le tecnologie "amiche del clima" danno un contributo fondamentale allo sviluppo dell'economia», ha spiegato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia. «Se la politica continuerà a supportare le industrie che invece contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, l'Europa dovrà affrontare costi altissimi sia per l'economia che per l'ambiente». E il nostro Paese? Una domanda che sempre più suona retorica: «Per l'Italia i numeri parlano chiaro - spiega l'associazione del panda -: nel solare fotovoltaico offre appena 1.700 posti di lavoro, contro i 42.000 della Germania e i 26.800 della Spagna. Nel solare termico siamo a 3.000, contro i 17.400 dei tedeschi».
Complessivamente in Europa, secondo le stime del Wwf, 400mila persone sono impiegate nel settore delle energie rinnovabili. Circa 2,1 milioni nella mobilità sostenibile e oltre 900mila in beni e servizi per l'efficienza energetica. Si va dalla produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche o pannelli solari, al lavori per il miglioramento dell'efficienza energetica negli edifici esistenti. Tutti settori che «stanno registrando una crescita significativa», ricorda il Fondo mondiale per la natura. Accanto a questi, ci sono poi altri cinque milioni circa di addetti nell'indotto.
Se l'Italia conferma di essere un Paese arretrato rispetto alle potenzialità della green economy, in Europa le regine della low carbon ìndustry sono Germania e Spagna (per quanto riguarda 1 eolico e il solare), affiancate dalla Danimarca (soprattutto eolico). Un dato parzialmente positivo per il nostro Paese viene - Fiat docet - dal settore della mobilità, «dove Francia e Italia hanno la migliore offerta di veicoli a basse emissioni di carbonio». Purtroppo però, spiegano gli ambientalisti, «questo dato si scontra col fatto che resta assolutamente inadeguata l'offerta di trasporto pubblico capace di offrire benefici ambientali nettamente superiori a quel-
li del trasporto privato», anche quello che usa veicoli più efficienti.
Questo nuovo rapporto realizzato dal Wwf vuole essere imo sprone per i governi: alla vigilia di un delicato Consiglio europeo l'associazione chiede che l'Unione europea definisca impegni seri per ridurre le proprie emissioni di gas serra e orientarsi verso un'economia verde. «Nei prossimi giorni, l'Europa ha l'opportunità di fare dav-
vero qualcosa per migliorare la percezione comune che gli Stati membri siano bravi a fare promesse ma decisamente scarsi nel mantenerle», dice Ma-riagrazia MiduIIa, responsabile Clima ed energia del Wwf Italia. «Il Consiglio deve ribadire l'impegno dell'Europa nellattuare tagli alle emissioni tali da mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi. Così facendo ha anche la grande occasione per lanciare davvero la nuova economia pulita e prepararsi alla nuova rivoluzione industriale - continua l'ambientalista - che permetterà di uscire dall'attuale crisi e coniugare benessere e ambiente: lavorare per la sfida del clima può rappresentare l'occasione per sviluppare i motori dell'economia e del lavoro del futuro»