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"Vedi alla voce sostenibilità"
Intervento di Edo Ronchi sull'Unità del 07.09.2005
L’Italia ha basato una parte rilevante del proprio sviluppo sulle risorse, sulle capacità, sull'iniziativa del ricco tessuto delle sue città e dei suoi territori. Il carattere locale dello sviluppo italiano è stato più forte e accentuato rispetto agli altri grandi Paesi europei: più forte è stata l'incidenza delle piccole imprese che, con lo sviluppo dei distretti, hanno puntato alla caratterizzazione territoriale di produzioni di qualità, oppure all'integrazione verticale di cicli produttivi su scala locale, articolati in diverse unità produttive di piccole dimensioni, ma con elevata produttività.
È innegabile che da qualche anno anche il tessuto dello sviluppo locale sia in forte difficoltà: nell'economia globalizzata si è fatta più forte la concorrenza ed i nostri sistemi di sviluppo locale non riescono a reggere il nuovo ritmo dell'innovazione di processo e di prodotto, né a far fronte alla richiesta di nuova e maggiore qualità sia dei servizi di supporto, sia dei beni collettivi del territorio. Vorrei in questa sede sostenere,in modo necessariamente sintetico, che non solo (a me pare ovvio) il possibile rilancio dell'Italia richiede come condizione necessaria, anche se probabilmente non sola e non sufficiente,una nuova ripresa dello sviluppo locale, ma che la sostenibilità locale può dare una spinta decisiva a tale ripresa .
La sostenibilità come visione non ha origini economiche: si afferma a partire dalla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio, all'inizio degli anni novanta, per affrontare i problemi ambientali globali insieme alla povertà. Solo successivamente, col procedere della globalizzazione, essa ha evidenziato anche le positive ricadute economiche,di nuove possibilità di sviluppo. La crescente rilevanza delle problematiche ambientali, emblematicamente evidenziata dai cambiamenti climatici, e la limitatezza delle risorse naturali disponibili, richiamata dalla fine dell'epoca del petrolio abbondante e a basso costo,pongono il tema della sostenibilità (ecologica,ma anche sociale ed economica)dell'attuale sviluppo in termini concreti e fortemente attuali e spingono verso il risparmio, l'uso efficiente dell'energia e delle risorse naturali, verso processi produttivi e modelli di consumo a più basso impatto e a minor spreco di risorse.
Le iniziative per lo sviluppo sostenibile locale hanno ormai in Italia un solido radicamento:l'Italia detiene il record europeo di Agende 21 locali: nel 2004 sono stati censiti (indagine Focus lab) ben 1300 progetti in atto, legati alle Agende 21, di sviluppo sostenibile locale. In un terreno già arato e fertile si potrebbero seminare e far crescere molte nuove iniziative, utilizzando l'ampia strumentazione delle politiche di sostenibilità locale,estendendo le buone pratiche e le migliori tecniche disponibili.
Vediamo, in sintesi, quali sono gli input che possono provenire da un processo di Agenda 21 locale. C'è intanto una conoscenza preliminare delle problematiche dello sviluppo locale e, poi, la costruzione di una visione condivisa delle sue prospettive: non si può lasciarsi andare, affidandosi alle dinamiche spontanee in atto,occorre che, nei diversi territori,città o zone, gli attori locali siano protagonisti di un progetto di sviluppo del proprio territorio.
Il metodo della partecipazione dei portatori di interessi (stakeholders) locali, meglio se associati, con una attiva collaborazione fra pubblico e privato,metodo decisivo nei processi di Agenda 21, è cruciale per il rilancio dello sviluppo locale.
Occorre poi definire un piano d'azione con target precisi, individuati e perseguiti attivando competenze e saperi di singoli, ma anche di Università ed Enti di ricerca, valorizzando le buone pratiche e le migliori tecniche disponibili. L'attuazione del piano operativo per lo sviluppo sostenibile locale richiede la messa a punto degli strumenti operativi, della loro efficacia, richiede una valutazione preventiva, una in itinere ed una verifica dei risultati: un generale miglioramento della governance locale.
Le buone pratiche e le migliori tecniche vengono inquadrate nella visione tipica della sostenibilità (life cycle thinking) che comporta l'attivazione di una vasta gamma di strumenti:dalla gestione integrata delle diverse problematiche,alle politiche integrate di prodotto,dalle azioni per qualificare l'offerta (etichettature, certificazioni di processo, miglioramento continuo ed eco-progettazione), a quelle per orientare e qualificare la domanda. Si possono fare molti esempi, in vari settori, di interventi orientati alla sostenibilità: dal recupero al riuso del patrimonio edificato, dall'agricoltura di qualità integrata col turismo, la manutenzione del territorio, la produzione di energia rinnovabile, dai processi produttivi ed i prodotti certificati, ad esperienze innovative di mobilità sostenibile, dall'efficienza e dal risparmio energetico all'utilizzo di fonti energetiche locali pulite e rinnovabili, dal recupero e riciclaggio dei rifiuti urbani,inerti e industriali, alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e paesistico. In tutti questi settori, ed in molti altri, si tratta (in diversi paesi europei) di processi in atto, ancora limitati, ma reali e che già impegnano molti amministratori avveduti, spesso affiancati da tecnici, università ed enti di ricerca,con frequenti collaborazioni col mondo delle imprese, con associazioni e sindacati. La capacità di agire localmente rappresenta una straordinaria risorsa del nostro Paese: la sostenibilità locale può diventare un moltiplicatore per questa risorsa, promuovendo innovazione, nuovi servizi di supporto ed una più elevata qualità dei beni comuni del territorio.
È fin troppo facile verificare come e quanto la politica delle destre abbia compresso tale potenzialità. Sarebbe bene che il centrosinistra, insieme alla maggiore consapevolezza che dimostra riguardo al potenziale dello sviluppo locale, che del resto contribuisce a renderlo largamente prevalente nei governi di Comuni, Province e Regioni, cogliesse, con più slancio e convinzione, il potenziale innovativo e di qualità della sostenibilità locale.