[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]
le gioie della vita
"... Fino a vent'anni fa la maggioranza degli scienziati riteneva che l'effetto
principale, se non l'unico, sarebbe stato un aumento del livello dell'acqua fino a
un metro entro la fine del XXI secolo, con la conseguente immersione di milioni
di chilometri quadrati di terre basse. Tragico per gli abitanti di quelle zone, ma
non una crisi insormontabile per la razza umana. Oggi essi sanno che la vera
minaccia rappresentata dal riscaldamento globale è che a un certo punto la
terra stessa comincerà a reagire all'aumento della temperatura dell'aria in
modo tale da rendere inarrestabile il riscaldamento ulteriore. La neve e il
ghiaccio riflettono il 90% del calore del sole. Perciò quando i ghiacciai e le
calotte polari cominciano a ritirarsi, e le zone scure della superficie terrestre si
espandono, la quantità di calore solare catturato dalla terra aumenta. Questo
velocizza lo scioglimento del ghiaccio e fa aumentare ulteriormente le zone
scure della superficie terrestre. Allo stesso modo lo strato superiore
dell'oceano, diventando più caldo dell'acqua sottostante, cessa di fare da
"lavandino".
In questa calotta di acqua calda, le sostanze nutritive presto si esauriranno. Le
alghe che vivono grazie ad esse, e che garantiscono i due terzi
dell'assorbimento di CO2, cominceranno a morire. Mentre il mare si
trasformerà in un deserto, la CO2 si accumulerà nell'atmosfera con un ritmo
sempre più veloce. Nessuno sa dove si fermerà questo processo. Ma episodi
passati, come l'inizio dell'Eocene, un periodo molto caldo risalente a 55 milioni
di anni fa, hanno visto un improvviso aumento della media di circa 8 gradi
centigradi nelle regioni temperate, e di circa 5 gradi ai tropici. Ma la terra sarà
inabitabile molto tempo prima che le temperature arrivino a quel punto.
Gli scienziati non sanno esattamente quale sia questo punto di non ritorno, a
quale temperatura la terra si assumerà il compito di distruggere la civiltà
umana. Ma quasi tutti ammettono che ci siamo vicini.
Una elaborata simulazione al computer i cui risultati sono stati pubblicati nel
1994 ha dimostrato che, quando la concentrazione di anidride carbonica
nell'aria raggiungerà le 500 parti per milione, succederanno quasi
simultaneamente due cose: lo strato di ghiaccio spesso 3.000 metri della
Groenlandia comincerà a sciogliersi e le alghe dell'oceano cominceranno a
morire. Questo corrisponderà a un aumento della temperatura dell'aria di circa
tre gradi centigradi. Siamo già a 386 parti per milione, e solo negli ultimi
trent'anni in Groenlandia e nelle regioni artiche le temperature sono già salite
di quasi due gradi. Il Quarto rapporto del Comitato internazionale sul
cambiamento climatico (Ipcc) ha previsto che entro il 2028 potrebbe verificarsi
un ulteriore aumento da 0,8 a 1,6 gradi vicino al polo nord, e qualcosa di meno
nell'Antartico. Non sorprende che il tasso annuale di scioglimento del ghiaccio
sia raddoppiato nell'Oceano artico e triplicato in Groenlandia.
Non sappiamo nemmeno con precisione cosa succederà quando la terra
oltrepasserà il punto di non ritorno. È certo però che anche azzerare l'emissione
dei gas serra, se pure fosse possibile, non farebbe nessuna differenza per il
nostro destino. E ancor peggio, i mutamenti che seguiranno non saranno
graduali ma bruschi. I dati paleo-climatici degli ultimi 15.000 anni mostrano
che quando la terra è entrata e uscita dalle ere glaciali, grandi e piccole, lo ha
fatto in un periodo che va soltanto da tre decenni a un decennio. Dunque, una
volta che i mutamenti saranno cominciati l'umanità avrà ben poco tempo per
adattarsi al suo destino ..."
di Prem Shankar Jha
###
Niente male, vero?
E si consideri che il cambiamento climatico è solo la metà dell'incubo complessivo
possibile. E da parte mia preferirei che si avverasse la metà climatica di quest'incubo
piuttosto che quella militare. Infatti c'è un altro aspetto che, non essendo curato,
potrebbe travolgerci.
L'occidente è in forte calo, l'oriente è in forte rialzo. Se l'occidente, pur con tutti i
suoi enormi difetti, ha mantenuto alti, nonostante la sua supremazia, i principi
democratici, l'oriente non è detto che farà altrettanto. C'è un certo oriente che non si
amalgama affatto con l'occidente nè con nessun altro popolo ed una volta cresciuto a
sufficienza, demograficamente ed economicamente, sarà difficile riesca a mantenersi mite
ed a non cadere nella tentazione di divenire l'unico POPOLO LIBERO di questo Pianeta.
Questo ho tentato di dire ad esempio in: http://pil-contro-pil.hyperlinker.org
Ed al complessivo incubo in oggetto ho offerto questa strategia:
http://patti-di-autocontenimento.hyperlinker.org
Ed allora, poiché del doman non v'è certezza, almeno finché saranno i latouche a guidare
il "progresso" (il latouchanesimo è una critica al consumismo nata mezzo secolo fa
proprio negli USA, tramandata da allora ad oggi quasi immutata ed ancora priva di quella
necessaria completezza di visione, evoluzione e strategia che in cinquant'anni di storia
avrebbe dovuto acquisire) visto che ci troviamo in amabile conversazione, permettetemi di
offrirvi (purtroppo solo) una immagine di buoni prodotti della terra:
http://www.hyperlinker.com/change/bonta.jpg
Facciamole foto così, perché non è detto che con tutta 'sta gente, localmente e
globalmente, che, inconsapevole di tutto irresponsabilmente ancora figlia, ne potremo
avere per molto.
Buon appetito :)
danilo d'antonio