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lodo ......scajola
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=205&id_art=7751&aa=2008
Edizione 205 del 29-09-2008
Decisionismo energetico. Si snelliscono le procedure per centrali e rigassificatori.
Tempi rapidi per costruire gli impianti. Lo Stato avrà più potere sugli enti locali
Nucleare senza lungaggini
di Walter Ricci
Una procedura unica sul modello dello “one step licensing” per realizzare gli impianti
nucleari, i rigassificatori e ricercare nuovi giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi
in terraferma. Prende corpo in modo sempre più netto la strategia del governo per
accelerare la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie all’Italia. A
tracciarle è l’emendamento messo a punto dal ministero guidato da Claudio Scajola al ddl
Sviluppo all’esame della commissione Attività produttive della Camera. Per il nucleare,
spiega la proposta di modifica, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari
costituisce “attività di preminente interesse statale” soggetta ad autorizzazione unica
anche se mitigata dalla necessaria intesa preventiva con la regione interessata. E
“l’autorizzazione deve comprendere la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità
ed urgenza delle opere, l’eventuale dichiarazione di inamovibilità e l’apposizione del
vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi”. E soprattutto, chiarisce
ancora il testo, “l’autorizzazione unica sostituisce ogni provvedimento amministrativo,
autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atti di assenso e atti amministrativi
comune denominati previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire ed
esercire le infrastrutture in conformità del progetto approvato”. Ma c’è dell’altro. A
facilitare la realizzazione dei nuovi impianti c’è anche la previsione della possibilità
di dichiarare nella delega al governo i siti “aree di interesse strategico nazionale”
soggette a speciali forme di vigilanza e protezione e la possibilità del governo di
esercitare un “potere sostitutivo” in caso di mancato raggiungimento delle intese con gli
enti locali.
Allo stesso modo sono state snellite le procedure per i rigassificatori e i permessi di
ricerca per gli idrocarburi: nel primo caso il procedimento unico verrà rilasciato con
decreto del ministero dello Sviluppo economico (di concerto con quello dell’Ambiente e
d’intesa con la regione interessata) ma solo dopo una Valutazione di impatto ambientale
(Via) e al massimo entro 300 giorni dalla presentazione dell’istanza. Inoltre, chiarisce
ancora il provvedimento, le decisioni prese dalla conferenza dei servizi che portano una
variazione al piano urbanistico rappresentano proposte di variante su cui si deve
pronunciare il consiglio comunale entro 90 giorni, passati i quali viene considerata
approvata. E lo stesso vale in caso di modifiche ai piani regolatori portuali. Nel
secondo caso al procedimento unico partecipano Stato e Regione interessata mentre ai
comuni va data comunicazione del rilascio dei permessi. Per ottenere l’autorizzazione
alla perforazione o alla costruzione di opere necessarie è necessaria una Via e il
rilascio della concessione comporta per le infrastrutture considerata di pubblica utilità
“variazione urbanistica”.
Insomma all’approvazione del provvedimento all’esame della Camera è prevista
un’accelerazione delle procedure per autorizzare gli impianti che nel caso delle centrali
nucleari si accompagnerà anche a una sorta di corsia privilegiata rispetto a possibili
ricorsi presso la magistratura: nei giudizi davanti agli organi di giustizia
amministrativa che potrebbero prolungare l’approvazione e la realizzazione delle opere,
il criterio dovrà essere quello della celere prosecuzione delle procedure. Sempre
riguardo alla delega in materia nucleare, l’emendamento del governo inserisce l’energia
prodotta dall’atomo un diritto di precedenza al ritiro sul mercato. Quanto all’Agenzia
per la sicurezza nucleare, il provvedimento chiarisce che sarà istituita presso il
ministero dell’Ambiente, ma sarà ad ordinamento autonomo e ne faranno parte un presidente
e quattro componenti, due dei quali designati dal ministero dello Sviluppo economico. A
supporto dell’organo di vertice il personale di servizio non potrà superare le 300 unità
di cui sicuramente 95 dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e 40 dall’Enea e sue
partecipate. Rafforzata dal provvedimento anche la dotazione di personale assegnata al
Ministero dello Sviluppo: 20 persone saranno al servizio del ministro Scajola sulla
questione nucleare.