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: Jevons, Selye e l'ecosciopero :
- Subject: : Jevons, Selye e l'ecosciopero :
- From: "Laboratorio Eudemonia" <eulab at hyperlinker.com>
- Date: Fri, 30 Jun 2006 10:22:41 +0200
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Jevons, Selye e l'ecosciopero
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1) Stanley Jevons
141 anni fa un certo signor Stanley Jevons intuì uno straordinario aspetto paradossale
della realtà, che qui brevemente condenso ed esprimo in termini generici: man mano che i
miglioramenti tecnologici aumentano l'efficienza nell'uso di una data risorsa, il consumo
totale della stessa piuttosto che diminuire facilmente va ad aumentare, fino ad
esaurirsi. L'aumentata efficienza va infatti a favorire in vari modi un ulteriore uso di
quella risorsa fino a farla terminare. Successivamente la moderna teoria economica ha
confermato appieno le sue intuizioni.
Quanto affermato da Jevons, e confermato in seguito da fior di ricercatori, mostra
inequivocabile la necessità di porre delle condizioni d'ordine politico quando si va a
fornire ulteriore energia e risorse, tanto in termini di risparmio quanto di fonti
alternative, al nostro sistema.
Tanto quella del risparmio quanto ogni altra buona pratica ecologica deve venir concessa
ed esportata alle Istituzioni finalizzando chiaramente l'utilizzo delle ultime, preziose,
e nuove, incerte, risorse del nostro Pianeta alla realizzazione del mutamento, al fine di
effettuare i passi necessari ad uscir fuori dalla situazione di competizione/conflitto
globale demografico, economico e tecnologico che costringe ogni Paese del mondo ad una
crescita continua per non esser da meno degli altri, per non cadere in disgrazia rispetto
agli altri. Certamente tali risorse non devono venir concesse per continuare imperterriti
suicide politiche di espansione.
Perseguire una politica di risparmio/rendimento senza intervenire sulla causa primaria
che procura tale stato di necessità di sì ingenti consumi è come ostinarsi a versare
dell'acqua in un secchio senza fondo.
2) Hans Selye
Una ottantina di anni fa un certo signor Hans Selye definì "sindrome da adattamento
generale" l'insieme di fenomeni attraverso cui un organismo si esprime in risposta ad una
sollecitazione anomala. Selye identificò tre fasi: la prima è una reazione di allarme,
tesa a rispondere immediatamente allo stimolo anomalo. Tale fase non può però, per come è
velocemente concepita, durare a lungo. Se la situazione anomala non viene risolta, inizia
allora una seconda fase, detta di resistenza, nella quale l'organismo cerca di adottare
delle strategie d'intervento che gli risultino più sostenibili nel tempo.
Se nemmeno durante questa seconda fase l'organismo riesce a risolvere l'anomalia, la
situazione che gli arreca danno, esso si ritrova a vivere la terza, più triste ed ultima
fase: quella di esaurimento, che ben poca speranza lascia a chi vi incorre.
Non vi viene in mente nulla?
A me viene in mente questo: i vari Paesi del mondo sono da sempre in lotta tra loro. Si
tratta di una lotta per la sopravvivenza cui siamo condannati, a meno di un nostro
sapiente intervento, da quelle stesse leggi che governano la realtà. Questa lotta per la
sopravvivenza, che negli ultimi decenni si è attuata non tanto con le armi, ché
annichilirebbero subito ogni cosa, bensì più blandamente tramite una continua e frenetica
pulsione alla crescita (demografica, economica e tecnologica), è una situazione molto
particolare che ci sta procurando serissimi problemi soprattutto d'ordine ambientale.
Dopo una prima fase di allarmi inascoltati, l'organismo dell'umana società è giunto ora
nella seconda fase di questo complesso e prolungato fenomeno, quella di resistenza. In
questa fase un'ampia gamma di solerti quanto limitati, e per questo pericolosi, agenti
d'adattamento (ambientalisti, scienziati, tecnici, progressisti, et similia) si sta
adoperando per rendere sostenibile nel tempo la risposta all'anomala situazione in cui è
incorso l'organismo sociale umano. Badate bene: stanno, anzi, presumibilmente: state
adoprandovi non tanto per rimuovere la situazione anomala bensì soprattutto per renderla
sostenibile nel tempo! (In questa luce si considerino i tanti ossimori, come ad esempio
"sviluppo sostenibile" e "capitalismo naturale", che ben rappresentano questa tendenza).
La terza fase, quella dell'esaurimento delle energie e risorse fondamentali a
disposizione dell'organismo, è ormai alle porte, e così pure la nostra ingloriosa fine
come specie "pensante".
...
Il brano continua at http://ecosciopero.hyperlinker.org
I migliori saluti,
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonìa
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy