[Disarmo] Turchia: Strategia del terrore all'italiana



Dopo la strage alla conferenza organizzativa della spedizione turca-curda di aiuto ai resistenti di Kobane, 32 morti e duro colpo al movimento turco di sostegno alla resistenza anti-Isis in Siria, e che mai sarebbe potuto avvenire senza il sostegno o perlomeno la 'disattenzione' del governo di Ankara, la Turchia si prodiga per accreditarsi internazionalmente nella 'lotta al terrorismo' colpendo qualche base di Daesh. Il reale suo intento si rivela però proprio quello di colpire il fronte progressista e comunista turco già ferito nell'attentato all'interno e i suoi collegamenti e alleati all'estero, con la mobilitazione dell'esercito e centinaia di arresti nelle maggiori città del paese e con bombardamenti aerei nei centri di resistenza all'Isis in Iraq, Siria e dovunque la sua 'svolta antiterrorista' glielo consenta. Il nostro governo nulla ha da dire al suo alleato NATO di Ankara di questo suo piano palese di strategia della tensione, attuato con l'uso spregiudicato di una situazione geopolitica creata ad arte dalla NATO nella regione mediorientale, ad uso politico interno e internazionale, piano terroristico copiato e adattato al contesto dall'esperienza che in ambito NATO l'Italia ha sviluppato - e subìto - negli anni '60 - '70? Il Partito oggi al governo in Italia, erede del PCI che all'epoca è stato al centro del disegno reazionario attuato con successo dal terrorismo di stato marcato NATO con firma Andreotti, Cossiga, Gelli non sente il dovere di pronunciarsi sui fatti e preferisce il silenzio-assenso? Dalle destre nostrane non mi attendo nulla, per loro 'l'unico comunista buono è il comunista morto', ma un pronunciamento o ancor meglio un richiamo simile a questa mia mail dall'unica opposizione seria che abbiamo oggi in parlamento, l'M5S, sarebbe dovuta.

Jure Ellero