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"Media come armi"



E' molto interessante l'ultimo numero di Limes sulla "grande strategia di Internet".
E' titolato "Media come armi" e mi sembra eccellente il saggio sulla strategia 
comunicativa della Casa Bianca sull'Afghanistan ("David Petraeus, il generale narratore e 
i media compiacenti").
Si scopre ad esempio (pagina 81) che c'e' un manuale (Commander's handbook for Strategic 
Communication) che e' gia' arrivato al suo terzo aggiornamento. Questo manuale militare 
"assesta la soglia di critica accettabile al 40% del volume totale delle notizie". E nel 
saggio si sottolinea che "l'obiettivo del 'generale narratore' e 'plasmare' l'ambiente 
informativo': fissare i termini del dibattito mediatico per evitare che se ne impossessi 
il nemico (o i critici dell'America)".
In generale emerge la strategia della Casa Bianca di mantenere un basso profilo sul 
conflitto, anche perche' l'opposizione pacifista e' ormai svanita, vi e' una assuefazione 
alla guerra e quindi la strategia mediatica e' quella di non fare della guerra un tema 
'visibile' di contrapposizione ideologica. La guerra diventa cosi' 'invisibile', talmente 
parte della nostra quotidianita' da farla apparire normale e ineluttabile. Neppure più 
discutibile. 
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