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I: comunicato Ennio



----- Original Message -----
From:Sergio Ennio
To:ventocadel@libero.it
Sent:Monday, September 24, 2001 9:39 PM
Subject:comunicato Ennio





NO AI NUOVI MANICOMI

GIU' LE MANI DALLA 180

Il 19 settembre 2001 , la commissione Sanità del Senato ha iniziato la
discussione sulla legge 180, conosciuta come legge Basaglia al fine di
poterla modificare profondamente a 23 anni dalla sua entrata in vigore.

Il contenuto della proposta di legge di riforma presentata dall'on. Burani,
eletta nelle liste di Forza Italia è una brutta proposta di legge , che se
passasse ci farebbe fare un pericolosissimo salto indietro riproponendo una
anacronistica cultura che nel passato ha dato luogo a quella vergogna
dell'umanità che sono stati i manicomi e che pensavamo superata

La malattia mentale, con questa proposta di riforma rischia di tornare ad
essere vissuta come un peso per una società alla quale si chiede di
occuparsi sempre di meno di chi è investito dal disagio mentale. Viene
reintrodotta la definizione di "pericoloso per se e per gli altri"
resuscitandola dalle pagine della legge reale del 1904 e il Servizio
psichiatrico va a connotarsi come strumento del controllo sociale: prima di
tutto si controlla e poi si cura ( poliziotti o psichiatri?).

Sarà sempre più difficile avvicinarsi ai servizi psichiatrici poiché il
rischio di stigmatizzazione, già alto oggi , si moltiplicherà. La vergogna
e la paura avranno buon gioco ad alimentare la disperazione di chi con il
proprio fragile equilibrio dovrà fare i conti con il disagio mentale.

Vengono semplificate le procedure per effettuare i tso (trattamenti
sanitari obbligatori) e si sgretolano le garanzia a tutela del malato da
eventuali soprusi. Si apre ai privati e si rompe l'indispensabile legame
tra momento di cura e contesto territoriale di appartenenza dell'utente.

La malattia ridiviene un fatto tutto interno alla persona che ne è
portatrice e, la collettività, da un interesse per essa, deve esserne
esonerata il più possibile.

I "FORTUNATI" che saranno ospitati nelle Comunità di cura avranno il
privilegio di pagarsi i propri infermieri con il lavoro "ergoterapico" a
cui verranno destinati.

Si tesse attorno all'uomo in difficoltà una trama che lo avvierà verso la
carriera di malato mentale cronico

Il 26 settembre, contro questo scenario apocalittico, contro la proposta di
legge di questo governo per una riforma della legge Basaglia, il
Coordinamento regionale dell'Emilia Romagna Sport e Salute Mentale che
aderisce all'Anpis (Associazione Nazionale delle Polisportive per
l'Integrazione Sociale) in occasione del triangolare organizzato
all'interno delle manifestazioni della settimana olimpica bolognese,
scenderà in campo al centro sportivo dell'Arcoveggio, in via di Corticella
n° 180/4 alle ore 17,30, srotolando un lungo striscione di protesta con
scritto: MAI PIU' MANICOMI. GIU' LE MANI DALLA 180,tenuto assieme dalle
mani di utenti e operatori dei servizi di salute mentale  da familiari, da
rappresentanti della società civile e del mondo del volontariato .

Insieme per dire no a questa proposta di legge e affermare la necessità di
perseguire lungo la strada tracciata da Franco Basaglia che a permesso
all'Italia di riuscire nella difficile impresa , unica al mondo, di
chiudere i manicomi, grazie alle energie profuse da migliaia di uomini e
donne, realizzando contemporaneamente una fitta rete di assistenza
territoriale.

A tutt'oggi, risulta sempre più chiaro che solo se si stabiliscono
politiche orientate alla salute mentale che coivolgano direttamente la
società civile, i familiari, che diano voce e sviluppino il protagonismo
degli utenti attuando politiche d'integrazione sociale, se si afferma il
diritto al lavoro, alle relazioni sociali, affettive, ad una vita ricca ed
articolata in un contesto sociale solidale, si possono creare le premesse
per uscire dalla condizione di disperazione in cui ci vengono gettati, in
primo luogo, utenti e familiari, allorché qualcuno si ammala.

Dal lavoro integrato tra UISP Regionale, Centri di Salute Mentale
dell'Emilia Romagna e associazioni di utenti e familiari sono nati numerosi
gruppi sportivi i quali fanno riferimento al Coordinamento Regionale Sport
e Salute Mentale. Tale coordinamento affonda le proprie radici nelle
ragioni che hanno dato vita alla legge 180.

Ragioni che hanno permesso ad una moltitudine di cittadini, utenti e non ,
di essere consapevoli che è una follia nascondere, dietro le mura di vecchi
o nuovi manicomi, i problemi, che questi si risolvono o si tentano di
risolverli all'interno della società e che i sentieri della salute mentale
si illuminano affermando il diritto di cittadinanza di chi soffre di un
disagio mentale, aprendo nuove opportunità per tutti e non solo per pochi



Per il Coordinamento Sport e Salute Mentale

Maurizio Pruni