Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso



Cara Cristina, non capisco bene. Dunque il diritto allo studio come utopia; cioè, nel senso autentico, come punto da raggiungere da una società di giustizia, che fa giustizia alla persona promovendola culturalmente, e quindi professionalmente. Ma che c'entra con l'azione distruttiva Gelmini? la quale sarebbe contro il diritto allo studio che gonfierebbe la scuola? Ma ciò è falso perché la scuola non è gonfia, come rilevato dai dati OCSE citati.
Un saluto da Arrigo Colombo
 
 
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, March 15, 2011 4:49 PM
Subject: Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso

Forse,l'utopia è il diritto allo studio,in questo momento storico italiano.

--- Mar 15/3/11, Laboratorio Eudemonia <eulab at hyperlinker.com> ha scritto:

Da: Laboratorio Eudemonia <eulab at hyperlinker.com>
Oggetto: Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso
A: dirittiglobali at peacelink.it
Data: Martedì 15 marzo 2011, 15:29




On 15/03/2011 at 12.23 Arrigo Colombo wrote:

> Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull'utopia,
>Università di Lecce




Non riuscivo a capire di quale utopia tu parlassi.
Oggi finalmente mi appare chiaro: l'utopia del posto pubblico a vita.


Gentili Presenti, riflettiamo insieme: in una società giusta, se una persona vuole un posto fisso aprirà una sua bottega, di artigiano, commerciante, artista, qualsiasi cosa ma sempre e comunque un'attività che egli e chiunque altro possa considerare a tutti gli effetti sua.

Al contrario i posti pubblici, che pertengono e sono addirittura di propietà collettiva, non possono che essere condivisi. "Pubblico è di tutti": questa è la consapevolezza che gira per l'Europa ed il mondo intero:

http://www.hyperlinker.com/ars/de_todos.htm

"Privado é de alguns": ciò che è privato invece è di alcuni.

Quindi, sempre in una società giusta, chi vuole un posto fisso se lo trova da solo, apprendendo una qualche arte, mettendo a frutto una sua capacità. Ma ciò che è pubblico, non solo la scuola ma tutta la Funzione Pubblica, sono un bene comune che tra tutti va condiviso.

La Gelmini certamente non conosce i principi di una società giusta e sbaglia su tutta la linea. Ma è sicuro che nemmeno gli statali la conoscono. I cittadini prendano coscienza che non esiste solo la Gelmini e gli statali. Esistono soprattutto i cittadini, i semplici esseri umani, che in una Repubblica e Democrazia se la possono cavare benissimo da soli senza la Gelmini e senza gli statali.


T'è capì, Professor Colombo?


Danilo D'Antonio










































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