come si fa a mandarli in galera?






Dalla trasmissione radiofonica OTTOVOLANTE del 29/05/2010

http://www.radio.rai.it/podcast/A0059841.mp3

riporto lo stralcio di un verace ed illuminato brano cantato

de "Gli Ultimi della Fila":




... e no scusi vorrei una informazione

vorrei saper come si fa

a mandare in galera lei

e tutti quelli che lavoran qua ...


... allora guardi torni su primo piano

terza porta ufficio reclami

deve riempire un modulo come quello

oggi è chiuso deve tornar domani ...




Quante associazioni, partiti, gruppi, giornali, redattori, direttori, case editrici, attivisti, vi sono in Italia almeno a chiacchiere impegnati "per un mondo migliore" ... Ed invece tutta questa gente ancor oggi non serve ad altro se non a replicare il mondo esattamente così com'è, appena con una punta di tecnologia verde in più. E così infine tocca sempre a noi semplici cittadini e persone comuni doverci occupare dei più grossi problemi della società, risolvendoli come sarebbe stato giusto risolverli fin dal primo momento.

La burocrazia non è un male inevitabile. La burocrazia nasce e si sviluppa perché lo statale vuol dare stabilità al "suo" posto di lavoro. Lo statale crea un obbligo, quindi una dipendenza che il cittadino non può ignorare, non per il bene del Paese bensì al solo scopo di mantenersi sotto il culo quella pubblica seggiola di cui s'è impossessato sappiamo tutti tipicamente come. Tant'è che se venissero aperte inchieste su come ogni statale s'è accaparrato a vita quel posto pubblico ne vedremmo delle belle! (vedere il link sotto).


Aprendo la Funzione Pubblica ai cittadini a rotazione, questi, sapendo che dopo un certo numero di anni dovrebbero abbandonare quel posto, non s'inventerebbero ogni giorno nuove assurde regole per accrescere il loro dominio sugli altri. Libererebbero invece le loro vite da ogni inutile fardello, automaticamente liberando quelle di ogni altro cittadino della Res Publica. Trasformando una Funzione Pubblica che non fa altro che esercitare un opprimente controllo sulla popolazione in una deputata a produrre primari beni e servizi.

Chiunque sia realmente vivo oggi non può non capire cosa finora ha bloccato il progresso sociopolitico: l'assunzione a vita nei ruoli di proprietà collettiva e l'abulico approccio di associazioni, gruppi e partiti interessati a lasciar tutto com'è. Chiunque sia realmente vivo oggi non può non rivendicare con vigore, incessantemente fino alla piena conquista del bene comune, la condivisione e partecipazione di ogni benedetto ruolo della Funzione Pubblica.


Danilo D'Antonio

P.zza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo

tel. 339 5014947



http://www.hyperlinker.com/change/di_chi_siam_figli.htm