APPELLO e contrappello






>L'APPELLO DEI TRE GIURISTI

> L'attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per
>diffamazione è solo l'ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un
>tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare
>l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle
>informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un'eccezione della
>democrazia.

...

>Franco Cordero
>Stefano Rodotà
>Gustavo Zagrebelsky

http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107




Gentilissimi Giuristi,

vi presento i miei migliori riguardi.

Visto il vostro interesse per la democrazia, permettetemi brevemente di esprimere la sensazione che sia in nostro potere favorire una grandiosa evoluzione socio-politica partendo dalle seguenti due ipotesi interpretative della realtà e sviluppandole nella nostra cultura, nel caso si rivelassero effettivamente conformi al vero:

1) Lo Stato italiano, sarebbe a dire l'accentramento di potere nelle mani di una Elite immutabile ed inamovibile, fu sostituito dalla Repubblica 63 anni fa. Significato territoriale a parte, la parola Stato è fuori luogo per indicare la nostra Repubblica. Per STATO s'intende il governo di una ELITE. REPUBBLICA presuppone invece una gestione collettiva del BENE COMUNE. Nei fatti, da un punto di vista politico, lo Stato italiano non esiste più, sostituito dalla Repubblica. Sono però rimasti gli STATALI, retaggio della precedente epoca statalista!

2) Nell'antichità, quando non vi era alcuna sviluppata organizzazione pubblica, il concetto di Repubblica poteva limitarsi ad una mera forma di governo, i cui ruoli venivano democraticamente periodicamente redistribuiti. Con il sorgere dell'imponente Funzione Pubblica moderna, il concetto di Repubblica non può, però, più prescindere dalla periodica redistribuzione dei suoi stessi ruoli (i quali sono una proprietà collettiva, una autentica "res publica", un patrimonio comune!) tra la popolazione abile e desiderosa di ricoprirli. 

Gentili signori Giuristi, la Repubblica Italiana è ancora tutta da realizzare, e così pure la democrazia, che tanto ha a che fare con una partecipazione diffusa e generalizzata. Senza partecipazione non c'è democrazia nè vera repubblica ed inevitabilmente la società finisce per cadere in una grave condizione in cui è facile avvengano episodi come quello che lamentate nel vostro appello.

Vi propongo quindi di intervenire in merito alla anomala situazione qui riferita. Il relativo sviluppo di idee e propositivo è raccolto in questa sintesi:

http://Societa-Democratica.hyperlinker.org


Vi ringrazio molto, anticipatamente, per l'attenzione. Vive cordialità,

Danilo D'Antonio

Monti della Laga
Teramo - Abruzzo

tel. 339 5014947