Re:Gaza. Dalla parte degli ultimi



credo la vostra "neutralita'.." sia simile a quella che alla fine aiuta lo scopo dei sanguinari israeliani..

ci sono cause ed effetti nella storia..
ce' chi viene attaccato e chi reagisce per non perire..
facile dire che i palestinesi che lanciano i razzi o che si facevano saltare sui bus israeliani fanno pure loro la guerra

tutte le persone umane e civili sanno che anche i pochi morti civili israeliani sono una perdita grave per l'umanita' e un lutto irreparabile..

ma della violenza in quelle terre ce' una origine che si chiama terrorismo sionista..
credo la storia vada studiata prima di esprimere banalita' sul mondo senza guerre..

le guerre ci sono sono scatenate dalle banche e dai poteri..

se qualcuno venisse nella sede fai e vi cacciasse a pedate e uccidesse i vostri parenti vi negasse il diritto di esistere voi forse vo votereste alla santita' e martirizzati plaudireste i vostri carnefici..

in italia durante la resistenza molti anarchici presero le armi come Emilio Canzi e fecero i partigiani armati per combattere chi negava loro la liberta' di vivere giustamente.

chi resite in palestina e come loro viene chiamato terrorista combatte per le proprie famiglie magari anche colpito da sentimenti di odio per aver perso parenti..per aver negata la vita dei propri figli..

facile mettere sullo stesso piano di chi invade e occupa la casa altrui in modo sanguinario coloro che la propria casa la vedono distrutta e reagiscono.

trovo il vostro bolso predicare di nazionalismi ininfluente e di parte.
siete ipocriti quando dite che state con gli ultimi ma vi permettete di condannare coloro che da ultimi e da sopraffatti dopo 50 anni di ingiustizie e soprusi reagiscono resistono e combattono.
sono loro che voi chiamate nazionalisti.

in palestina ci sono i carnefici e le vittime
israele e' il carnefice i plaestinesi tutti ( hamas compreso..) sono le vittime.
frange facenti parte delle vittime reagiscono con metodi terroristici.
io trovo sia un omicidio qualunque uccisione di civili.
io so che della violenza ce' sempre una fonte.
la fonte primaria e' israele e la violenza di hamas ne e' la conseguenza.

vio non stete con gli ultimi




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Date      : Sun, 11 Jan 2009 11:58:32 +0100
Subject : Gaza. Dalla parte degli ultimi







> Gaza. Dalla parte degli ultimi
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> Siamo uomini e donne di parte. Noi siamo dalla parte degli ultimi, di quelli che subiscono i soprusi e le ingiustizie, di quelli nati nel posto sbagliato, di quelli senza presente e senza futuro. 
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> Sono quelli che la banda di devastatori e saccheggiatori che governa il mondo obbliga a sopravvivere con un dollaro al giorno. 
> 
> Sono quelli che la furia del razzismo destina alla schiavitù, alla deportazione, spesso alla morte.
> 
> Sono quelli che la ferocia nazionalista - uguale in ogni dove - porta all'esilio, alla fuga, allo sterminio. 
> 
> Sono quelli che le religioni - tutte le religioni ovunque - segnano con il marchio del nemico e condannano alla persecuzione, alla tortura, al massacro.
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> In questi giorni si sta consumando l'ennesima tragedia nel sud est del Mediterraneo: a Gaza, dopo mesi di assedio, le bombe dello stato israeliano martellano quasi incessantemente questa prigione a cielo aperto. Centinaia e centinaia di morti e migliaia di feriti sono il primo bilancio di un'operazione destinata a mietere molte altre vittime. 
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> In queste ore c'è chi si schiera con questi o con quelli: i più sostengono il "diritto" all'autodifesa di uno dei due contendenti e chiamano "terrorista" e "genocida" l'altro. 
> 
> Ma la guerra è terrorismo, come il terrorismo è guerra: non ci sono guerre pulite, giuste o sante. Chi uccide in nome dello Stato - quello palestinese come quello israeliano - è nostro nemico perché è nemico di un'umanità internazionale senza confini, né barriere a dividerla. 
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> 
> L'enorme disparità delle forze in gioco rende doveroso impegnarsi a fianco della martoriata popolazione di Gaza: da un lato centinaia di vittime, dall'altro poche decine. Un esercito potentissimo si contrappone a formazioni militari decisamente più deboli. Ma - e questo deve essere ben chiaro - le vittime, colpite a morte nelle loro case, sono tutte uguali: a Khan Younis come a Sderot. 
> 
> L'emergenza umanitaria in una Gaza già stremata dall'embargo è una tragedia di fronte alla quale non si può restare indifferenti. Urge ovunque mettersi in mezzo per fermare la guerra, per denunciare i bombardamenti, per rendere la vita difficile a chi, in nome della nazione, della bandiera, della religione colpisce ed uccide. Oggi la maggior parte delle vittime sono da una parte e noi non possiamo che stare con loro. Senza se e senza ma, perché non abbiamo nazioni da fondare o da difendere, preti, rabbini e imam di fronte a cui chinare il capo, perché sappiamo che solo cancellando la follia della religione e della nazione si può immaginare un futuro per i figli della gente che vive tra il Mediterraneo e il Giordano. E per chiunque. Ovunque. 
> 
> I politici confezionano le ricette giuste per tutte le occasioni - quelli che vorrebbero due stati per due popoli come quelli che ne auspicano uno solo per entrambi - ma non ci sono ricette che tengano finché non si abbatte il muro dell'odio, del razzismo, dell'ingiustizia sociale. 
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> Lo stesso muro sta lacerando la nostra società: chi viene qui per cercare un'opportunità di vita trova sfruttamento bestiale, leggi razziste, prigioni per senza carte. Vive ogni giorno sotto ricatto: il ricatto dell'espulsione per chi perde il lavoro, il ricatto della perdita del lavoro per chi alza la testa, il ricatto della denuncia per chi lavora in nero. 
> 
> I soprusi dei padroni e dei poliziotti sono il pane quotidiano per gli immigrati nel nostro paese, il pane amaro che devono ingoiare gli ultimi, in ogni dove.
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> Noi, che siamo uomini e donne di parte, siamo con loro perché sappiamo che l'unica guerra che valga la pena di combattere è la guerra sociale, la guerra per un'umanità libera dallo sfruttamento, dalle religioni, dallo stato. 
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> 
> Chi crede che senza governo, preti e padroni vinca il caos chiude gli occhi di fronte al caos vero, quello nel quale siamo tutti forzati a vivere. Qui come a Gaza.
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> Giovedì 15 gennaio
> 
> Punto info antimilitarista in solidarietà alla popolazione di Gaza.
> 
> Ore 18 in via Po 16.
> 
>  
> 
> Federazione Anarchica Torinese - FAI
> 
> Corso Palermo 46 Torino
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> La sede è aperta ogni giovedì dalle 21
> 
> fai_to at inrete.it
> 
> 338 6594361
>