Lavavetri e rom: non emarginazione ma integrazione



Cari amici,
                il Movimento ha preparato questo intervento sui sindaci per contribuire ad una soluzione più umana della questione lavavetri e rom; per il quale chiede il  vostro aiuto.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo

 

Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza

Lecce

 

Ai Sindaci di Firenze, Bologna, Roma, Torino, Milano, Bari

a tutti i sindaci italiani

 

Lavavetri e rom: non emarginazione ma integrazione

 

In queste ultime settimane hanno fatto grande scalpore le ordinanze di sindaci, a cominciare da quello di Firenze, che interdicevano ai lavavetri quei crocevia dov’essi cercavano di guadagnare qualche soldo per il loro sostentamento; con un lavoro certo anomalo, e fastidioso per gli automobilisti che attendono lo scatto del semaforo per ripartire.

Si è invocato, come già in passato, un principio di legalità e un principio d’ordine pubblico. Ma il Movimento pensa che si debba invocare anche un principio di solidarietà e di provvidenza; che il comune, togliendoli dal crocevia, debba offrire loro un altro lavoro, un lavoro vero.

L’intervento cioè dev’essere più articolato: con una commissione o un ufficio che censisce queste persone, le incontra, studia le possibilità d’impiego nel pubblico o nel privato, attraverso accordi con le imprese; con la collaborazione magari della Caritas e di altre associazioni di solidarietà.

Solo così si provvede realmente anche all’ordine pubblico, che persone in condizione precaria possono danneggiare in modo molteplice.

 

I rom costituiscono certo un problema maggiore. Perché non si tratta di un nomadismo a base economica, come i popoli pastori in cerca di pascoli. E perché, con l’obsolescenza dei lavori che un tempo li caratterizzavano – allevatori di cavalli, calderai, artigiani di tradizione, musicisti – e con lo sviluppo di una società opulenta e consumista, essi sono praticamente caduti nella microcriminalità e vivono di accattonaggio (costringendovi bambini e madri – o pseudomadri – con piccoli bimbi), di furto, di piccoli commerci illeciti. 

Il nomadismo qui non ha più senso, e diventa dannoso per loro (se si pensa che il 97% dei bambini non è scolarizzato) e per la società.  

 

Il Movimento ritiene che i comuni, anziché costruire accampamenti per i rom, che poi diventano luogo di crimine, li debbano portare alla sedenterizzazione. Un problema complesso, perché si tratta di cambiare mentalità e costume; ma non impossibile in quanto una parte di loro lo ha già fatto.

Anche qui è necessario un intervento articolato, con commissione o ufficio apposito; con uno studio attento delle situazioni e delle soluzioni; con l’aiuto delle associazioni.

Dovrebb’essere coinvolta l’ANCI, per affrontare il problema su base nazionale; perché solo su tale base può essere risolto. E dovrebb’essere coinvolta l’Unione Europea perché di un problema europeo si tratta: i rom sono infatti circa 8 milioni (2,5 in Romania); in Italia sono circa 100.000, cioè una città (ma in Francia sono il doppio, e in Spagna il quadruplo). Le nazioni balcaniche hanno avviato per i rom un “decennio d’integrazione 2005-2015”: bisognerebbe collegarcisi.

Lecce, il 3 settembre 2007             

                                                                           per il Movimento, il responsabile

                                                                                 Prof. Arrigo Colombo

 

 

Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160

E-mail arribo at libero.it/ Pag  web http://xoomer.alice.it/arrigocolombo_utopia