Amnesty sul Consiglio Onu per i diritti umani, si apre una nuova fase per i diritti umani



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COMUNICATO STAMPA
CS49-2006

AMNESTY SUL CONSIGLIO ONU PER I DIRITTI UMANI, SI APRE UNA NUOVA FASE PER
I DIRITTI UMANI

Amnesty International oggi si e' congratulata con i primi membri eletti
del Consiglio per i diritti umani, dichiarando che 'ogni membro ha il
dovere di garantire che il Consiglio sia forte ed efficace e dia la
migliore protezione possibile alle vittime delle violazioni dei diritti
umani in tutto il mondo'.

I membri del nuovo Consiglio hanno la responsabilita' di dare vita a
strutture e procedure che consentano di aprire una nuova fase nell'azione
dell'Onu per promuovere e proteggere tutti i diritti umani in tutti i
paesi, accantonando le vecchie pratiche di selettivita', doppi standard e
politicizzazione eccessiva.

Tutti gli eletti hanno pubblicamente detto come intenderanno lavorare nel
Consiglio e come si impegneranno in direzione di una maggiore promozione e
protezione dei diritti umani a livello nazionale e internazionale. Amnesty
International apprezza queste dichiarazioni e chiede a tutti di metterle
in atto.

Alcuni Stati eletti sono coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani e
in passato non hanno cooperato pienamente con i meccanismi sui diritti
umani istituiti dalla precedente Commissione per i diritti umani. Secondo
Amnesty International, ora questi Stati devono migliorare il loro operato
in tema di diritti umani e ottemperare ai loro precisi obblighi di
rispettare i piu' alti standard nella promozione e protezione dei diritti
umani, come richiesto loro dalla Risoluzione 60/251, che ha istituito il
Consiglio. Le organizzazioni per i diritti umani monitoreranno se e come
queste promesse saranno tradotte in realta'.

Amnesty International sottolinea inoltre che queste sono state le prime
elezioni di un organismo delle Nazioni Unite con la maggioranza assoluta
richiesta dei voti dell'Assemblea Generale: ogni nuovo membro del
Consiglio ha dovuto ottenere almeno 96 voti a favore. Un ulteriore passo
avanti rispetto alle procedure del passato e' che, per la prima volta, la
situazione dei diritti umani nei paesi dei candidati e gli impegni
annunciati pubblicamente da questi ultimi, hanno avuto un peso importante
nelle elezioni, come richiesto dalla Risoluzione. E' particolarmente
incoraggiante che tutti i paesi candidati abbiano espresso le loro
intenzioni e annunciato pubblicamente impegni su temi quali:
- ratificare i trattati in materia di diritti umani;
- invitare gli esperti indipendenti dell'Onu e le Procedure Speciali;
- rafforzare le istituzioni nazionali.

Molti paesi hanno anche annunciato la propria candidatura 30 giorni prima
della data delle elezioni e quattro regioni su cinque, eccetto l'Africa,
hanno consentito elezioni genuine e competitive, prevedendo piu' candidati
di quanti fossero i seggi disponibili per regione. Si tratta di buone
pratiche, che possono essere migliorate in elezioni future.

La Risoluzione che istituisce il Consiglio per i diritti umani obbliga i
propri membri a rispettare i piu' alti standard nella promozione e
protezione dei diritti umani. Questi doveri devono guidare i membri del
Consiglio nei loro impegni immediati:

- rivedere mandati, meccanismi, funzioni e responsabilita' assunti dalla
precedente Commissione dei diritti umani;
- stabilire le modalita' per una revisione periodica.

Amnesty International chiede ai membri appena eletti di garantire che
l'operato del Consiglio e di ogni organismo sussidiario che istituira',
sia trasparente e aperto al contributo di ulteriori soggetti che, con la
loro esperienza in tema di diritti umani, potranno collaborare per attuare
il mandato del Consiglio.

I nuovi membri eletti hanno la primaria responsabilita' di garantire che
il Consiglio inizi subito a rispettare il proprio mandato di promuovere e
proteggere tutti i diritti umani per tutti, nonche' di affrontare
concretamente le situazioni di violazione dei diritti umani. Le sessioni
iniziali del Consiglio non dovranno unicamente incentrarsi sulle
procedure, ma anche tendere a ottenere risultati tangibili, come ad
esempio l'auspicata decisione di inoltrare all'Assemblea Generale del 2006
la bozza della 'Convenzione internazionale per la protezione di tutte le
persone dalle sparizioni forzate o involontarie' e la bozza di
'Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni'.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 10 maggio 2006

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224, cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it




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