gli USA perseguitano il Venezuela



fonte:  Granma International
http://www.granma.cu/ in ITALIANO

GLI USA PERSEGUITANO IL VENEZUELA
Armi per il popolo
LIDICE VALENZUELA (speciale per GI)
Di fronte alle continue provocazioni degli Stati Uniti, la Rivoluzione
Bolivariana ha annunciato la preparazione di una riserva militare di quasi
un milione di persone che, in caso di necessità, sarà pronta a combattere in
meno di un anno.
Il generale di divisione Melvin López, segretario del Consiglio Nazionale di
Sicurezza e Difesa della Nazione, ha precisato che la cosiddetta Riserva
Popolare o Nazionale verrà addestrata molto bene "per difendere il paese da
una possibile aggressione degli USA".
Molti analisti della realtà venezuelana coincidono nell'opinione che la
nuova Riserva Popolare è l'affermazione - espressa nella Costituzione
Nazionale del paese sudamericano - dell'alleanza tra il popolo organizzato e
le forze armate per la realizzazione e la difesa di un progetto nazionale
caratterizzato da uno Stato di Diritto fondato sulla Giustizia Sociale.
Rivolgendosi a coloro i quali hanno cercato di minimizzare la possibilità di
un'aggressione militare nordamericana contro il Venezuela, il generale López
ha ricordato che gli USA e diversi paesi alleati hanno compiuto perfino un'
esercitazione denominata "Balboa", nella quale è stata simulata un'
invasione.
Per questo la notizia sulla nuova forza militare non ha sorpreso coloro che
seguono gli avvenimenti venezuelani. Il presidente Chávez ha denunciato in
varie occasioni che la destrorsa Amministrazione di George Bush tenterà di
assassinarlo e nemmeno questo ha sorpreso, visto il risaputo ruolo giocato
dagli Stati Uniti nel fallito colpo di stato dell'aprile 2002 contro il
Presidente del paese sudamericano e la partecipazione di quella superpotenza
nella caduta di governi popolari latinoamericani e nell'assassinio dei loro
principali dirigenti. Da ricordare il Cile di Salvador Allende ed il
Guatemala di Jacobo Arbenz.
Secondo il segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa della
Nazione, i riservisti venezuelani verranno addestrati ad affrontare una
guerra di quarta generazione o asimmetrica, come viene denominato uno
scontro armato tra un paese dotato di armi non convenzionali ed un altro di
armi convenzionali.
Il nuovo corpo militare venezuelano possiede una radice eminentemente
popolare e non dipenderà dalle Forze Armate Nazionali (FAN) nè opererà
dentro di esse. Il milione di persone che comporranno la Riserva Popolare si
trovano in tutto il paese, nei luoghi di lavoro e di residenza e nei pozzi
petroliferi "per difenderli o distruggerli in caso di invasione", hanno
affermato le autorità. La nuova Riserva Popolare o Nazionale in formazione,
a differenza di quella già costituita, disporrà di suoi propri
professionisti, sotto la direzione di ufficiali attivi.
Il suo capo sarà il generale di divisione Julio Quintero Viloria.
Il presidente Chávez ha già avvertito che, se verrà ucciso per ordine di
Washington, la fornitura di 1,5 milioni di barili al giorno di petrolio
venezuelano agli Stati Uniti verrà immediatamente sospesa, cosa che
implicherebbe un grave colpo all'economia nordamericana.
Va notato che tanto il Venezuela quanto altre nazioni latinoamericane
preoccupano l'Amministrazione Bush. La Rivoluzione Bolivariana del Venezuela
costituisce l'esperienza più avanzata e radicale di cambiamento effettivo
rispetto ai grandi mali da risolvere in America Latina. Negli ultimi anni
sono stati eletti nella regione governi di sinistra che si presentano come
alternativa a decenni di neoliberismo, attuato a scapito degli interessi
popolari.
Sotto la guida del presidente Chávez, il progetto bolivariano sta ottenendo
indiscutibili risultati nei principali settori della vita venezuelana, con
lo sviluppo di piani socio-economici a vantaggio dei settori più poveri,
distruggendo lungo il suo cammino i tentativi dell'oligarchia
controrivoluzionaria, tra i quali il blocco petrolifero e rafforzandosi con
le vittorie elettorali ed il referendum popolare che ha confermato Hugo
Chávez come leader della Rivoluzione Bolivariana.
Di fronte ad un nemico di tale potenza, che non ha esitato a muovere guerra
ad Iraq ed Afghanistan, circondato dalla ripulsa delle nazioni e dei popoli,
il Venezuela recupera inoltre la sua capacità industriale per la difesa,
mentre si stanno compiendo i passi indispensabili per l'acquisizione di
nuovi mezzi di combattimento, tra i quali un lotto di più di 40 elicotteri
russi per sorvegliare le frontiere, 100.000 fucili russi e l'installazione
industriale per produrli nel paese. Si è lavorato all'addestramento di
100.000 riservisti equipaggiati e pronti per la difesa i quali, oltre ad
essere addestrati militarmente, vengono preparati a svolgere, per esempio,
attività produttive in cooperative ed a partecipare a nuclei di sviluppo
endogeno.
Sabato 26 marzo la segretaria di Stato nordamericana Condoleeza Rice, ha
assicurato al quotidiano 'The Washington Post' che "nessuno", nemmeno l'
Amministrazione Bush, "vuole essere nemico del Venezuela o dei suoi
leaders", dichiarazioni che contrastano con le dure critiche che la
responsabile della diplomazia USA ha rivolto in ripetute occasioni contro il
Presidente sudamericano.
Rice ha ricordato che gli USA ed il Venezuela "sono tradizionalmente uniti
da legami molto forti" e, alludendo a Chávez, ha detto: "uno vuol credere
che i leaders eletti stiano governando democraticamente", cosa che
costituisce un'altro attacco al processo bolivariano ed al suo massimo
dirigente, da lei accusato in un'altra occasione di essere una "forza
negativa" in America Latina per il suo "abbraccio col regime cubano di Fidel
Castro".
Poco dopo il governo venezuelano, per bocca della sua viceministra degli
Esteri, Delcy Rodríguez, ha risposto a Condoleeza Rice avvertendo che
Washington può contare sulla "reciprocità" di Caracas, sempre che "mantenga
una posizione di rispetto" nei confronti del governo guidato da Chávez.

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