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FIAT ARESE . SINDACATI, DI NUOVO ALBERTINI NON CI RICEVE.



FIAT ARESE . SINDACATI, DI NUOVO ALBERTINI NON CI RICEVE.

CUB, COBAS E CGIL- POLITICA DEL COMUNE E' INESISTENTE



(ANSA) - MILANO, 12 NOV - I sindacati hanno reso noto che  "per la seconda
volta nelle ultime settimane il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, non
ha ricevuto i rappresentanti dei lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, e
oggi ha ancora delegato l'assessore al Personale, Carlo Magri".

Ma Cgil, FlmUniti-Cub e Slai-Cobas, contestano complessivamente la politica
dell'amministrazione, definita "inesistente", sostenendo che "a differenza
di Termini Imerese, il Comune di Milano si preoccupa semmai solo di
riassorbire qualche disoccupato, quando nessuno lo chiede in questo
momento, e non di difendere il destino industriale di Arese e di
contrastare il piano di ristrutturazione della Fiat".

Carlo Pariani, della FlmUniti-Cub, chiede tre cose al Comune: "il museo
delle auto storiche Alfa dove rimanere ad Arese e non essere spostato a
Milano, per simboleggiare la difesa della fabbrica; l'amministrazione deve
partecipare, con il proprio gonfalone, alla manifestazione di venerdý
prossimo nel capoluogo lombardo per lo sciopero dei metalmeccanici, e
garantire uno spazio in Galleria Vittorio Emanuele o in piazza Duomo per
una mostra che dia visibilitÓ ai lavoratori".

Secondo il coordinatore nazionale dello Slai-Cobas, Renzo Canavesi, "il
sindaco Albertini fa il furbo" perchŔ "potrebbe modificare veramente il
piano industriale della Fiat e salvaguardare realmente la fabbrica di Arese
intervenendo attraverso i rappresentanti da lui designati nelle banche".
"Albertini - afferma Canavesi - ha designato il vicepresidente nella
Fondazione Cariplo e sempre il Comune designa 4 rappresentanti nel
Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa-Bci".

Guglielmo Cappai, della Fiom-Cgil, si dice "totalmente insoddisfatto del
comportamento del Comune" perchŔ "verso Arese non c'Ŕ la minima attenzione
e si Ŕ sbagliato tutto". Cappai chiede infine "atti concreti e visibili per
salvare la fabbrica come quelli giÓ assunti dal comune di Termini lmerese".