Nuovi strumenti



La Fiat, abolendo il diritto di sciopero e l’elezione diretta dei rappresentanti sindacali, ecc. ha dato origine a un contraccolpo psicologico negativo sulla gente, per cui molti in Italia e all’estero non vogliono più acquistare vetture Fiat. Il che dimostra anche una miopia nelle capacità imprenditoriali dei capi dell’azienda.

Per far salire i profitti occorre invece valorizzare i lavoratori e, in generale, i cittadini. Dando stipendi alti ai lavoratori, questi lavorano con maggiore professionalità e serietà, possono comprare di più e pertanto le aziende possono vendere e quindi produrre di più.

Renault, Volkswagen, Citroën, Toyota (Yaris), Ford fabbricano in stabilimenti dislocati in Germania, Francia e Inghilterra per il mercato europeo e non danno segni di particolare sofferenza, al di là della crisi economica. In questi stabilimenti, rispetto a Pomigliano e Mirafiori, le retribuzioni sono più alte, l’orario di lavoro è inferiore o al massimo uguale, la partecipazione dei dipendenti alle decisioni sono molto più avanti rispetto all’Italia. In Germania hanno una politica industriale, e non intendono cedere conoscenze tecniche, occupazione e indotto, oltretutto senza il controllo delle autorità e dei sindacati nazionali.

L’imprenditore libanese Nikolas G. Hayek, fondatore dei famosi orologi Swatch, era solito dire che la Svizzera, essendovi la democrazia diretta, è un Paese con salari superiori a quelli di altri, eppure è un Paese molto adatto per fare industria. I motivi di ciò li trova nell’ottimo e formativo sistema scolastico, nell’etica e serietà del lavoro, nel senso di responsabilità, nel sistema politico efficiente e poco costoso, nella neutralità della Svizzera, per cui, non essendo “di parte”, i prodotti là fabbricati hanno un gradimento all’estero più esteso di quelli provenienti da altri Paesi.

La Germania in questi anni non solo non ha ridotto i diritti sindacali dei lavoratori e dei cittadini (il 93% delle aziende rispetta l’accordo nazionale sul lavoro), ma, grazie all’impegno del partito tedesco dei Verdi e del movimento Democratico Diretto tedesco, ha largamente aumentato i loro diritti, introducendo la democrazia diretta dei cittadini in tutti i suoi 16 Länder e in tutti i suoi Comuni. Quando tutti i cittadini assieme possono prendere decisioni con effetto esecutivo, il loro contributo e le loro capacità permettono un fortissimo apporto allo sviluppo della nazione: difatti oggi la Germania ha la migliore ripresa dell’Unione Europea. In Italia chi o che vogliamo aspettare?

Inoltre, sempre in Germania, già da vari decenni esiste l’istituto della cogestione, ossia La partecipazione dei lavoratori, più precisamente di organi da questi eletti, alle decisioni sulla produzione, sul personale e sui servizi dell’impresa ove prestano la loro attività. I dipendenti diventano anche i proprietari di una parte delle azioni societarie. In Italia chi o che vogliamo aspettare?

I problemi non possono essere risolti con le stesse strutture che li hanno prodotti.

Come per tutte le cose del nostro mondo c’è un’evoluzione, anche la democrazia deve evolvere con continuità, altrimenti muore e con essa lo Stato dove ciò si verifica. Come le specie viventi se non migliorano scompaiono, così è per la democrazia. Pertanto occorre fare adesso il passo in avanti: il potere del popolo e dei lavoratori non può più limitarsi a eleggere ogni 5 anni un rappresentante che sovente non lo rappresenta più, né è sufficiente promuovere a volte referendum abrogativi su singoli argomenti, bensì è estremamente necessario che i lavoratori e i cittadini stessi debbano avere maggiore forza, maggiore potere. La democrazia ha bisogno di crescere, deve esserci più “democrazia”, ossia più “potere del popolo”.  

È quella che è chiamata democrazia diretta (DD), la cui base è l’istituzione di due diritti fondamentali con effetto esecutivo e senza quorum (di cui bisogna chiederne l’abolizione): l’iniziativa popolare, per cui i cittadini propongono e votano leggi nuove che il parlamento non è intenzionato a fare, e il referendum deliberativo, mediante il quale i cittadini possono correggere o precedere leggi già votate oppure da votare. Con questi due diritti la DD funziona perché obbliga i governanti a servire il bene comune. e non rallenta nulla, perché i politici sanno di non poter uscire dai binari o fare errori, in quanto che il popolo ha potere di veto e di delibera. La sovranità dei cittadini sugli eletti accresce la democrazia e ferma gli abusi di potere. È la regola d’oro. Questo a livello europeo per le leggi della UE, a livello nazionale per le leggi dello Stato, a livello locale per le leggi e gli statuti a livello locale.

Anche la “e-democracy” permette un’intelligenza collettiva, una trasparenza in rete e una democrazia sempre più diretta. Chi non s’adegua perde l’evoluzione democratica e scompare. Non possiamo fermarci alle idee del secolo scorso, cioè soltanto all’idea del suffragio universale, perché così non facciamo progressi.

Il potere possiede un’arma in più: la struttura gerarchica, con cui alcuni-pochi assoggettano tutto. I cittadini possono vincere soltanto costruendo un’arma più potente: la democrazia diretta del popolo.  

La democrazia siamo tutti noi. L’essenza della democrazia non sta nel culto di personalità o d’una ideologia più o meno valida, bensì è la realizzazione della struttura che consente l’esercizio pieno e inalienabile della sovranità del popolo.

È giunta l’ora dell’alleanza fra i cittadini, i partiti progressisti, i sindacati genuini e il movimento della democrazia diretta, giacché lo scopo finale può essere identico, la DD è perno di unità. Oggi i diritti popolari sono diventati in tutto il globo l’espressione chiave di uno sviluppo democratico duraturo. Dal 1989 oltre un centinaio di Paesi nel mondo ha introdotto meccanismi istituzionali di partecipazione diretta nell’ambito della democrazia rappresentativa. Tra questi la Germania, come visto sopra, ha introdotto la DD in tutto il suo territorio per merito del partito tedesco dei Verdi, con la collaborazione del movimento DD. I Verdi hanno avuto la riconoscenza dei cittadini e dei lavoratori tedeschi per avere conquistato la loro compartecipazione vincolante, per cui detto partito ha recentemente superato lo SPD.

Da recenti sondaggi, effettuati negli USA e negli Stati europei, su chi vuole l’istituzione della democrazia diretta, le risposte favorevoli della popolazione variano tra il 68% e l’85%, mentre quelle dei politici tra il 17% e il 50%. Per le nostre conquiste democratiche occorre darci da fare.

Chi meglio dei cittadini può decidere sulle scelte più condivise e più valide per la comunità? Nessuno lo sa fare meglio dei cittadini stessi. Dovremmo sperare altrimenti in un governante illuminato, ma quanti ve ne sono di governanti illuminati che fanno solamente il bene comune, forse 2 su 100, se va bene. Ormai attraverso la democrazia rappresentativa, non lo dimentichiamo, sono passate anche cose non valide, come i dittatori, e il nazismo è andato al potere con la democrazia rappresentativa.

Ormai una società giusta ed equa non è possibile senza l’istituzione della DD. Con la globalizzazione diventa l’unica soluzione per il popolo, affinché sia compartecipe, con effetto vincolante, dei suoi diritti e del suo benessere. Solo così si può credere nella collaborazione fra i popoli. I cittadini devono essere forti nella libertà, uniti con la DD si vince!     

Carlo Marinis                                               Movimento della DD