Re: La pericolosa alleanza tra Islam di Stato e Kemalismo sciovinista minaccia i Cristiani in Turchia!



Credo non si debba dimenticare che il movimento di Ataturk era formato nella sostanza da ex ebrei frankisti formalmente convertiti all'Islam ma occultamente affiliati a questa corrente estremista giudaica fortemente anticristiana. La conferma è data dalle buone relazioni Turchia-Israele. Temo che l'Europa non sappia o non voglia aiutare la Turchia nello sviluppo di una vera democrazia!

----- Messaggio originale -----
Da: Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker <info at gfbv.it>
A: "dirittiglobali at peacelink.it" <dirittiglobali at peacelink.it>; "conflitti at peacelink.it" <conflitti at peacelink.it>
Inviato: Giovedì 19 aprile 2007, 17:19:48
Oggetto: La pericolosa alleanza tra Islam di Stato e Kemalismo sciovinista minaccia i Cristiani in Turchia!


Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070419it.html

Turchia
La pericolosa alleanza tra Islam di Stato e Kemalismo sciovinista 
minaccia i Cristiani in Turchia! Basta mascherare la deriva 
anticristiana della Turchia!

Bolzano, Göttingen, 19 aprile 2007

Dopo l'assassinio di tre Cristiani a Malatya nel sudest della Turchia, 
l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello 
affinché non si continui a ignorare le crescenti tendenze anti-cristiane 
in Turchia. Da decenni il nazionalismo radicale di stampo kemalista 
dominante nelle fila governative turche usa a proprio vantaggio l'Islam 
sunnita per impedire la democratizzazione del paese. In questo modo il 
sentire nazionalista esclude di fatto i Cristiani dall'appartenenza alla 
popolazione turca. Il fenomeno si estende anche al di fuori della 
frontiere turche. In Germania, ad esempio, l'Unione 
tedesco-turco-islamica con più di 500 moschee sottostà al presidio 
statale turco per le questioni religiose di Ankara e da questo gli imam 
ricevono anche le linee guida per le prediche del venerdì, tanto da 
chiedersi se si tratta di vera libertà di religione.

In Turchia la percentuale di popolazione di religione cristiana è scesa 
dal 25% allo 0,1%. La popolazione cristiana ha subito il genocidio del 
1913-1922 e in seguito è stata vittima dello cosiddetto "scambio di 
popolazione", che di fatto è stato una feroce persecuzione di Armeni e 
di Cristiani assiro-aramaici e greco-ortodossi, e i cui culmini sono 
stati la "Notte dei cristalli di Istanbul (1955) e la crisi di Cipro (1974).

- Fino ad oggi le Chiese cattolica ed evangelica in Turchia non sono 
legalmente riconosciute e non possono quindi formare associazioni 
religiose con uno status di diritto. Le messe vengono per lo più 
celebrate in appartamenti privati e la costruzione di chiese solitamente 
è permessa unicamente nelle zone di richiamo turistico.
- Il patriarca ortodosso residente a Istanbul/Costantinopoli, capo 
spirituale di oltre 250 milioni di Cristiani ortodossi, è riconosciuto 
in Turchia unicamente come guida spirituale dei circa 3.000 
Greco-ortodossi che ancora vivono in Turchia.
- I permessi di soggiorno e di lavoro solitamente vengono negati ai 
sacerdoti che non sono cittadini turchi.
- Nonostante l'articolo 40 dell'accordo di Losanna preveda il diritto 
dei non-Musulmani a possedere della terra, la Turchia vietava fino al 
2002 ai membri di minoranze religiose di acquistare un immobile e in 
numerosi casi si sono verificati espropri.

Secondo le stime dell'APM, in Turchia vivono oggi 60.000 Cristiani di 
diverse correnti di nazionalità armena, circa 3.000 Greco-Ortodossi a 
Istanbul, 2.000 Siriaco-Ortodossi a Tur Abdin (nel sudest del paese) e 
altri 3.000 circa nella regione attorno a Istanbul, 3.000 
Siriaco-unionisti e circa 10.000 Cristiani cattolici e evangelici 
prevalentemente non di cittadinanza turca.

Cristiani, Kurdi e Kurdi cristiani
Secono l'APM non è un caso che l'ultimo fatto di sangue sia avvenuto 
nella regione kurda attorno a Malatya. Negli ultimi 20 anni sempre più 
Kurdi sono passati al Cristianesimo. In Turchia si parla di circa 1.000 
Kurdi convertiti al Cristianesimo. La violenza nazionalista ha infatti 
preso di mira anche una casa editrice che aveva tradotto e pubblicato la 
Bibbia in Kurdo. Dal punto di vista del nazionalismo radicale, il 
binomio Kurdo-Cristiano è particolarmente pericoloso poiché unisce 
l'infiltrazione religiosa con l'attentato all'unità dello stato. Da 
questa prospettiva non è quindi strano che dopo la persecuzione e la 
discriminazione degli Armeni e dei Cristiani assiro-aramaici e 
greco-ortodossi anche i Kurdi convertiti al Cristianesimo si trovino in 
una situazione di particolare difficoltà.

Vedi anche:
* www.gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070320it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070119it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2006/060707it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050609it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050513ait.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050503it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050420it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050408it.html | 
www.gfbv.it/2c-stampa/2005/050125it.html | 
www.gfbv.it/3dossier/armeni/armeni.html | 
www.gfbv.it/3dossier/kurdi/indexkur.html | 
www.gfbv.it/3dossier/kurdi/kurtur-it.html

* www: http://it.wikipedia.org/wiki/Tur_Abdin | www.kurdistan.it | 
www.komkar.org | www.ihd.org.tr/eindex.html

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