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Darfur - Tre milioni di profughi attendono di rientrare
- Subject: Darfur - Tre milioni di profughi attendono di rientrare
- From: "Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker" <info at gfbv.it>
- Date: Mon, 22 Feb 2010 15:14:23 +0100
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Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
www.gfbv.it/2c-stampa/2010/100222it.html
Sette anni di genocdio in Sudan occidentale (26 febbraio)
Cresce la speranza di pace per il Darfur - Tre milioni di profughi
attendono di rientrare
Bolzano, Göttingen, 22 febbraio 2010
A sette anni dall'inizio del genocidio nel Darfur, l'armistizio siglato
tra i maggiori partiti in conflitto fa crescere la speranza di pace nel
Sudan occidentale. Ora però la comunità internazionale non può
accontentarsi della tregua ma deve impegnarsi affinché i circa tre
milioni di profughi del Darfur possano tornare nei loro villaggi
attualmente ancora distrutti. La messa in fuga della popolazione durante
il genocidio è un crimine che la comunità internazionale non può e non
deve più accettare.
Domenica scorsa il governo sudanese e il Movimento per la libertà del
Darfur JEM (Justice and Equality Movement), che è il movimento
militarmente più significativo, si sono accordati per un'immediata
tregua e per la partecipazione dello JEM ai trattati di pace a Doha (Qatar).
Circa 2,7 milioni di profughi provenienti dal Darfur vivono in campi
profughi situati nel Sudan occidentale e altri 300.000 hanno cercato
accoglienza nel vicino Ciad. Nei campi profughi regna la disperazione
dovuta anche alla completa mancanza di speranza per un ritorno pacifico
nei villaggi d'origine. La comunità internazionale deve impegnarsi
affinché durante le trattative di pace la ricerca di una soluzione per
il destino dei profughi risulti prioritaria rispetto alle discussioni
sulla distribuzione del potere.
Circa sette anni fa, il 26 febbraio 2003, il conflitto del Darfur, che
da tempo andava intensificandosi, raggiunse un nuovo apice con l'attacco
di 300 guerriglieri alla città di Golu e l'uccisione di soldati
dell'esercito sudanese. Il governo decise la repressione militare della
rivolta e cominciò ad armare dei gruppi arabi presenti già a partire
dagli anni '80 e conosciuti poi come milizie Janjaweed. Composte da
banditi, ex-soldati e giovani disoccupati provenienti da piccole
popolazioni arabe, le milizie Janjaweed raggiunsero una triste fama per
le brutali aggressioni alla popolazione civile. Ma tuttora le milizie
Janjaweed si rendono responsabili di crimini contro i profughi e di
attacchi ai campi profughi. Solo lo scorso 10 febbraio le milizie
Janjaweed hanno attaccato dei campi profughi nelle vicinanze della città
di Kass nel Darfur meridionale. Durante l'aggressione molte capanne sono
state saccheggiate e bruciate, due persone sono state uccise e almeno
altre dieci ferite.
Vedi anche in gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2010/100208it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/091109it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090618it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090528it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090427it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090304it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090225it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090217it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090116it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090108it.html |
www.gfbv.it/3dossier/africa/darfur-it.html |
www.gfbv.it/3dossier/africa/darfur-man.html
in www: www.justice4darfur.org | www.wantedforwarcrimes.org | [pdf]
www.gfbv.de/reedit/openObjects/openObjects/show_file.php?type=inhaltsDok&property=download&id=822
| web.amnesty.org/library/index/engafr541392004 |
www.hrw.org/doc?t=africa&c=sudan