[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]
60esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1 ottobre)
- Subject: 60esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1 ottobre)
- From: "Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker" <info at gfbv.it>
- Date: Tue, 29 Sep 2009 12:53:55 +0200
- User-agent: Thunderbird 2.0.0.23 (Windows/20090812)
Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090929it.html
60esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese
(1 ottobre)
Nessun motivo per festeggiare: Tibet e Xinjiang sono come bombe ad
orologeria; c'è bisogno di una nuova politica per le minoranze etniche
Bolzano, Göttingen, 29 settembre 2009
In occasione del 60esimo anniversario della fondazione della Repubblica
Popolare Cinese l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) commenta
criticamente: "In Tibet e nello Xinjiang/Turkestan orientale sembra di
vivere su una bomba ad orologeria". La situazione nelle due province è
tale per cui in ogni momento potrebbero scoppiare gravi scontri tra la
popolazione locale e la popolazione cinese immigrata. La Cina ha un
urgente bisogno di una nuova politica per le minoranze etniche che
affronti la questione da nuovi punti di vista e possa quindi prevenire
l'esplosione di violenze. Purtroppo però Pechino finora si è sempre
rifiutata di condurre un dialogo serio e sincero sia con i Tibetati sia
con gli Uiguri.
Nei confronti dei Tibetani, degli Uiguri e dei Mongoli la leadership
cinese punta tuttora su una politica di colonizzazione e di esercizio
della forza. Invece di cercare soluzioni pacifiche con le tre grandi
minoranze del paese, Pechino persegue l'obiettivo di rendere Tibetani,
Uiguri e Mongoli minoranze nel proprio territorio nonostante le tre
regioni insieme costituiscano quasi la metà del territorio cinese
complessivo e siano importanti produttori di materie prime per
l'economia cinese.
Anche le minoranze religiose in Cina hanno pochi motivi per festeggiare
l'anniversario della Repubblica visto che anche in questo caso Pechino
continua a voler esercitare il completo controllo sul credo delle
persone. Le comunità religiose che non sono disposte a sottomettersi
alle direttive del Partito Comunista Cinese vengono perseguitate e
sciolte. Le libertà di credo fissate nella costituzione cinese vengono
di fatto negate ai credenti delle chiese protestanti, alle frange di
chiesa cattolica non riconosciuta ufficialmente, agli Imam musulmani, ai
monaci buddisti e ai seguaci del movimento Falun Gong.
Le facciate brillanti dei nuovi grattacieli e il boom economico non
possono tuttavia nascondere il fatto che la Cina è ancora lontana
dall'essere uno stato di diritto e democratico. La brutalità con cui la
leadership cinese reagisce contro qualsiasi manifestazione di
democraticità e la serrata censura di internet dimostrano quanto le
libertà civili siano ancora disattese e represse nel paese.
Chi festeggia l'anniversario cinese dovrebbe pensare anche ai ca. 40
milioni di persone che dalla fondazione della Repubblica cinese ad oggi
sono state vittime dei crimini contro l'umanità commessi dal regime, e
che fino ad oggi non hanno conosciuto giustizia. Pechino calpesta i
diritti umani non solo in casa propria ma anche a livello
internazionale.Con l'intento di garantirsi importanti forniture di
materie prime per la propria economia, la Cina commette gravi violazioni
dei diritti umani e finanzia guerre civili in Birmania, Sri Lanka,
Sudan, Etiopia, Nigeria, Congo e Angola. La Cina considera se stessa una
potenza mondiale ed esercita il suo potere in totale disattenzione per
il diritto internazionale e per le responsabilità che tale posizione
internazionale comporterebbe. Anche la reazione della leadership cinese
alla crisi finanziaria mondiale e al dibattito internazionale sul clima
non cambia il quadro complessivo, visto che anche in questi campi la
Cina persegue unicamente i propri interessi.
Vedi anche in gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090916it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090803it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090707it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090106it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/081009it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/081006it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080523it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080423it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080410ait.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080408ait.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080407it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080328ait.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080320it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080318it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080314it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080307it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/080229en.html |
www.gfbv.it/3dossier/asia/uiguri.html |
www.gfbv.it/3dossier/asia/uig-kadeer.html |
www.gfbv.it/3dossier/asia/mongol/mongol.html
in www: www.uyghurcongress.org | http://it.wikipedia.org/wiki/Xinjiang |
www.hrichina.org