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Somalia: Ministra degli esteri USA promette nuove forniture di armi
- Subject: Somalia: Ministra degli esteri USA promette nuove forniture di armi
- From: "Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker" <info at gfbv.it>
- Date: Mon, 10 Aug 2009 10:11:55 +0200
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Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090807it.html
Somalia: Ministra degli esteri USA promette nuove forniture di armi
280.000 nuovi profughi da maggio 2009 - Nuove armi fomenteranno
ulteriormente la guerra
Bolzano, Göttingen, 7 agosto 2009
L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha fortemente criticato il
progetto USA di fornire nuove armi alla Somalia. Nel corso del suo
recente viaggio in Africa, la Ministra degli esteri USA Hillary Clinton
ha promesso al governo di transizione somalo il raddoppio della
fornitura di armi e di munizioni da parte degli USA. Secondo l'APM, la
Somalia non ha bisogno di nuove armi ma di aiuti per la ricostruzione e
di mediazione tra le parti in guerra. Da maggio 2009 oltre 280.000
abitanti di Mogadiscio sono fuggiti dalla capitale. Negli scorsi tre
mesi almeno 448 civili sono morti negli scontri e oltre 1.950 persone
sono state ferite. Le nuove forniture di armi rischiano di fomentare
ulteriormente la guerra civile in corso e di aggravare quindi il dramma
dei profughi.
La Clinton ha anche minacciato l'Eritrea, contribuendo così non alla
soluzione del conflitto ma molto più probabilmente a un indurimento
delle posizioni dei due paesi africani. La Clinton ha anche minacciato
sanzioni contro l'Eritrea se questa dovesse continuare a fornire armi ai
gruppi islamici somali che combattono il governo di transizione. L'unico
modo per fermare la guerra che l'Eritrea combatte in Somalia contro
l'Etiopia è quello di attenuare e risolvere le tensioni tra Eritrea e
Etiopia. Il governo USA però non sembra intenzionato ad assumere il
ruolo di mediatore tra i due paesi africani e si schiera invece dalla
parte dell'Etiopia. Gli USA infatti hanno anche sostenuto militarmente
il fallito intervento etiope in Somalia nel dicembre 2006.
Dopo 18 anni di guerra civile la Somalia ha un urgente bisogno di aiuti
alla ricostruzione. La stessa UE mette a disposizione più mezzi
finanziari per la sicurezza che per la ricostruzione. L'operazione
Atlanta pensata per combattere la pirateria al largo delle coste del
Corno d'Africa costa 450 milioni di dollari all'anno mentre per i
prossimi cinque anni l'UE prevede una spesa di soli 212 milioni di
dollari per gli aiuti allo sviluppo in Somalia.
Nel frattempo il governo di transizione somalo continua a perdere
influenza rispetto al crescente movimento islamista. Se si vuole davvero
evitare una radicalizzazione islamica del paese africano bisogna
investire molto più nella ricostruzione del paese e nel dialogo tra le
fazioni in lotta. La Somalia non ha bisogno di nuovi interventi militari
provenienti dall'estero ma di più dialogo nel proprio paese.
Vedi anche in gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090417it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090416it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2008/081118it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070209it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2007/070919it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2006/061228it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2006/061227it.html |
www.gfbv.it/2c-stampa/2006/061218it.html |
www.gfbv.it/3dossier/africa/somalita.html
in www: http://it.wikipedia.org/wiki/Somalia |
http://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia | www.flickr.com/photos/unhcr/