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Re: Stati insulari del Pacifico discutono sul cambio climatico (4-6 agosto)





>Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
>www.gfbv.it/2c-stampa/2009/090804it.html
>
>Stati insulari del Pacifico discutono sul cambio climatico (4-6 agosto)
>L'innalzamento del livello del mare potrebbe sommergere le isole del 
>Pacifico - Otto milioni di indigeni rischiano l'esodo



Ci si doveva pensare prima. Negli ultimi quarant'anni la popolazione del pianeta Terra è 
RADDOPPIATA.

Questo significa una cosa ben precisa. Noi umani siamo come ciocchi di legno. Più ci 
accatastiamo gli uni sugli altri più il fuoco della nostra economia arde vorace. Se negli 
ultimi decenni vi è stata una crescita economica così elevata da bruciare quasi tutte le 
risorse del pianeta non lo si è dovuto ad un fantomatico "capitalismo" che si è creato da 
solo, dal nulla.

L'ipercrescita economica è stata generata esattamente dall'ipercrescita demografica.
Il focaraccio economico si è alimentato dell'accatastamento demografico.

Entrambi i fenomeni hanno avuto la stessa intensità, la stessa velocità. Ed a nulla 
poteva servire, ed a nulla è servito, l'immaturo approccio ambiental/associazionista di 
cercare di spegnere i mille e mille focolai d'iperconsumo e d'inquinamento senza portare 
alla pubblica attenzione, affinché le popolazioni decidessero responsabilmente, l'origine 
riproduttiva di tutti i nostri mali.

Senza diffondere la consapevolezza demografica nulla di buono poteva succedere e nulla di 
buono è successo.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, si potrebbe dire. Se non fosse che saranno i 
più deboli i primi a patire per l'irresponsabile condotta, causata innanzitutto dagli 
innumerevoli professori e professoresse accaparratori a vita di importanti ruoli 
pubblici, dagli statali, che mai in quarant'anni hanno alzato la mano in segno di 
allarme, anzi al contrario hanno quasi sempre incolpato di tutto il nemico "capitalismo".

Che i più deboli alfine sappiano: quelli che si mostrano "buoni" sono spesso peggiori di 
quelli che appaiono "cattivi".


Danilo D'Antonio