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India: un piccolo approfondimento su Adivasi e nucleare
- Subject: India: un piccolo approfondimento su Adivasi e nucleare
- From: "Ass. popoli minacciati / Ges. bedrohte Voelker" <info at gfbv.it>
- Date: Mon, 29 Sep 2008 11:32:18 +0200
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Vi proponiamo un piccolo articolo di approfondimento sulla lotta degli
Adivasi in India contro il nucleare, in specifico l'estrazione di
uranio. A noi serve per ricollegarci ai fatti piu' recenti che vedono
sempre piu' frequentio le aggressioni di radicali hindu' verso cristiani
per la maggiorparte Adivasi, appunto.
India : il "radioso" futuro degli Adivasi
Nell'intento statunitense di contrapporre alla Cina un'India
politicamente ed economicamente forte, il Congresso degli USA ha
approvato nel 2006 il Hyde -Act, che di fatto riconosce l'India come
potenza militare atomica nonostante l'India non abbia mai firmato
l'Accordo sulla non proliferazione delle armi atomiche. Il
riconoscimento degli USA rende più facile anche l'espansione del
nucleare a scopi civili in India. I costi di questa politica ricadranno
perlopiù sulle popolazioni indigene Adivasi poiché i giacimenti indiani
di uranio si trovano quasi esclusivamente sulla loro terra.
Attualmente l'uranio viene estratto solo nella regione attorno a
Jadugoda nello stato indiano di Jharkand dove vivono prevalentemente le
popolazioni Adivasi degli Ho e dei Santhal. Il 24 dicembre 2006 migliaia
di litri di scorie radioattive sono fuoriuscite per nove ore
dall'impianto gestito dall'impresa statale Uranium Corporation of India
Limited (UCIL) e si sono riversati in un piccolo fiumiciattolo che
scorre accanto al vicino villaggio di Dungridih. I gestori degli
impianti non si erano neanche accorti della falla nel sistema e la
perdita è stata fermata solo dopo l'allarme dato dalla popolazione. Nel
frattempo sul fiume si era formato un tappeto di rifiuti velenosi che ha
annientato buona parte della fauna del fiume e ha contaminato le riserve
di acqua di molte delle comunità situate lungo il fiume. Questo non era
il primo incidente. Nel 1986 si era rotta la diga di un bacino di
raccolta dei residui di lavorazione dell'uranio. Ciò nonostante
l'impresa evidentemente non considera necessaria l'adozione di accurati
sistemi di sicurezza e di allerta. Le conseguenze di questa gestione
spensierata ha comportato e continua a causare drammatici problemi di
salute per le circa 30.000 persone che vivono nelle vicinanze della
miniera di Jadugoda. L'uranio è trasportato in camion aperti su strade
pubbliche e a volte piccole parti del carico cadono in strada. I bacini
di raccolta dei rifiuti radioattivi non sono né coperti né recintati, le
dighe di contenimento vengono spesso usate come passaggi pedonali e i
materiali di scarto usati come materiale edile. L'equipaggiamento di
sicurezza fornito ai minatori, in maggioranza Adivasi, consiste in un
paio di guanti. Le autorità indiane hanno classificato come strettamente
confidenziali i dati attuali sui morti al lavoro e sull'incidenza di
malattie gravi tra la popolazione. I minatori malati vengono curati in
ospedali appositi, la loro cartella clinica sottostà al segreto di
stato, e anche il possesso non autorizzato di un contatore Geiger
costituisce un reato. Ufficialmente però viene negata qualsiasi
relazione tra la radioattività e i dati indicativi forniti dai resoconti
delle infermiere dei piccoli centri di salute dei villaggi. Le patologie
che più saltano agli occhi sono l'alto numero di tumori e tubercolosi,
di malattie alle vie respiratorie, di anemia, di aborti spontanei,
bambini nati morti e di malformazioni nei neonati.
Per le autorità, l'energia nucleare è e resta una fonte energetica
sicura nonché la fonte energetica del futuro. In una paese
caratterizzato da elevati tassi di analfabetismo c'è voluto il lavoro di
informazione della Jharkandi's Organisation against Radiation (JOAR –
Organizzazione di Jharkandi contro le radiazioni) affinché la
popolazione prendesse coscienza del fatto che i gravi e diffusi problemi
di salute non fossero una punizione divina ma causati dall'uomo. Per
questo lavoro la JOAR è stata insignita nel 2004 del Nuclear-Free Future
Award.
Attualmente in India ci sono 14 reattori nucleari, ma secondo i progetti
dello stato altri otto reattori dovrebbero essere costruiti entro il
2020. Gli enormi giacimenti di uranio di Jadugoda si stanno esaurendo e
diventa quindi sempre più impellente il bisogno di avviare lo
sfruttamento dei nuovi giacimenti individuati a Turamdih, Bagjata e
Banduhuran nelle regioni di Jharkhand, Lambapur e Peddagattu. Anche in
questi casi, i giacimenti si trovano su territori adivasi e circa 30.000
persone sarebbero costrette a lasciare terra e casa per fare spazio alle
miniere. Il caso di Jadugoda ha però fatto scuola e tra la popolazione
cresce la resistenza a questa forma di sviluppo.