TIRO ALL'INNOCENTE



In tutti questi conflitti, dall'Afganistan, all'Irak
fino al recentissiomo Libano, le parti in conflitto si
sono specializzate nell'uccisione di civili innocenti:
in Libano i morti appartenenti all'esercito israeliano
o ai miliziani Hezbollah si contano sulle dita di una
mano, mentre  diverse centinaia sono i morti civili e
migliaia i feriti. I bersagli preferiti dall'aviazione
o dai missili sono abitazioni civili, pulmini zeppi di
gente, ponti trafficati, ecc. In Irak poi le azioni di
guerra sono praticamente ridotte a mercatini rionali,
luoghi di preghiera, puman, operai in attesa,
assembramenti di ogni tipo. Se non ci sono più di
dieci morti non fa notizia! Non possiamo parlare di
guerra: qui si tratta di macelleria gratuita ed
inaccettabile, pianificata lucidamente a tavolino come
altre stragi del recente passato ed occorre procedere
ad una rapida conclusione sulle regioni: se non le
capiamo per tempo non solo non possiamo tentare di
fermarle, ma presto ne saremo coinvolti: il rituale
dell'11 del mese è sempre lì a ricordarcelo, eppure
volentieri lo dimentichiamo! 


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