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bombe, biscotti e virus... gli "errori" di Bush
Brani tratti da Il Manifesto 2/11/01
AFGHANISTAN
Cibo o bombe a grappolo?
LAURA FLANDERS *
Alcuni lettori si sono offesi qualche settimana fa quando ho usato della
fantasia - strumento indispensabile del giornalismo - per fare due più due
e suggerire che per quanto riguarda l'assalto Usa sull'Afghanistan, gli
aiuti alimentari e le bombe non andavano d'accordo.
Ora, purtroppo, non c'è dubbio che molti dei pacchetti alimentari che le
forze Usa hanno paracadutato siano cadute in mani sbagliate e alla quarta
settimana di bombardamenti per la missione Usa, il Programma per
l'alimentazione mondiale dell'Onu sta dicendo che le prime nevicate -
attese intorno al 15 novembre - bloccheranno i passaggi montani e le
strade, rendendo diffile la consegna degli aiuti umanitari.
I funzionari di soccorso sul campo temono che se i bombardamenti non
verranno sospesi abbastanza a lungo da permettere a un sufficiente numero
di convogli di arrivare nel paese, milioni di civili afghani moriranno di
fame: "Milioni,letteralmente milioni, di civili afghani moriranno di fame
quest'inverno a meno che le forze armate Usa non sospendano gli attacchi e
consentino all'Onu di ristabilire un'efficace distribuzione di aiuti
alimentari" ha dichiarato Sarah Zaidi, direttorice e ricercatrice del
Centro per i diritti economici e sociali in Pakistan, all'Istituto per la
correttezza pubblica lo scorso fine settimana. Il gruppo di Zaidi ha
prodotto tre relazioni complete sull'Afghanistan dall'11 settembre.
Intanto, l'Onu ha lanciato l'allarme per l'uso delle bombe a grappolo da
parte dei veivoli statunitensi. Secondo una relazione pubblicata venerdì,
sul News International in Pakistan, la settimana scorsa le bombe a grappolo
Usa hanno ucciso otto persone a Shaker Qala, un villaggio a Herat.
Le bombe a grappolo sono sganciate in una valigia che si apre in volo,
lanciando 200 bombe grandi quanto una lattina di bibita su un'area grande
quanto un campo di football americano. Servono a distruggere veicoli,
appiccare fuoco e anche come arma anti-uomo. A volte scendono con piccoli
paracadute pensati per evitare che esplodano con l'impatto e impedire al
nemico di utilizzare l'area come campo da atterraggio. (Shaker Qala, ci è
stato riferito, è vicino a un campo militare). "Gli abitanti del villaggio
hanno molti motivi per aver paura, perché queste bombe, se non esplodono,
sono pericolosissime", ha dichiarato al News Dan Kelly, manager del
programma Onu per la bonifica dalle mine in Afghanistan. "Possono esplodere
se gli abitanti del villaggio le sfiorano soltanto".
E infine, questa notizia è della Bbc: "Gli Usa stanno cercano di
scongiurare ulteriori critiche sull'uso delle bombe a grappolo in
Afghanistan avvisando i civili afghani a non confondere le bombe inesplose
con gli aiuti alimentari".
La Bbc (domenica 28 ottobre) ha riferito che le bombe a grappolo gialle con
cui gli Usa stanno attaccando l'Afghanistan "possono essere confuse, da
lontano, con i pacchi di aiuti alimentari avvolti in plastica gialla che
gli aerei statunitensi hanno paracadutato nelle ultime settimane".
La fonte del servizio della Bbc era una trasmissione radio delle operazioni
psicologiche (psy-ops) Usa. Bbc monitoring, un servizio sito nel sud
dell'Inghilterra, seleziona e traduce informazioni dalla radio,
televisione, stampa, agenzie stampa e internet di 150 paesi in oltre 70
lingue, comprese le trasmissioni psy-ops.
Secondo la Bbc, le forze armate Usa stanno utilizzando la radio per
rassicurare gli afghani in Dari e Pashtu - due delle cinque lingue
regionali. I messaggi psy-ops svelano anche preoccupazioni statunitensi.
"Attenzione, nobili cittadini afghani", inizia il messaggio. "Come sapete,
i paesi della coalizione hanno lanciato per voi delle razioni di cibo
quotidiane, dentro buste di plastica gialle. Hanno forma rettangolare o di
un quadrato allungato. Il cibo al loro interno è Halal altamente
nutritivo". Nelle operazioni future, dicono a psy-ops, "le bombe a grappolo
non verranno lanciate dove si lancia cibo. E comunque, non vorremmo vedere
un civile innocente portarsi via per errore una bomba credendo che contenga
cibo. Anche le bombe sono gialle. Non confondete la forma a cilindro delle
bombe con quella rettangolare del cibo", finiva il messaggio.
Vorrei solo avere inventato questa storia.
*Laura Flanders, giornalista americana, scrive sul quotidiano
WorkingForChange, ha scritto "Real Majority, Media Minority: The Cost of
Sidelining Women in Reporting" (Maggioranza numerica, minoranza mediatica:
giornaliste in panchina) Laura@lauraflanders.com
(Traduzione di Camilla Lai)
Armi biologiche, ora Bush ci ripensa
Chiesti nuovi accordi internazionali (rifiutati pochi mesi fa da
Washington). E l'antrace s'allarga fino in Lituania
Contagio più vasto Le spore partono dalla East Coast e approdano nel
MidWest e in Europa. Mistero sulla donna morta a New York. "Non possiamo
garantire la sicurezza" E. N.
Mentre nuovi casi di contaminazione da spore di antrace vengono segnalati
qua e là attraverso gli Stati uniti - ormai non più solo sulla East Coast -
il presidente Bush ha deciso di compiere un'inversione politica di 180
gradi e rilanciare l'ipotesi di grandi accordi internazionali contro le
armi biologiche, quando solo pochi mesi fa il suo governo aveva boicottato
la creazione di una nuova convenzione mondiale in materia.
Bush propone ora di mettere al bando qualunque attività legata alle armi
batteriologiche, configuradola e perseguendola a tutti gli effetti come
reato: secondo il presidente, l'iniziativa dovrebbe essere condivisa da
tutti i paesi del mondo che aderiscono alla Convenzione dell'Onu contro le
armi biologiche del 1972, i quali sono sollecitati a "promulgare a livello
nazionale una severissima legislazione penale" comprendente anche requisiti
stringenti per consentire l'eventuale estradizione dei colpevoli. Inoltre,
aggiunge Bush nel documento diffuso ieri, occorre mettere a punto una
"rigorosa procedura nell'ambito delle Nazioni unite" per indagare su
"sospetti attacchi batteriologici" o anche su mere "asserzioni riguardanti
l'uso di tali armi". La convenzione ripudiata quest'anno da Washington
doveva riguardare appunto il controllo sugli impianti capaci di produrre
agenti batteriologici: il rifiuto di andare avanti, all'epoca, era stato
motivato con l'impossibilità di compiere dei controlli credibili (ma molti
avevano pensato che gli Usa volessero in realtà evitare degli imbarazzanti
controlli in casa propria). (...)