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Armi all’uranio, nessun rischio
Fonte: - Corriere della Sera - 7-3-2001
Reso pubblico ieri a Bruxelles il rapporto degli esperti nominati dalla
Commissione europea
«Armi all’uranio, nessun rischio»
Per gli scienziati della Ue non ci sono prove di danni alla salute
BRUXELLES - «Sulla base delle informazioni per ora disponibili,
l'esposizione all'uranio impoverito non può produrre un effetto
individuabile sulla salute umana»: lo afferma un rapporto di un gruppo di
esperti scientifici dell’Unione Europea reso pubblico ieri a Bruxelles. Ed
entro marzo arriverà anche il dossier dell’agenzia dell’Onu per l’ambiente.
Nello studio, realizzato per iniziativa della Commissione europea, gli
esperti hanno precisato che a queste conclusioni sono giunti calcolando le
«dosi cui realisticamente possono essere stati esposti» i militari
occidentali nei Balcani. La relazione degli scienziati europei, richiesta
dalla commissaria europea all'Ambiente Margot Wallström due mesi fa, quando
in diversi Paesi comunitari vennero denunciati i possibili rischi per i
militari Nato provenienti dall'uso di armi all'uranio impoverito (Du) nei
Balcani, afferma che «benché non si possa escludere un possibile effetto
combinato dell'esposizione ad agenti tossici e chimici cancerogeni, e alle
radiazioni, non vi sono evidenze che supportino questa ipotesi». «In base
agli scenari disponibili, l'esposizione al Du procura piccole dosi di
radiazioni, comparabili con i livelli naturali» rilevano inoltre gli
esperti europei, secondo i quali «in generale sembra più appropriato
monitorare l'ambiente, in particolare l'acqua potabile, piuttosto che gli
individui».
Secondo gli scienziati comunitari i soldati che sono stati nei Balcani,
così come quelli che hanno prestato servizio per la guerra del Golfo, non
devono preoccuparsi per gli effetti sulla loro salute, mentre più complessa
appare la situazione della popolazione locale perché non si conosce la
concentrazione di uranio naturale (più pericoloso dell'uranio impoverito)
che è presente nel suolo. Ma «anche nel nostro giardino - hanno osservato
gli esperti - ci possono essere concentrazioni». Anche in questo caso,
quindi, gli esperti sembrano tranquillizzare. «L'agricoltura e la vita sul
luogo, anche se ci sono bambini che mangiano un po’ di terra, potrebbero
trasmettere dosi molto ridotte, diremmo trascurabili. Se si coltiva su un
terreno con tracce di uranio c'è poco trasferimento nelle piante».
Gli esperti hanno quindi sottolineato di aver esaminato il rischio
radiologico e non il problema specifico della tossicità chimica
dell'uranio, non essendo stato richiesto dalla Commissione. Spetterà a
quest'ultima, se lo riterrà necessario, dare incarico per un ulteriore
approfondimento.
R.E.
Esteri
© Corriere della Sera