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Privatizzazione Finmeccanica - Azioni … di guerra!
From: Caritas diocesana Reggio Emilia <caritas@re.nettuno.it>
Subject: Su Finmeccanica
Privatizzazione Finmeccanica - Azioni … di guerra!
di Gianmarco Marzocchini
Avrà sicuramente colpito molti di voi la pubblicità della Finmeccanica in
vista della vendita delle azioni, conclusa la settimana scorsa. Pubblicità
che risulta anche simpatica per l'inserimento di situazioni ironiche che,
se da una parte ci fanno sorridere, dall'altra ci nascondo altre verità un
po' più sconcertanti.
Finmeccanica, azienda di tecnologia avanzata che farà avanzare tutti noi
come ci ricorda la pubblicità, produce armi! Fornitrice ufficiale
dell'Esercito Italiano, produce armi per la difesa che, come tutti possono
capire, è facile che diventino anche di attacco.
Tutti siamo stati toccati dalle immagini della Sierra Leone e dell'ultima
guerra che si sta combattendo in questo martoriato paese: bambini soldato,
Caschi blu rapiti, giornalisti uccisi e tanti altri che muoiono senza
sapere, spesso, il perché.
Non tutti sanno, invece, che l'Italia tra il 1993 e il 1997 è stata il
principale fornitore di esplosivi e armi leggere alla Sierra Leone: 1
milione e 626mila dollari di forniture per un totale di 525 tonnellate solo
di esplosivo.
Lo Zimbabwe, teatro negli ultimi mesi di violenze e aggressioni anche verso
europei, ha acquistato dall'Italia, tra il 1997 e il 1998, sei aerei
leggeri da addestramento e antiguerriglia Sf-260 E/F Siai Marchetti
(Agusta, divisione di Finmeccanica).
A questi pochi dati riguardo il mercato internazionale delle armi e il
coinvolgimento dell'Italia, è necessario aggiungere anche che le nostre
banche, quelle a cui affidiamo i nostri risparmi, si arricchiscono
sostenendo l'export bellico.
I dettagli dei sostegni economici a chi produce armi e la lista delle
banche coinvolte sono contenute nella "Relazione sull'export italiano di
armi nel 1998". Presentata dall'allora Presidente del Consiglio Massimo
D'Alema in parlamento nel marzo '99 è rimasta sicuramente poco conosciuta.
Soprattutto l'Allegato E, con più di trecento pagine, ci mette sotto gli
occhi nomi, cifre e dettagli delle operazioni di vendita all'estero per
banca, impresa, paese di destinazione, autorizzazione e contenuto della
fornitura.
Ancora una volta appare il nome di Finmeccanica. Cariplo, ad esempio,
continua ad incassare, per conto dell'Agusta i pagamenti delle Filippine
per il contratto da 52 milioni di dollari del 1992 per la costruzione in
loco di aerei leggeri Sf-260 e S-211. Stesso cliente, Agusta-Finmeccanica,
e destinatari ancora più controversi per il Banco Ambrosiano Veneto, che
figura come banca d'appoggio per l'esportazione di parti di ricambio di
elicotteri militari in Turchia e Perù.
Allora? Mettiamo i nostri soldi sotto il materasso?
Non credo sia necessario tornare a metodi anacronistici o inattuabili ai
giorni nostri per nascondere il nostro denaro e credo anche che sia giusto
richiedere e cercare interessi dai nostri capitali. Ma bisogna farlo bene!
Prima di tutto è necessaria una corretta informazione e la ricerca di
rapporti chiari con chi amministra i nostri soldi. Esistono in Italia, tra
l'altro, espressioni diverse di finanza etica che riescono ormai a fare
concorrenza ai classici istituti bancari: Banca Etica e le Mutue Auto
Gestioni.
Essere critici nei confronti delle istituzioni e del nostro Stato e Governo
di turno. Non è vero che la nostra voce non conta niente. Saremo incisivi
nella misura in cui avremo competenza, coerenza e riusciremo a continuare
nei nostri propositi.
Anche l'ultima parata militare, che ha accompagnato la Festa della
Repubblica a Roma il 4 giugno scorso, è un esempio di come la nostra
mentalità non sia ancora una mentalità di pace e di ricerca di convivenza
senza violenze, nonostante i bei discorsi dei nostri uomini politici.
Manifestazione fortemente voluta dal nostro Capo di Stato, con invito a
partecipare a tutte le più alte cariche delle amministrazioni locali
(comuni, province e regioni), torna a riempire le vie di Roma dopo molti
anni di assenza, alla faccia di chi aveva lottato, con successo, per la sua
abolizione (movimenti pacifisti laici e cattolici, schieramenti politici, …).
Pax Christi, nel suo comunicato stampa in occasione della parata militare,
dice che "alla luce del Vangelo della Pace, ci sono ragioni sufficienti per
potere affermare quanto sia gravemente inopportuno esprimere il senso della
festa facendo sfilare strumenti di morte. […] Lo stesso termine parata
esprime l'orgoglio delle armi, che non è di certo in sintonia con il clima
del Giubileo".
Noi cristiani, per primi, abbiamo il dovere di riprendere in mano il
discorso dell'economia e di come gestiamo i nostri beni. Se dall'altare ci
sentiamo dire che "il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo", non
possiamo essere tranquilli nella nostra ricerca di accumulo e di interessi
da fare a tutti i costi. Anche perché questi "costi" sono, nei casi più
gravi, vite umane. Gli strumenti di morte prodotti da tante industrie
italiane faranno morire delle persone come noi.
E noi correremo tranquilli a comprare le azioni di Finmeccanica senza
chiederci il perché?
Tutto questo non ci può lasciare indifferenti! Non possiamo permettere che
continui tanta violenza e morte nel mondo anche per colpa nostra.
Dobbiamo imparare a fare i "nostri affari", investendo in azioni … di Pace!
Gianmarco Marzocchini