PER CHI NON CONOSCE ANCORA COME FUNZIONA IL
GIOCHETTO
In tutta Italia le cronache giornalistiche
raccontano di danni apocalittici arrecati dai cinghiali alle colture
agricole. Questo grosso e intelligente mammifero è criminalizzato quasi
ovunque quasi fosse un flagello. Ma di chi sia la colpa della sua
diffusione solo ora qualcuno incomincia a rendersene conto: i cacciatori. La
grande diffusione della specie è stata ottenuta in gran parte grazie
ad immissioni lecite e clandestine di animali d'allevamento
all'unico scopo di soddisfare le frenesie venatorie dei cacciatori senza
preoccupazione alcuna per colture agricole. Perfino in Sicilia dove
il cinghiale non è mai esistito le immissioni per fini venatori hanno
consentito la comparsa di questo ungulato e fra qualche anno anche in
quell'isola qualcuno chiederà di poter organizzare battute, girate
o braccate con armi pericolosissime e devastanti.
E qualcuno poi dirà che i cinghiali in Sicilia
sono stati paracadutati dagli ambientalisti!
Responsabilità di tutto questo è anche da
imputare alle organizzazioni degli agricoltori che ai cacciatori hanno sempre
strizzato l'occhio nella speranza, sciocca, di ricavare qualche
vantaggio dall'attività venatoria. In Piemonte i "lanci" legali di cinghiali sono proseguiti per tutti
gli anni settanta e fino al 1985 . Erano le Province, Cuneo in testa e Torino
a seguire, con i denari pubblici, a lanciare cinghiali a camionate. Oggi
in Piemonte i ripopolamenti venatori con i cinghiali sono vietati, ma
proseguono ugualmente in maniera illegale favoriti dalle decine di allevamenti
autorizzati. Non si lamenti troppo il Presidente Costa per i danni da
cinghiale: La provincia di Cuneo, dove il Presidente On. Costa tanto si
lamenta per i danni, è anche quella in Piemonte dove vi è il
maggior numero di allevamenti di cinghiali. E dagli allevamenti gli animali
ogni tanto, nottetempo, scappano !
Poi quando gli agricoltori subiscono le invasioni
dei cinghiali sui loro terreni chiamano i cacciatori in soccorso. E
il giochetto continua.
Il cacciatore è l'unico soggetto che non ha
interesse a vedere diminuire il numero di cinghiali presenti sul territorio.
Pensare di ridurre il numero di cinghiali affidandosi ai cacciatori, anche se
mascherati da "selecontrollori", è senza senso.
La Provincia di Crotone, incredibile, ma vero
all'alba del 2005 spende soldi pubblici per acquistare cinghiali da lanciare
sulle colture agricole! Vedere per credere: 20.000 €uri + iva per
acquistare 40 cinghiali da "lancio". Chi pagherà poi per i danni che i
cinghiali sicuramente faranno? Il Presidente Sergio Iritale di
tasca propria o sempre con i soldi pubblici?
Invitiamo a scrivere al Presidente della
Provincia di Crotone Sergio Iritale per invitarlo a spendere meglio i soldi
che la comunità gli affida: presidente at provincia.crotone.it
Roberto Piana
Segretario Nazionale della
LAC