[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Ippopotami: in Congo la mattanza




LIBERTA'  -  26/2/2004

<http://quotidiano.liberta.it/QuotidianoArticolo.asp?Qpar=&IDArt=223&Fname=>Ippopotami: 
in Congo la mattanza

  Un triste risultato arriva dal censimento degli ippopotami redatto dal 
Congolese Institute for the Conservation of Nature: rischio estinzione. 
Questi animali sono passati, in meno di 30 anni, da 29.000 esemplari ai 
1.300 presenti nel Parco Nazionale del Virunga, nella Repubblica 
Democratica del Congo, una riduzione del 95% che segna anche l'ultima voce 
di un lungo elenco animali in pericolo. La loro condanna a morte  stata 
rappresentata dal bracconaggio, i dieci anni di guerra intestina nella 
Repubblica hanno permesso lo scempio senza testimoni. Ora gli ippopotami 
rischiano di scomparire. Bisogna fermare il bracconaggio, sostiene Susan 
Lieberman, direttore presso l'ente di conservazione delle specie del WWF. 
Il bracconaggio sta infatti decimando gli ippopotami per la loro carne e i 
denti, e molti di questi animali sono stati trovati avvelenati sulle rive 
del fiume Rutsuru. Gli ippopotami del Congo popolavano gli 800 mila ettari 
di parco, il pi vecchio del continente, abitando le zone paludose e le 
rive dei fiumi della foresta pluviale, ma l'occupazione di larghe aree del 
parco da parte delle forze armate, iniziata nel 1994, aveva impedito sin da 
allora agli esperti di tenerne il conto. Tornati sul luogo, i naturalisti 
non si aspettavano di trovare uno scempio di tali proporzioni. Ma il Congo 
non  il solo stato a far registrare perdite, il Burundi piange i due terzi 
della popolazione di ippopotami dello stato e si contano globalmente non 
pi di 150.000 esemplari del grosso animale. Il bracconaggio, favorito 
dalla mancanza di controllo dei luoghi, ha fatto diventare le loro carni 
una prelibatezza per i palati ed i loro denti, lunghi fino a 60 centimetri, 
sono andati a sostituire l'avorio degli elefanti, il cui commercio  ora 
vietato. L'ironia vuole che ora gli ippopotami siano numericamente briciole 
rispetto al numero di elefanti africani, che ammontano a mezzo milione. 
Salvaguardare la vita di questa specie, commentano esperti del WWF in 
conclusione, significa salvaguardare interi ecosistemi, quello delle paludi 
e quello delle praterie, di cui gli ippopotami rappresentano un anello 
fondamentale. Senza di loro anche gli uomini dei Paesi del centro Africa 
rischiano: infatti i pesci, che sono la loro principale fonte di 
sostentamento, subiranno una forte battuta d'arresto senza il letame dei 
grossi mammiferi, loro cibo. Alessandra Rivoli