Cari amici,
Vi inviamo in allegato la proposta di adesione al "Manifesto per un'etica interspecifica" sviluppato dal "Gruppo di lavoro per l'etica aspecista". Il "Manifesto", già sottoscritto dagli accademici Carlo Consiglio, Bruno Fedi, Margherita Hack, Valerio Pocar, Tom Regan, e molti altri sostenitori dei diritti animali quali Alessandro Arrigoni, Grazia Barbieri, Luciana Baroni, Stefano Cagno, Ebe Dalle Fabbriche, etc.. rappresenta un punto di partenza per la creazione di un "gruppo di lavoro" del quale Vi invitiamo a far parte.
Ringraziando per l'attenzione, Vi preghiamo di contattarci per ogni chiarimento, osservazione o suggerimento.
per il G.L.E.A.
Massimo Terrile
e-mail: anti.spec@tiscalinet.it
G.L.E.A.
Gruppo di lavoro per l’etica aspecista
Lettera aperta alle Associazioni animaliste
Milano, 13 giugno 2002
Cari amici,
abbiamo il piacere di informarVi che il Prof. Tom Regan ha sottoscritto in data 17 maggio u.s. il "Manifesto per un’etica interspecifica" sviluppato dal "Gruppo di lavoro per l’etica aspecista".
La stesura e la diffusione di tale documento hanno lo scopo primario di chiarire la posizione delle associazioni e delle persone che in esso si riconoscono, rispetto alla D.U.D.A. (Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali) del 1978.
Già ad una semplice lettura gli articoli della D.U.D.A. appaiono infatti specisti ed in contraddizione tra loro, proclamando all’inizio l’uguaglianza di tutti gli animali in merito al diritto all’esistenza ed al rispetto, per poi classificarli in categorie in base al loro utilizzo, ossia distinguendo i "selvaggi " da quelli che "vivono nell’ambiente dell’uomo", quelli "scelti per compagni" da quelli "… che lavorano", fino a quelli "allevati per l’alimentazione", concludendo che "nessun animale deve essere utilizzato per il divertimento dell’uomo", " né utilizzato per esibizioni o spettacoli incompatibili con la loro dignità", chiaramente in contrasto con l’uso alimentare e gli altri tipi di sfruttamento.
Sebbene sviluppata con intenti certamente etici, benché arretrata rispetto alle idee espresse in merito ai rapporti interspecifici già ad esempio da Pitagora, Lucrezio, Plutarco, Leonardo da Vinci, Voltaire, Bentham, Darwin, Shopenauer, Lorenz e molti altri filosofi e scienziati , tale dichiarazione ammette implicitamente ed esplicitamente troppe deroghe alla "dignità" degli animali che intenderebbe difendere, non riconoscendo loro tra l’altro lo stato di esseri senzienti, ed ignorando ogni riferimento alla possibilità di una alimentazione vegetariana (anzi, avvallando gli allevamenti a scopo alimentare e la macellazione) o all’utilizzo di prodotti sintetici al posto di quelli di origine animale.
E’ quindi opportuno, anche alla luce delle attuali conoscenze, fare un atto di giustizia dichiarando apertamente l’appartenenza di tutti gli animali non-umani alla stessa categoria degli umani, ossia degli esseri senzienti capaci di soffrire fisicamente e psicologicamente provando gioia e tristezza, di pensare, di ricordare, di amare, come qualsiasi altro essere vivente cosciente di sé, seppur con diverse sfumature e intensità, come tra gli umani, attribuendo loro pari diritti nell’ambito delle effettive esigenze della specie di appartenenza.
E’ in tale ottica che Vi proponiamo quindi di aderire al "Manifesto per l’etica interspecifica" nella versione del 1 febbraio 2002 (v. allegato 1), entrando a far parte del "Gruppo di lavoro per l’etica aspecista" che con tale documento si è costituito (v. allegato 2), al fine di diffonderne e svilupparne ulteriormente le tesi proposte, assicurandoVi peraltro che da tale partecipazione non ne deriverà alcun onere o impegno indesiderato.
RingraziandoVi per l’attenzione, Vi invitiamo a restituirci il modulo di adesione (v. allegato 3) via e-mail, fax o posta, al fine di poterVi annoverare tra i firmatari del "Manifesto".
Cordiali saluti
per il "G.L.E.A."
Massimo Terrile
Allegato 1
Manifesto per un’etica interspecifica
Versione del 1 febbraio 2002
1) Gli animali umani e non-umani – in quanto esseri senzienti, ossia coscienti e sensibili – hanno uguali diritti alla vita, alla libertà, al rispetto, al benessere, ed alla non discriminazione nell’ambito delle esigenze della specie di appartenenza.
2) Nei confronti delle altre specie gli umani, come tutti gli esseri senzienti ai quali venga riconosciuta la potenzialità di "agente morale", sono tenuti a rispettare i suddetti diritti, rinunciando ad ogni ideologia antropocentrica e specista.
3) Nel quadro di tale rapporto, eventuali alimenti o prodotti che debbano derivare dalle altre specie vanno ottenuti senza causare morte, sofferenze, alterazioni biologiche, o pregiudizio delle esigenze etologiche. Ove possibile, essi vanno comunque sostituiti con sostanze di origine vegetale o inorganica.
4) Uccidere o far soffrire individui delle altre specie (ad esempio sottoponendoli a lavori coatti, usandoli per attività, spettacoli o manifestazioni violente, o allevandoli e custodendoli in modo innaturale), ovvero sperimentare su individui sani e/o nell’interesse di altre specie o altri individui, causare loro danni fisici o psicologici, detenere specie naturalmente autonome o danneggiare il loro habitat naturale, o eccedere in legittima difesa, è una violazione dei suddetti diritti, e va considerata un crimine.
5) La ricerca scientifica va sottoposta a severi controlli per assicurarne l’aderenza ai suddetti
principi. Il principio di precauzione deve essere rispettato anche nei confronti delle altre specie.
Promosso da : Gruppo di lavoro per l’etica aspecista
Animalex,
Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale,
Movimento Antispecista,
Rinascita Animalista
Movimento U.N.A.
con la collaborazione di (ordine alfabetico):
Mara Grazia Barbieri
Luciana Baroni
Daniela Casprini
Nandini Daly
Ebe Dalle Fabbriche
Bruno Fedi
Cristina Pinzauti
Valerio Pocar
Silvia Saba
Aldo Sottofattori
Massimo Terrile
Pubblicato nel Giugno 2002
Sottoscritto ad oggi da :
Tom Regan - Professore emerito di Filosofia - Raleigh – North Carolina State University – U.S.A.
Bruno Fedi - Docente in Urologia – Terni – Italia
Valerio Pocar - Professore di Sociologia del Diritto – Milano – Università di Milano-Bicocca – Italia
Margherita Hack - Professore emerito dell’Università di Trieste – Accademico dei Lincei
Carlo Consiglio - Docente in Zoologia - Roma - Italia
Nandini Daly - Urbino - Italia
Massimo Terrile - Milano – Italia
Massimo Siri - Alessandria - Italia
Aldo Sottofattori - Ivrea – Italia
Cristina Pinzauti - Firenze – Italia
Silvia Saba - Roma – Italia
Grazia Barbieri - Presidente C.R.C.S.S.A. – Genova - Italia
Ebe Dalle Fabbriche - Presidente U.N.A. – S. Piero a Sieve, Firenze - Italia
Stefano Cagno - Medico – Milano - Italia
Tiziana Rampini - Milano - Italia
Roberto Pogliani - Milano - Italia
Luigi Bigini - Pisa - Italia
Marina Palmieri - Giornalista-scrittrice – Pavia – Italia
Paola Lago - Milano – Italia
Olga Samarina - Pittrice – Genova – Italia
Alessandro Arrigoni - Siena - Italia
Associazioni:
Lega per l’abolizione della Caccia – Milano – Italia
Unione Naturisti Italiani – Sezione Lazio – Roma – Italia
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Allegato 2
Carta del Gruppo di lavoro per l’etica aspecista
23 marzo 2002
A) E’ costituito un "gruppo di lavoro" aperto, il quale assume la denominazione di "Gruppo di lavoro per un’etica aspecista", avente come scopo la stesura e la diffusione di un documento denominato "Manifesto per un’etica interspecifica"
a.1) per la necessità di definire i principi sui quali si basa l’etica aspecista.
I principi derivanti dall’etica aspecista non sono infatti ancora stati definiti in modo chiaro, benché molto si parli dei "diritti degli animali".E’ pertanto opportuno che una dichiarazione venga redatta in tal senso, al fine di rappresentare i principi di quanti condividono il riconoscimento a tutti gli esseri senzienti dei diritti fondamentali alla vita, alla libertà, al benessere ed all’uguaglianza quali titolari di una vita avente valore inerente;
a.2) per la opportunità di proporre un documento che fornisca la base per la costituzione di un fronte unitario per la liberazione delle altre specie dalla schiavitù.
Centinaia di associazioni animaliste in tutto il mondo rappresentano gli interessi
morali di persone che non possono ancora riconoscersi in una dichiarazione comune.
Esse sono unite da sentimenti che devono trovare una rappresentanza al fine di raggiungere una massa critica che abbia una rilevanza politica;
a.3) per l’urgenza di far partecipi le istituzioni pubbliche del cambiamento in corso nella morale comune in merito al rapporto umani - altre specie.
Le istituzioni pubbliche sono ferme ai principi tradizionali che vedono le altre specie sottoposte al totale arbitrio degli esseri umani. Sempre più spesso si assiste alla citazione della D.U.D.A. del 1978 come ad una dichiarazione che dovrebbe definire i diritti degli animali, mentre dal suo contenuto si avverte chiaramente che non di "diritti" si tratta, ma di palliativi per scaricare la coscienza individuale dai sensi di colpa derivanti dal continuare a trattare gli individui delle altre specie come schiavi.
B)Il gruppo accetta di porsi delle Premesse, un Codice deontologico, e un Obiettivo per tracciare il proprio percorso e non sconfinare in temi o in dichiarazioni che eccedano lo scopo per il quale si è costituito.
Premesse
4. La procedura di lavoro è di condensare in poche righe le osservazioni, e ottenere l’unanimità sugli emendamenti proposti. Se essi non vengono recepiti (spesso una frase viene male interpretata) ciò non è un motivo per rinunciare al dialogo, anzi è un motivo per illustrare più chiaramente le proprie idee.
6. I partecipanti concordano sulle Premesse, gli Obiettivi ed il Codice deontologico del gruppo di lavoro.
Codice deontologico
1. Affermare solo verità scientificamente dimostrate.
Deve comunque considerarsi dimostrato anche ciò che è constatabile e riproducibile, pur non essendo al limite stato compreso. Nei casi dubbi, ossia ove vi siano teorie scientifiche contrastanti, deve prevalere dal lato etico quella che maggiormente rispetta i diritti fondamentali di tutti gli esseri senzienti e, in caso di conflitto tra gli stessi, quella che salvaguarda la specie sottoposta ad un danno certo e maggiore.
Ciò che è moralmente accettabile non può essere negato per il rischio che ne possa derivare un comportamento illecito. Semmai, occorre prevedere opportuni controlli e contromisure. In altre parole, non pare lecito rinunciare all’utilizzo di tutti i prodotti animali tout-court per impedire maltrattamenti ed abusi. Equivarrebbe ad abolire il lavoro umano per evitare illegalità o abusi nei confronti dei lavoratori.
3. Limitarsi ad enunciare i principi ai quali dovranno ispirarsi le leggi.
A fini di sintesi, l’individuazione dei principi etici ai quali gli aderenti intendono ispirarsi deve prescindere dalle motivazioni che sono all’origine di tali principi, onde non cadere nella necessità di chiarire sia le cause che hanno generato lo "status quo", sia le ragioni che ne richiedono il cambiamento, così come la dichiarazione dei diritti dell’uomo non spiega – per analoghi motivi - le ragioni che sostenevano la negazione dei diritti stessi, né quelle che ne hanno ispirato il cambiamento.
Obiettivo
1. Proporre alle forze politiche i principi di un nuovo "codice per gli animali".
Il "Manifesto" è un documento destinato a far presente alle forze politiche e legislative i principi etici ai quali i proponenti si ispirano, ed ai quali essi desiderano che la legislazione vigente venga allineata. Come tale, è sia la presentazione di un obiettivo politico che i proponenti desiderano venga realizzato, sia l’offerta di un sostegno trasversale alle forze che vorranno realizzarlo.
C)Elenco dei partecipanti alla data:
Sono attualmente aderenti al gruppo di lavoro per l’etica interspecifica le seguenti associazioni (in ordine alfabetico):
1.Animalex (Roma)
2.Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale (Genova)
3.Movimento Antispecista (Milano)
4.Rinascita animalista (Torino)
5.Movimento U.N.A. (S. Piero a Sieve – Firenze)
All. 3
"Manifesto per un’etica interspecifica"
Lettera di adesione
A: Coordinamento del "Gruppo di lavoro per l’etica aspecista", c/o Movimento Antispecista
( Via Principale 11, 20050 Correzzana -MI ; Tel/Fax 039.6065817 – e-mail:
anti.spec@tiscalinet.it)_______________________
La presente quale adesione al "Manifesto per un’etica interspecifica" nella versione del 1 febbraio 2002, acconsentendo alla pubblicazione dei dati inviativi con la presente ai sensi della legge 31/12/96 n. 675 e successive modificazioni (c.d. "legge sulla privacy").
Nome e Cognome:
(o "descrizione" per le associazioni)
Città di residenza:
(città della "sede centrale" per le associazioni)
Rappresentante:
(solo per le associazioni, nominativo del legale rappresentante)
Referente:
(solo per le associazioni, nominativo della persona delegata a rappresentare l’associazione nel "Gruppo di lavoro per l’etica aspecista")
Indirizzo:
e-mail:
n° telefono:
Solo per le persone fisiche (dati facoltativi):
Professione:
Albo professionale:
Corpo accademico:
Solo per le associazioni:
Logo dell’associazione (facoltativo)
Firma
(per le associazioni, il rappresentante legale)
……………………………………………
Data: ………. / ………. / 2002