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Marino e xenotrapianti




Vi giro queste parole di Niseema

 Quel Prof. Ignazio Marino di Palermo che si è rifiutato dare (in
commissione etica) il benestare all'operazione
delle gemelline siamesi per motivi morali è lo stesso che, infischiandosene
della Vita e dell'Amore, vuole avere i fondi per mettere su a Palermo un
mega centro di ricerca sugli xenotrapianti, con relativo allevamento di
babbuini. Mesi fa avevo mandato in lista le agenzie al riguardo. Le rimando.
Occorrerebbe preparare una petizione contro il progetto di Marino. 
Ai giornali bisognerebbe poi ricordare che il suo progetto non è
propriamente etico...



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MEDICINA: XENOTRAPIANTI; MARINO, ISMETT UNA STRADA DA SEGUIRE
   (ANSA) - ROMA, 3 GEN - Il trapianto di organi da animali ''e'
una strada da seguire con decisione perche' la carenza di organi
e' un problema che esiste in tutte le nazioni''. Questo il
parere del professor Ignazio Marino, direttore dell'istituto
mediterraneo per i Trapianti di Palermo, all'annuncio di
xenotrapianti entro l'anno in Inghilterra. Marino, che ha
partecipato nel centro di Pittsburgh ai due trapianti di fegato
da babbuino a uomo del 1992 e 1993, ha spiegato che ''per
l'Italia questo e' il momento  per dare un'accelerazione finale
alla ricerca ed iniziare ad eseguire xenotrapianti, ma servono
regole precise a cui attenersi per garantire i malati e
rispettare la dignita' umana; ma occorre stabilire normative
certe per la diffusione delle scoperte della genetica e per il
controllo degli organi di animali transgenici. All'Ismett - ha
detto Marino - saremo pronti ad affettuare xenotrapianti entro
la fine del 2001''. Quanto alla moratoria suggerita dal Comitato
nazionale di Bioetica, il chirurgo ha spiegato di essere
contrario ''in linea di principio''. ''Credo - ha detto - sia
giunto il momento di allineare la scienza dei trapianti italiana
a quella di paesi come gli Usa e l'Inghilterra. L'importante e'
che non si concedano brevetti ad alcuna scoperta ottenuta con la
ricerca transgenica perche' in questo campo non e' lecito
speculare. Eventuali organi geneticamente modificati devono
essere messi a disposizione di tutti i malati''.    (ANSA).

SANITA': USA, WSJ SU CENTRO TRAPIANTI IN SICILIA
(ANSA) - NEW YORK, 14 FEB - L'Universita' di Pittsburgh
(Pennsylvania), in collaborazione con il governo italiano, apre
un centro di medicina avanzata in Sicilia, dedicato alla
chirurgia dei trapianti e il 'Wall Street Journal' di oggi, nel
raccontare l'impresa, spende a piene mani ironia e perplessita'.
   ''Qual e' il miglior ospedale in Sicilia? Un aereo per andare
da qualche altra parte'', esordisce il quotidiano finanziario,
che s'interroga quindi sul perche' l'universita' americana abbia
scelto ''un'isola piena di problemi, a lungo oppressa dalla
mafia, tuttora una delle aree piu' sottosviluppate dell'Europa
occidentale'' per la sua prima avventura all'estero.
   ''Se questo esperimento avra' successo - e' la risposta di
Jeffrey Romoff, direttore generale della divisione medica dell'
Universita' di Pittsburgh - avremo costruto un modello si
struttura sanitaria hi-tech che potremo esportare in altri
paesi, come l'Egitto e la Turchia''.
   Il progetto prevede la costruzione di un centro, denominato
Ismett, da 150 miliardi di lire che dovrebbe essere ultimato
entro il 2001 e dove verranno praticati i piu' sofisticati
trapianti d'organi come quello del fegato. (SEGUE).
     EMC
14-FEB-00 18:34 NNNN
ZCZC0596/SXB
R CRO S0B S41 ST3 S04 R46 QBKS
SANITA': USA, WSJ SU CENTRO TRAPIANTI IN SICILIA (2)
   (ANSA) - NEW YORK, 14 FEB - ''Nel giro di quattro o cinque
anni saremo in grado di effettuare il piu' alto numero di
trapianti rispetto a qualsiasi altro centro nel mondo'', ha
dichiarato Ignazio Marino, il chirurgo di origine italiana
arrivato da Pittsburgh per dirigere il nuovo super-ospedale.
   La partenza tuttavia, secondo il 'Wall Street Journal' non e'
stata delle piu' facili: i medici degli altri ospedali vedono
l'Ismett come una minaccia, come una struttura in grado di
assorbire tutti i finanziamenti, lasciando a secco le proprie
divisioni, ostilita' a cui si aggiungono numerosi episodi di
ordinaria malasanita' all'italiana e intoppi burocratici.
   ''Per competere tutti gli altri ospedali della citta'
dovranno adeguarsi ai nostri standard'', e' la risposta di
Howard Doyle, un altro degli specialisti americani sbarcati a
Palermo.
   La qualita' delle terapie promette di essere al livello dei
migliori centri americani e per garantire la migliore assistenza
tutto il personale infermieristico sara' formato attraverso un
corso di preparazione appositamente istituito dall'Universita'
di Pittsburgh. (ANSA).
     

MEDICINA: MARINO, CENTRO TRAPIANTI PALERMO SARA' UN SUCCESSO
(V. 'USA: MEDICINA; WSJ SU CENTRO TRAPIANTI...' DELLE 18.34)
   (ANSA) - NEW YORK, 14 FEB - Il professor Ignazio Marino,
direttore dell'Ismett, non condivide le perplessita' avanzate
dal 'Wall Street Journal' di oggi sulla costruzione a Palermo
del nuovo centro trapianti, un progetto coordinato del governo
italiano, della Regione Sicila e dell'Universita' di Pittsburgh,
e scommette sul successo dell'operazione.
   ''Mentre procede la costruzione del nuovo ospedale - ha
dichiarato Marino all'Ansa - abbiamo gia' iniziato a operare in
una sede provvisoria. Dal 31 luglio dello scorso hanno abbiamo
effettuato 11 trapianti di fegato e sei di rene, con una
mortalita' operatoria pari a zero. Un risultato eccellente anche
per gli standard americani''.
   Secondo Marino, rientrato in Italia dopo 14 anni di lavoro
all'Universita' di Pittsburgh, ''il centro Ismett rappresenta
una speranza per tutti i pazienti del Sud Italia, finora
costretti a  rivolgersi all'estero e a scontrarsi con liste d'
attesa interminabili o addirittura inaccessibili''.
   Marino e' giunto a Palermo insieme ad altri 30 sanitari
dell'Universita' di Pittsburgh e conta di formare
professionalita' altamente specializzate in Sicilia grazie a un
finanzimento dell'Unione europea di 3 miliardi di lire. ''L'
Ismett sara' un centro di eccellenza medica nel Sud Italia -
spiega Marino - e l'unico ospedale del Sud, oltre a quello di
Napoli, dove venga praticato il trapianto del fegato''. (ANSA).