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Re: LA DISINFORMAZIONE RIGUARDO ALL'AIDS E' PIU' CONTAGIOSA DELLA MALATTIA STESSA



Gent.mo Dott.
Paolo Bossi,

La ringrazio per aver commentato la mia lettera sul problema Aids anche se
era diretta a me solo per conoscenza. Comprendo la sua reazione di medico in
prima linea nella lotta contro le malattie, infatti diceva Lev Tolstoj: So
che la maggior parte degli uomini, compresi coloro che si sentono a loro
agio con problemi della massima complessità, accetta raramente anche la
verità più semplice e ovvia se questa li obbliga ad ammettere la falsità
delle conclusioni che loro stessi si sono deliziati ad esporre ai loro
colleghi o che hanno fieramente insegnato ad altri e che hanno ormai ordito,
filo dopo filo, nel tessuto della loro vita. Io mi sono definito studioso
nel senso che ho raccolto un insieme di documenti scientifici dove numerosi
ricercatori tra cui cito:
Adams, Jad
Al-Bayati, Mohammed
Anderson, Mark
Ankomah, Baffour
Bethell, Tom
Bialy, Harvey
Brink, Anthony
Burkett, Elinor
Callen, Michael
Caton, Hiram
Chirimuuta, Rosalind
Cradock, Mark
Conlan, Mark Gabrish
Crewdson, John
Christie, Huw
Deer, Brian
Duesberg, Peter
Ellison, Bryan
Farber, Celia
Fiala, Christian
Geshekter, Charles
Gilbert, Sky
Giraldo, Roberto
Griffin, Beverly
Hässig, Alfred
de Harven, Etienne
Hodgkinson, Neville
Johnson, Phillip
Johnson, Christine
Jones, Colman
Kent, George
Koliadin, Vladimir
Kremer, Heinrich
Lang, Serge
Lanka, Stefan
Lauritsen, John
Liversidge, Anthony
Lucà Moretti, Maurizio
Maver, Robert
Mbeki, Thabo
Meditel
Mertz, David
Maggiore, Christine
Mullis, Kary
Null, Gary
Papadopulos et al., Eleni
Perth Group
Plumley, Peter
Philpott, Paul
Rasnick, David
Regush, Nicholas
Root-Bernstein, Robert
Schmidt, Casper
Shenton, Joan
Sonnabend, Joseph
Stewart, Gordon
Strohman, Richard
Tahi, Djamel
Thomas, Charles
Turner, Valendar
Vermaak, Vivienne
Werth, Barry
Young, Ian
sostengono delle tesi diverse da quelle ufficiali. Essi sono definiti
dissidenti e forse vale la pena di ascoltare cosa hanno da dire.
La sua lettera contiene solo delle opinioni personali ma non è corredata da
nessuna citazione bibliografica. La inviterei a leggere almeno il primo
libro della lista che allego nel mio comunicato. Mi farebbe piacere che Lei
mi citasse il documento originale dove viene dimostrato "scientificamente"
che l'HIV causa l'Aids. Per finire le allego un articolo di un suo collega.
Mi auguro che Lei voglia accettare questa mia lettera che vuole dimostrare
solo la mia buona fede. Le assicuro che tutto ciò nasce anche da esperienze
personali dove ho potuto toccare con mano alcune assurdità della medicina
ufficiale.
Cordiali saluti,

Sergiuo Battaglia

Il seguente articolo apparso su Metro di Roma il 17/7/2000 deve in qualche
modo essere sfuggito alla censura imperante in materia di Aids.



Le bugie sull'Aids per i finanziamenti

Il fenomeno Aids è uno dei più grandi scandali della medicina. Gli
scienziati si negano a un aperto dibattito per paura di perdere
finanziamenti. Nessuno ha dimostrato che il virus provoca l'Aids.

Di Aids si muore, per l'Aids si chiedono finanziamenti. Ma cosa sia e cosa
provochi è tutt'altro che chiaro. Anche per colpa di medici e scienziati che
per interesse si adattano alla teoria più comoda. E le organizzazioni
mondiali sparano cifre solo presunte allo scopo di sfruttare il fenomeno per
ottenere soldi per i Paesi poveri.
Con i tradizionali discorsi augurali si è conclusa a Durban (Sud Africa), la
XIII Conferenza mondiale sull'Aids, senza risposte definitive ai più
assillanti interrogativi posti sin dal 1982, cioè dalla scoperta dei primi
casi di questa complessa sindrome che si può manifestare con 25 differenti
patologie.
Soltanto conoscendo l'origine di una malattia è possibile comprenderla,
combatterla, curarla, prevenirla e alleviarla. Ma ad oggi restano insoluti
numerosi quesiti: che cosa causa il collasso del sistema immunitario? Può
essere ricostituito il sistema immunitario dopo l'infezione? Quali sono i
meccanismi patogeni del virus Hiv e come si può controllare la sua
replicazione? Come si trasmette l'Hiv, dal punto di vista sessuale, materno,
intravenoso? I vaccini potranno prevenire l'infezione? E infine
l'interrogativo più importante: l'Aids è veramente causato dall'Hiv e solo
da questo stranissimo virus?

Finora, in verità, tutti i ricercatori e gli scienziati che si sono occupati
della materia hanno messo a punto soltanto ipotesi di lavoro, cioè hanno
accettato in modo dogmatico un'origine ipotetica, poichè era l'unica
disponibile, senza indagare a fondo sugli inizi dell'Aids. E l'opinione
pubblica mondiale è rimasta prigioniera di frettolose decisioni scientifiche
stabilite, senza possibilità di discussione o revoca.
Così l'inaugurazione è avvenuta fra polemiche che si ripetono da 17 anni. Da
una parte è stato presentato un documento, chiamato Durban Declaration,
firmato da circa 5.000 ricercatori che ribadiscono il legame di
causa-effetto fra Hiv e Aids; dall'altra il presidente sudafricano Thabo
Mbeki, sostenitore della tesi opposta, difesa da poche decine di scienziati
(fra cui alcuni premi Nobel della medicina e della chimica) guidati dall'
"eretico" Peter Duesberg (un virologo californiano di alto livello) che si
oppone al pensiero dominante.
Nel suo volume "Inventing the Aids virus" sostiene che essendo l'Aids una
sindrome e non un'affezione, deve avere necessariamente più cause e l'Hiv
non può essere l'origine comune di tutte le manifestazioni cliniche; le
attuali teorie sull'eziologia non sono fondate su prove scientifiche
dirette, ma sono basate su prove indiziarie, cioè quelle epidemiologiche, a
loro volta poggiate su stime e non su rilevazioni dirette.

Il fenomeno Aids, secondo Duesberg, è uno dei più grandi scandali della
medicina e gli scienziati coinvolti in questi studi si negano a un aperto
dibattito nel timore di perdere finanziamenti e di sconvolgere l'attuale
ipotesi consolidata, determinando gravi conseguenze commerciali e sociali.
Duesberg ritiene che il virus dell'Hiv, sfuggente e mutevolissimo, è in
realtà innocuo e l'azione attribuitagli contrasta con le sperimentazioni
finora condotte, con i principi fondamentali della virologia e con il fatto
di non essere presente nel cento per cento delle persone infette. Nessun
documento scientifico ha dimostrato che il virus provoca l'Aids.
Controversie scientifiche a parte, siamo di fronte alla terribile tragedia
di milioni di persone che per malnutrizione, gravi carenze delle difese
immunitarie e tremende condizioni ambientali continuano a morire. Ed è
comprensibile che, per raccogliere risorse finanziarie a loro favore, le
organizzazioni mondiali (Oms, Unicef, Fao, Unesco) debbano sostenere che
responsabile di tutto sia l'Aids.

Ugo Apollonio
Presidente onorario Ass. stampa medica italiana



----- Original Message -----
From: "paolo bossi" <pbsamar@yahoo.com>
To: <pck-aids@peacelink.it>; <sergio.battaglia2@tin.it>
Sent: Wednesday, October 10, 2001 11:57 PM
Subject: Re: LA DISINFORMAZIONE RIGUARDO ALL'AIDS E' PIU' CONTAGIOSA DELLA
MALATTIA STESSA


> Mi chiedo quele sia la patente di "studioso del
> problema AIDS".
> Mi chiedo quale considerazione tale persona possa
> avere avuto di me, che ho passato 6 anni (con tante
> notti comprese) sui libri di medicina, nelle corsie di
> reparto per cercare di imparare il magior numero di
> conoscenze (scientifiche).
> Mi domando cosa intenda per scientificità: un parere
> suffragato dal consenso? una serie di studi condotti
> con diverse tare? uno studio allargato e preciso, che
> parta dal lato immunologico fino alle ricadute
> cliniche?
> Mi domando quale rispetto possa avere per un
> continente, quello africano, in cui la vita media si è
> pressochè dimezzata negli ultimi venti anni (grazie a
> tante diverse malattie già note e conosciute?!?) e
> dove qua sì vige la mafia del farmaco. Solo che non è
> la mafia di chi vuole imporre un suo farmaco come
> unica possibile soluzione al problema, ma di molte
> multinazionali farmaceutiche che non consentono
> (adducendo diritti di brevetto) la diffusione di
> questi farmaci.
> Mi voglia scusare il signor Battaglia, ma è la sua
> disinformazione a creare i maggiori problemi a chi è
> malato e perde la fiducia nelle cure grazie alle sue
> -sprovvedute- informazioni.
>
> Paolo Bossi
>
> P.S. non mi riconosco più in questa mailing list (da
> cui risulta difficile cancellarsi), che alterna
> messaggi promozionali con mail spazzatura.
>
>
>
> __________________________________________________
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