Newsletter Anno 5, n.4 - 6 febbraio 2007



NEWSLETTER DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA PER LA CITTADINANZA ATTIVA

Anno 5, n. 4 -  6 febbraio 2007

A cura di Gabriele Sospiro
Con la collaborazione di: 
Paolo Sospiro (PS)
Lena Alex (LA)
Radost  Peeva (RP)
Olivier Gbezera (OG)
Gulsah Biraderler (GB)

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INDICE 
1.   FORUM SOCIALE MONDIALE A NAIROBI (KENYA)
2.   JOSE BOVE SI PRESENTA ALLA ELEZIONI PRESIDENZIALI IN FRANCIA
3.   NERI IN FRANCIA
4.   CLANDESTINI IN BELGIO
5.   NEWS FROM TURKEY
6.   L'ANNO DELLA GERMANIA
7.   DEMOGRAPHIC CRISIS IN BULGARIA
8.   INIZIATIVA SINISTRA EUROPEA E SECONDE GENERAZIONI AD ANCONA
9.   VIDEOCONFERENZE E CENA AL CIRCOLO AFRICA
10   VIAGGIO IN ETIOPIA A PASQUA



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1. FORUM SOCIALE MONDIALE A NAIROBI (KENYA)
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Si è da poco concluso il forum sociale mondiale di Nairobi. Come sempre il
forum è stato caratterizzato da numerose attività e dalla presenza di
migliaia di persone provenienti da ogni parte del globo. Per quanti si
trovano dalle parti di Ancona vi segnaliamo che giovedì 15 febbraio alle ore
21 ci sarà una iniziativa pubblica presso la sala audiovisivi in via
Bernabei a cui prenderanno parte Alessandro Silvestri (segretario di
Rifondazione comunista di Ancona), Michele Brisighelli (segretario dei DS di
Ancona) e Gabriele Sospiro (responsabile immigrazione ARCI Marche - Circolo
Africa). 

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2. JOSE BOVE SI PRESENTA ALLA ELEZIONI PRESIDENZIALI IN FRANCIA
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Dopo mesi di attesa, Jose Bove ha deciso di presentarsi alle elezioni
presidenziali di Aprile. Il sindacalista, sopratutto conosciuto come uno dei
leader del movimento alter-mondialista e per la sua azione al di là delle
parole (come l’attacco contro un ristorante McDonalds nel 1999, per il quale
fu imprigionato 3 mesi) spera di iniziare un’“insurezzione elettorale contro
il liberalismo”. Cosi vuole cogliere i voti del movimento alter-mondialista
francese e quelli dei simpatizzanti dell’estrema-sinistra. 

La sua candidatura porta tuttavia a pensare ad uno dei maggiori problemi
della sinistra francese, ossia la dispersione dei voti. Sondaggi recenti
indicano che Mr Bove otterrebbe al massimo il 3 % dei voti, un risultato che
può sembrare insignificante ma che potrebbe essere importante se la
candidata principale della sinistra, Segolene Royal, non dovesse passare il
primo turno. Pochi giorni fa, Marie-Georges Buffet, leader del Partito
Comunista, ha confermato la sua candidatura e ha detto che sosterrebbe Mme
Royal solo “nel secondo turno, per vincere contro la destra”. Si pensa
ovviamente alle elezioni del 2002, quando la dispersione dei voti è stata
una delle ragioni principali della sconfitta di Mr Jospin, permettendo a
Jean-Marie Le Pen (Front National, Fronte Nazionale, estrema-destra) di
raggiungere il secondo turno. 

Mentre la destra sembra più unita, o piuttosto dominata dall’UMP (Union pour
la Majorité Présidentielle, Unione per la Maggioranza Presidenziale) di
Nicola Sarkozy, la sinistra rischia di presentarsi più divisa che mai, e ciò
fino all’interno del Partito Socialista stesso. Si può rimproverare a Mme
Royal di non essere riuscita ad unire più simpatizzanti delle sinistra (come
l’ha potuto fare un Romano Prodi più esperto), però il suo programma sembra,
sotto certi aspetti, più di “centro” che di “sinistra”. Tutti avranno quindi
l’opportunità di presentarsi sotto la propria bandiera, sperando che la
lotta nella sinistra non porti alla sua sconfitta. 

OG
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After months of hesitation, Jose Bove has decided to run for the French
presidential elections in April. The farm trade-unionist, well-known as a
leader of the anti-globalization movement and for joining action to his
words (most famously by assaulting a McDonald’s restaurant in 1999, which
led to a 3 month incarceration) called for an “electoral insurrection
against liberalism”. By doing so, he hopes to rally the votes of the French
anti-globalization movement, as well as those of extreme-left sympathizers. 

His candidature brings up one of the main issues of the French left,
dispersion of votes. Indeed, recent polls indicate that Mr Bove could rack
up 1 to 3 % of total votes, a score that might seem futile but that could
prove significant should the Left “main” candidate, Segolene Royal (Parti
Socialiste, Socialist Party), not pass the first round. Earlier this week,
Marie-George Buffet, secretary-general of the Communist Party, confirmed her
own candidature and stated that she would support Mme Royal only “if she
reached the second round, in order to defeat the right”. One can only
remember the 2002 elections, when vote dispersion was one of the main
reasons that led to Mr Jospin’s defeat in the first round, opening the way
to Jean-Marie Le Pen (Front National, National Front, extreme-right). 

As the Right seems more united behind, or rather dominated by Nicolas
Sarkozy’s party (UMP, Union pour la Majorité Présidentielle, Union for a
Presidential Majority), the Left faces the prospect of presenting itself
more divided than ever, including within the PS itself. Mme Royal herself
can be held accountable for her incapacity to regroup more left voters under
her wing (as a more experienced Romano Prodi was able to), but then again
her own program seems more “centre” then left by some aspects. All will thus
have the opportunity of presenting their own brand of alternative, and,
hopefully, not compete for each other’s votes this time around.

OG

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3. NERI IN FRANCIA
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Il prossimo Presidente Francese dovrà prendere in conto la popolazione
“nera” del Paese, stranamente una faccenda nuova nella politica francese. Un
sondaggio senza precedenti ha studiato recentemente la popolazione nera del
Paese, stimata a circa 2 milioni (oltre i 18 anni). Il risultato principale
è che più della metà si sente vittima di discriminazioni. 

Lo stesso sondaggio è abbastanza innovativo, perché la tradizione
Repubblicana vieta ogni tipo di discriminazione basata sulla razza o la
religione, anche per gli studi, visto che tutti sono, in teoria, uguali.
Tuttavia il sondaggio è stato approvato, visto che non crea archivi
permanente. Era proprio lo scopo del CRAN (Conseil Représentaif des
Associations Noires, Consiglio Rappresentativo delle Associazzioni Nere) di
andare contro “l’ipocrisia istituzionale”, visto che la discriminazione
esiste, ma che le leggi vietano di lottare specificamente contro. 

Il sondaggio indica che il 56 % si sente vittima di discriminazioni, ed il
36 % stima che la situazione sia  peggiorata l’ultimo anno. Senza sorprese,
il 62 % degli atti di discriminazioni hanno avuto luogo negli spazi pubblici
e nei trasporti, il 42 % al lavoro ed il 24 % durante la ricerca di una
casa. L’81 % ha fiducia nelle associazioni che lottano contro le
discriminazioni, ed il 71 % crede che la scuola abbia un ruolo importante.
Il 65 % stima che dipende principalmente dagli stessi neri nell'aiutare a
cambiare la situazione. Invece, più importante, non hanno fiducia né nello
Stato, né nella Polizia e né nei politici nel poter o nel voler cambiare la
situazione.

NB : Il CRAN è nato circa un anno fa, durante il dibattito sul presunto
“ruolo positivo” della colonizzazione. Lotta per la discriminazione positiva
e per i diritti della cosiddetta “minoranza visibile”. E’ stata accusata da
alcuni opponenti di alzare barriere ed addirittura di essere razzista o
anti-semita (le accuse non sono state confermate). Tuttavia, questo
sondaggio è stato eseguito con TNT-Sofres, uno dei principali organismi di
sondaggi in Francia.

OG
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Whoever ends up winning the presidential elections will have to take into
account the local “black” population, a somewhat new issue in French
politics. An unprecedented survey has recently studied the country’s black
population, estimated to roughly 2 million (older than 18 years old), the
main result being that more than the half feels victim to discrimination.  

The survey itself is quite ground-breaking, as Republican tradition banishes
any kind of discrimination based on race or religion, even for studies, all
being theoretically equal. However, the survey was deemed legal, as no
permanent files were created. It was precisely the aim of the CRAN (Conseil
Représentatif des Associations Noires, Representative Council of Black
Associations) to go against what it calls “institutionalised hypocrisy”,
discrimination existing in everyday life but laws prohibiting to work
against it specifically.   

The survey found that 56 % percent of the interrogated persons felt victim
to discrimination, and 36 % considered that it had gotten worse over the
past year. Unsurprisingly, 62 % of the acts of discrimination happened in
public spaces and in public transports, 42 % at work, and 24 % while looking
for a home. More newsworthy is the fact that 81 % have total trust in
associations working against discriminations, and 71 % believe that school
has a big role to play. 65 % consider that it is mainly up to Black people
themselves to help improve the situation. On the other hand, and this is why
the next president will have much to do on this topic, the State, Police and
politicians are all considered unable or unwilling to improve the situation.


NB: The CRAN was born a year ago, amidst the heated debate on the presumed «
positive role » of colonization. It works for positive discrimination and
for the rights of the so-called “visible minorities”. However, it has been
accused by some of its opponents of raising barriers and of being borderline
racist and/or anti-Semitic (accusations were inconclusive). The survey was
however conducted with TNT-Sofres, the main polling group in France.

OG

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4. CLANDESTINI IN BELGIO
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La settimana scorsa ho avuto l’occasione di partecipare ad un incontro sui
clandestini nel Belgio e sulle proposte dei partiti politici in previsione
delle elezioni federali di Giugno. 

Mr Destexhe (MR, Mouvement Reformateur, Movimiento per la Riforma, destra),
dopo aver ricordato che il suo partito aveva approvato ed eseguito l’ultima
regolarizzazione di massa in Belgio (nel 1999 circa 70.000 clandestini sono
stati regolarizzati), si è rifiutato di avviare una nuova azione del genere,
perché considera che manderebbe un messaggio sbagliato agli immigranti. Ha
poi aggiunto che nell’Unione Europea di oggi, una regolarizzazione del tipo
dovrebbe essere condotta in collaborazione con altre nazioni, criticando la
Spagna e l’Italia di non averlo fatto. Infine, ricordando il contesto
politico particolare del Belgio, stima che tale regolarizzazione offrirebbe
nuovi argomenti all’estrema destra fiamminga (Vlaams Belang). Considera che
le regolarizzazioni dovrebbero essere eseguite in modo individuale e con
regole rigide perché teme le ripercussioni, che considera negative, sulla
sicurezza sociale. In seguito alle sue dichiarazioni, è stato fortemente
contestato dal pubblico. 

Mr Cornil, rappresentante del Partito Socialista, ha proposto qualche nuova
idea. Rifiutando, anche lui, una regolarizzazione di massa, propone invece
la creazione di commissioni speciali che potrebbero operare in modo
“imparziale ed umano”, al contrario dell’amministrazione. Di più, rifiuta il
criterio del “legame con la Nazione” perché lo considera troppo soggettivo.
I criteri devono essere rigidi ma chiari, e non dare spazio all’opinione
personale di colui che tratta la domanda. Tuttavia, nonostante un
atteggiamento pro-regolarizzazione, i clandestini presenti gli hanno
ricordato l’assenza di impegni forti da parte del PS nei governi precedenti.


Denis Grimberghs (Chrétiens Démocrates et Humanistes, Cristiani Democratici
ed Umanistici, centro-destra) si è espresso in favore di entrambe le
soluzioni: prima una regolarizzazione di massa per risolvere rapidamente i
casi in attesa, e poi l’introduzione di  criteri permanenti. Essi dovranno
essere chiari, e sopratutto il processo di decisione deve essere molto più
veloce, perché la lentezza amministrativa porta gli immigrati a stabilirsi
nell’attesa della decisione finale, lavorando e costruendo una famiglia.
Questo porta a situazioni paradossali ed ipocritiche nelle quale le autorità
rifiutano la regolarizzazione, ma non possono espellere il richiedente visti
i legami stabiliti col Belgio. Decisioni più veloci potrebbero evitare
queste situazioni, tanto quanto criteri chiari. 


Marie Nagy (Ecolo, Partito Ecologista) ha sottolineato questo paradosso,
aggiungendo che i clandestini sono indispensabili per l’economia e che il
lavoro dovrebbe essere un criterio per la regolarizzazione, per affrontare
il pregiudizio comune del clandestino che vuole approfittare dei vantaggi
sociali. Sarebbe la prova che producono ricchezze, e ha ricordato
l’esperienza spagnola, dove le regolarizzazioni di massa hanno equilibrato
la sicurezza sociale. Attaccando il governo, ha condannato uno studio che
cerca ad evidenziare i legami fra clandestini, immigrazione illegale e
criminalità, uno studio chiesto dall’attuale ministro dell’Interno Patrick
Dewael (Vlaams Liberalen en Democraten, l’omologo fiamingho del MR vallone).
Studi di questo tipo non fanno altro che creare un atteggiamento di chiusura
ed evita le vere domande, secondo lei.


Condividendo l’opinione di Mr Cornil, Mr Josse (UDEP, Union de DEfense des
sans-Papiers, Unione di Difesa dei clandestini) ha chiesto la creazione di
commissioni speciali indipendenti dell’amministrazione politica. Inoltre
stima che le regolarizzazioni recenti (10.000 nel 2006) non sono state
“vere”, visto che la maggioranza di essi erano richiedenti asilo, quindi
avrebbero dovuto essere trattati a parte. Sulle procedure insiste che a
prescindere dalle prossime riforme, i casi in attesa devono essere trattati
prima, per evitare ulteriori rallentamenti. Anche lui sottolinea
l’importanza economica degli immigranti, che creano ricchezza non solo nel
Belgio ma anche nei propri Paesi, e quindi potrebbero essere un modo nuovo
di agire sulla cooperazione allo sviluppo. Ha giustamente ricordato che
ormai le rimesse sono più importante dell’aiuto internazionale. 

Il dibattito è stato abbastanza appassionato all’inizio, Mr Destexhe essendo
l’unico ad avere un’opinione più dura sulla faccenda. Purtroppo, ha dovuto
andarsene presto, portando il pubblico ad accusarlo di fuggire il dibattito.
Tuttavia, questo si è ricentrato sulle responsabilità dei partiti rimasti,
che dicono tutti di essere sensibili al problema ma che, finora, non hanno
preso nessun impegno sostanziale, come hanno ricordato diversi clandestini
presenti. Questo è stato tanto più chiaro quando si è saputo che il
presidente del MR, Didier Reynders, ha accettato un incontro con un gruppo
di clandestini, mentre il presidente del PS Elio di Rupo, in teoria più
aperto sulla questione, ha rifiutato.

OG

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Last week I had the opportunity to take part in a debate on illegal
immigrants in Belgium and on what solutions political parties are proposing
in the light of the upcoming federal elections, which will take place early
June. 

Mr Destexhe (Mouvement Réformateur, Reformist Movement, right), while
reminding the audience that his party had approved and carried out the
latest massive regulation in Belgium (in 1999 about 70000 illegal immigrants
were regularised), expressed his refusal of a new massive regularisation,
mainly for the message it might send out to potential migrants.
Additionally, stressing the European context, he estimated that such actions
should be concerted at the European level, criticizing Spain and Italy of
having not done so. And finally, given the particular political climate in
Belgium, he stressed that such an action could give new arguments to Flemish
extremists (Vlaams Belang), using these as scarecrows. Instead, he estimated
that regularisations should be carried out on an individual basis, with
strict rules, as he fears that the social security system might suffer from
massive entries. Needless to say, Mr Destexhe was heavily contested by the
audience. 

Mr Cornil, representing the Socialist Party, brought some new ideas to the
table. While also refusing the “one-shot” approach in favour of a long-term
strategy, he expressed his lack of confidence in the bureaucratic
administrations in charge. He therefore proposes the creation of special
commissions in order to provide an “impartial and human” treatment to each
demand. Moreover, he considers the “attachment to the Nation” criteria to be
irrelevant and too open to arbitrary decisions. Decision criteria should be
strict but clear, and not open to individual appreciation. However, despite
a pro-regularisation stance, he was reminded of the lack of strong
commitments by his party in previous governments. 

Denis Grimberghs (Chrétiens Démocrates et Humanistes, Christians Democrats
and Humanists, Centre-Right) mixed both views, declaring himself in favour
of a “one-shot” massive regularisation in order to gain time, and the
enforcement of permanent criteria. Criteria should be clear; but moreover
their application should be swift, as slow administrative proceedings lead
to immigrants settling down, building a family and working while waiting for
the final say on their case. This leads to paradoxical and hypocritical
situations in which the immigrant is refused regularisation, but cannot be
extradited because of the ties (professional and familial) established with
Belgium. Swifter and clearer decision-taking processes would avoid such
situations and lead to decisions only based on clear criteria.  

Marie Nagy (Ecolo, Ecologist Party) also stressed the hypocritical
situation, in which illegal aliens are actually needed by the economy, and
added that work should be a criteria for regularisation, in order to
suppress the common prejudice of illegal aliens coming to Belgium to take
advantage of the social security system. That would show that they actually
produce wealth, and stressed the Spanish experience, where the massive
regularisations have provided much-needed cash flow for the social security
system. In an attack to the government, she condemned the launch of a study
meant to clarify hypothetical links between illegal immigration and
criminality, a study which was called for by Interior Minister Patrick
Dewael (Vlaamse Liberalen en Democraten, the Flemish counterpart of the
Walloon MR). Such studies do nothing but forge mentalities against
regularisations she argues, while avoiding the real issues. 
Echoing Mr Cornil, Mr Josse (UDEP, Union de la DEfense des sans-Papiers;
Defence Union of the Illegal Immigrants) called for the creation of special
regularisation commissions in order to be independent from political
agendas. Moreover, he claimed that recent regularisations (10000 in 2006)
were a masquerade, as most of them were for asylum-seekers, who
theoretically should be treated apart. On the procedural point, he insisted
that whatever new rules are adopted, current affairs should be treated first
before they come into effect, in order to avoid yet another delay. He agreed
on the importance of emphasizing the economical importance of immigrants,
who not only create wealth in Belgium and participate to social solidarity,
but also do so in their home country, thus representing a potential lever of
development aid. Rightly so, he reminded that remittances now exceed
international aid. 

The debate was heated early on as Mr Destexhe was the only one with a
stricter stance on the issue. Unfortunately, he left early, having other
engagements, sparking the crowd to say he was fleeing from the debate.
However, discussions then refocused on the responsibility of the remaining
parties, who all say to be sensible to the question but are yet to take
significant steps, as reminded by various illegal immigrants in attendance.
That was made clear when I learned that the president of the MR, Didier
Reynders, accepted to meet a committee of illegal immigrants soon, whereas
PS president Elio di Rupo, supposedly more sensible to the issue, refused. 


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5. NEWS FROM TURKEY
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Last week whole world agenda had gathered on a focus. Asia Disaster… About
this event, Turkey has been in a mood as sensitive as other countries; even
a bit more; as being a country, which was faced with a very destructive
eartquake only a few years ago. The aid compaigns had been started in the
country and by a wide range participation of the Turkish community and
businessmen; 1.25 million dollar were decided to sent by Turkish Government
for Asian people.

 By the time of this article; there are still 16 missing Turkish citizens in
the region of the disaster. The stories of the Turkish people who could
escape themselves from the disaster and turned back to the country had been
broadcasted in Turkish media like all over the world during the whole week.
Some important columnists of the Turkish Dailies criticized that the
disasters and wars has started to perceive as a movie sense or any sanal
scene for sparetimes by the broadcasting approach of the today’s modern
media. Besides; some others questioned about the deficiency of the early
warning systems in these countries and asked the role of the United States.
As a result; the discussions had been focused on the same points with the
world media. 

On the other hand; Turkish scientists made some explanations to answer
questions about the regions of Turkey, which is under the threat of
earthquake. Because this disaster was created the question of tsunami danger
in the mind of the people especially residents of Istanbul where was
expected an earthquake in fallowing 50 years.

In sum; 2004 was closed with a disaster which demaged phisically in one
region but sensitively all world population. The problem is not only the
problem of a group of people in a region; it is a global disaster that
injures many people. So Turkey was welcomeed the New Year in bit sadness due
to the Asian disaster like all world.

GB

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6. L'ANNO DELLA GERMANIA
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Il 16 di gennaio era il giorno della elezione per il nuovo presidente del
parlamento europeo.
Il deputato tedesco Hans-Gert Pöttering (presidente del gruppo del partito
popolare europeo/ democratici cristiani “PPE” e dei democratici europei
“DE”) è stato eletto al primo turno, ottenendo 450 voti degli 689 voti
validi (questo corrisponde una maggioranza assoluta di/con 65,31%)
La sua elezione è frutto di un accordo dall’ inizio della legislatura fra i
due gruppi principali del Parlamento che prevedeva una staffetta tra un
presidente socialista e uno popolare.

La carriera politica di Pöttering è lunga. Da 28 anni è una persona molo
attiva e importante nell’ambito della politica europea. In conseguenza aveva
un grande appoggio non solo della parte del suo partito. 
È deputato europeo dal 1979 il primo anno delle elezione dirette. Attivo
dapprima negli tematiche della sicurezza e della difesa, si ha occupato
dell'allargamento dell'Unione europea. Da 1999 ha guidato il gruppo del PPE
e dei DE. 
Pöttering resterrá in carica fino a le prossime elezioni europee nel 2009.
Durante questo periodo sono previsti dibatte sulle risorse energetiche
europee, sulla futura dell’allargamento dell'UE e sulla costituzione
europea. Insieme con Angela Merkel la presidenza del Consiglio Europeo per
il primo semestre 2007 fa parte della guida doppia tedesca quest’ anno. 

Sua vita personale:

Nato nel settembre del 1945, quando la seconda guerra mondiale era appena
conclusa, non hai mai conosciuto il padre che è morto in guerra. Tale evento
ha profondamentemente segnato il suo percorso personale e politico e la sua
visione di un'Europa unita.
 
Ha studiato giurisprudenza, scienze politiche e storia a Bonn, Genf e New
York, prima di divenire assistente alla ricerca per il governo tedesco. 
Lui è sposato e ha due figli da 24 e 29 anni che sono come lui molto
impegnato con la politica.


LA
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Am 16. Jannuar war der Tag der Wahl des neuen Präsidenten des
Europaparlaments. Der deutsche Abgeordnete Hans-Gert Pöttering (Präsident
der Christdemokartischen Volkspartei Europas and der Europ. Demokraten)
wurde im ersten Wahlgang mit 450 von insgesamt 689 gültigen Stimmen (das
entspricht einer absoluten Mehrheit von 65,31%) ins Amt gewählt. Seine Wahl
ist das Ergebnis einer Vereinbarung zwischen den beiden fuehrenden Parteien
im Europaparlament am Anfang der Legislaturperiode. Damals wurde die
Aufteilung der Legislaturperiode zwischen dem span. Sozialdemokraten und den
Christdemokraten beschlossen.

Die politische Karriere Pötterings ist lang. Seit inzwischen 28 Jahren ist
er eine sehr active und wichtige Figur auf der Bühne der Europapolitik.
Daraus resultierend hatte er bei der Wahl eine breite Unterstützung nicht
nur aus den Reihen der eigenen Partei.
Seit dem ertsen Jahr der Direktwahlen im Europ. Parlament, 1979 ist er
Europaabgeordneter und seit 1999 Präsident der PPE und DE. Neben der
Beschäftigung mit Sicherheits- und Verteidigungsfragen lag sein besonderes
Interesse auf dem Gebiet der Erweiterungspolitik.
Pötterings Amtszeit endet 2009 mit den neuen Wahlen. Bis dahin sind unter
anderem Debatten über die europ. Energiereserven, über die Zukunft der
Erwiterungspolitik und die Wiederbelebung des Verfassungsprozesses
vorgesehen.
Zusammen mit Angela Merkel, der Präsidentin des Europarates im ersten
Halbjahr 2007 bildet er die deutsche Doppelführungsposition.

Sein Privatleben
Er wurde kurz nach dem Ende des zweiten Weltkrieges im September 1945
geboren und lernte seinen Vater, der im Krieg gefallen war nie kennen. Diese
Erfahrung war sowohl prägend für seinen privaten und politischen Werdegang
als auch für seine Vision von einem vereinten Europa.

Bevor er für den deutschen Bundestag Forschungsbeauftragter wurde studierte
er Jura, Politikwissenschaften und Geschichte in Bonn, Genf und New York.
Er ist verheiratet und hat zwei Söhne von 24 und 29 Jahren, die wie er
politisch engagiert sind.

LA



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7. DEMOGRAPHIC CRISIS IN BULGARIA
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Bulgaria has been faced with a serious demographic problem. It is mainly
concerned with the fact that, simply there has not been as much as a growth,
but a rapid decline of the population of Bulgaria for the last 15-20 years.
As Bulgaria joined the EU in 2007, for the last 10 years of accession
process, the country’s ruling bodies were busy tackling the visible problems
and have neglected the seriousness of the demographic deficit, which is
evident.
All available data shows that in Bulgaria there is a qualitative worsening
of all main demographic indicators, which place the country at the bottom of
the list of states with demographic growth.
For the last two decades Bulgaria’s population has shrunk from almost 9
million to less than 7.4million. If these recent population trends do not
change and the current –0.5 negative rate of average natural increase
remains the same, the population of the country will be 6.6 million people
in 2025 and only 5.1 million by 2050, bringing the estimated population
change for this period to the staggering –34%.
A simple example of some figures shows that the population had melted with
an average of 65, 000 people per year and a decline of more than a 1million
between 1990 and 2000:
Year (Anno)		Population (Poplazione)
	1990        	8,894,000
	2000        	7,818,000
	2001        	7,738,000
	2002        	7,662,000
	2003        	7,588,000
	2004        	7,518’000
	2005        	7,450’000
2006        	      7,385’000

Some of the major reasons for this tendency are low birth rates, enormous
migration rates, and high mortality. 
Bulgaria is among the countries in Europe with the highest mortality rates
(14.2% in 2004 and 14.3% in 2006). Mortality in Bulgaria is very age
dependent, even though it is present across all age groups. Both men’s and
women’s mortality rates have slightly increased during the last decade. The
premature mortality in Bulgaria is a serious problem for the country. The
fact that every fourth death is of a person younger than 65 is very
alarming. There is a high children mortality rate, where the highest rates
are mainly among the Roma minorities, approximately 25% of the total deaths.
This is due to their poor standard of living and the high abortion rates. 
At the moment, in Bulgaria, 84% of the citizens define themselves as
Bulgarians, Turks – 9.4%, and Roma – 4.7%. The number of Turks in the
country has dropped with almost 7% whereas the percentage of Bulgarians with
a Roma origin has increased with 18.4%. If the current population trends in
Bulgaria remain the same in the next few decades, according to some
estimations, in 2050 there will be 6.5 million Bulgarians living in the
country, 1 million and 2 million of which will be Turks and Roma,
respectively, meaning that the percentage of people who identify themselves
as Bulgarians will be less than 50%.     
Every fourth Bulgarian is more than 60 years of age. Life expectancy for
women is 75 years and for men – almost 69 years. The average life expectancy
rates are considerably low compared to most of the European countries: for
example, Italy - 76 years, Greece – 75.4 years, Spain – 75.3 years.  
Another great problem is the high migration level. The number of people
migrating to other countries has drastically increased since the fall of
communism. In the last half a decade there has been a new emigration wave,
permanent emigration directed to North America and Europe and labour
emigration directed to Greece, Italy and Spain.
The main reason for the Bulgaria’s low birth and fertility rates, abortions,
and a high number of immigrants were the political disturbances after the
fall of communism in 1989, causing terrible economical downturn, followed by
high unemployment, low wages and salaries, high inflation and thus low
investment rates and opportunity availability.
However, as a newly accepted EU member, the living conditions in Bulgaria
have already started to improve and are likely to escalate in the next
years, thus raising the standard of living and improving stability within
the state. Overcoming what is now officially recognized as one of the
greatest threats for the national security will be Bulgaria’s top priority
for the years to come.  The country managed to become an EU member, thus it
now needs to concentrate on maintaining stability and ensure that its people
feel secure and settled within their country, which will be the base of
encouraging birth rates to increase.

RP

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8. INIZIATIVA SINISTRA EUROPEA E SECONDE GENERAZIONI AD ANCONA
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Venerdì 9 febbraio 2007 alle 21 presso la sala audiovisivi in via Bernabei
ad Ancona dibattito:

SINISTRA EUROPEA E SECONDE GENERAZIONI: QUALE POLITICA?

Intervengono:
Danielle Mazzonis (SOTTOSEGRETARIO MINISTERO BENI
CULTURALI)

Francesco Martone (SENATORE RIFONDAZIONE COMUNISTA E SINISTRA
EUROPEA)

Massimiliano Bianchini (PRESIDENTE ARCI MARCHE) 

Mohamed Tailmoun (MEMBRO G2 - SECONDE GENERAZIONI) 

Gabriele Sospiro (RESPONSABILE IMMIGRAZIONE ARCI

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9. VIDEOCONFERENZE E CENA AL CIRCOLO AFRICA
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Venerdì 16 febbraio ore 19 presso il Circolo Africa ci sarà la prima
videoconferenza:
interverranno:
Shabi Michaeli dell'organizzazione YOFI (Tel Aviv) e Imad Nassar
dell'organizzazione WIEM  (Betlemme) per discutere le collaborazioni tra le
organizzazioni giovanili palestinesi e israeliane. Si tratta di due partner
del circolo Culturale Africa nei progetti sul Mediterraneo. A seguire cena
palestinese. 
Costo della cena euro 20. Metà del ricavato andrà per la costituzione di un
laboratorio di informatica per i ragazzi di Betlemme che frequentano il
centro WIEM.

Martedì 13 febbraio 2007 alle 17 sempre in videoconferenza Leonardo Faggioli
dell'Università di Firenze discuterà sul tema "Le liberalizzazioni del
mercato dell'energia in tre paesi europei: il caso dell'Italia, della
Germania e della Francia" (il materiale lo troverete on line sul nostro sito
all'indirizzo www.circolaofrica.eu nei prossimi giorni). Per assistere alle
videoconferenza scaricare skype da http://www.skype.it, che è il programma
necessario. Una volta scaricato e installato, in alto sul menu cliccare su
cerca e digitare la nostra email (segreteria at circoloafrica.org) e seguire le
istruzioni. 


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10. VIAGGIO IN ETIOPIA A PASQUA
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Stiamo preparando per questa pasqua un viaggio di conoscenza dell'Etiopia.
Si tratta della famosa rotta storica che ci permetterà di attraversare i
luoghi che hanno segnato la nascita e lo sviluppo dell'Etiopia. Passeremo ad
Axum, a Gondar, a Lalibela. Ma faremo anche tappa dove nasce il Nilo Azzurro
presso il lago Tana. Volete costi e programma? Inviateci una email con
oggetto VIAGGIO IN ETIOPIA A PASQUA al seguente indirizzo email:
segreteria at circolaofrica.org  

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Il numero 4 di questa newsletter è stato spedito a 10.666 indirizzi, per 
segnalazioni e suggerimenti scrivete a segreteria at circoloafrica.org. 

Il prossimo numero uscirà : 
il 20 febbraio  2007. 

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The number 4 of this newsletter has been sent to 10.666 addresses. 

For suggestions please contact: 

Circolo Culturale Africa 
via San Spiridione, 5/a 
60100 Ancona 
Italia 
Tel. +39/071/2072585 
Web site: www.circoloafrica.org 


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